Frontalieri

L'Ufficio Frontalieri OCST dal 1984 è il principale riferimento per tutti i frontalieri attivi in Ticino. La sua utilità, riconosciuta anche dalle imprese e dagli organi istituzionali italiani e ticinesi, si estende a diverse attività:

- consulenza ai lavoratori e alle imprese in materia di coordinamento dei sistemi nazionali di sicurezza sociale (status fiscale, previdenziale ed assicurativo dei frontalieri, assegni familiari, disoccupazione, Regolamenti UE e Convenzioni bilaterali tra Italia e Svizzera, ecc.);

- tutela della salute del lavoratore con convenzioni mediche appositamente studiate;

- coordinamento degli attivisti iscritti all’OCST nei vari paesi di frontiera;

- consulenza agli organi istituzionali svizzeri e italiani per la definizione della legislazione riguardante i lavoratori frontalieri.

Gli iscritti all'OCST possono godere dei servizi offerti dalla CISL e di tutte le convenzioni previste per i soci CISL.

«Il nuovo Accordo fiscale sulla tassazione dei frontalieri non verrà firmato dal Governo almeno fino alle prossime elezioni». La rassicurazione arriva direttamente da Vieri Ceriani, tecnico del Governo italiano e responsabile numero uno delle trattative bilaterali con la Svizzera.
Il Senato ha approvato un maxi-emendamento al Decreto-legge n.148 del 2017 che porta alcune novità interessanti per i frontalieri e i pensionati. Il tutto deve ancora essere approvato dalla Camera dei deputati, che sarà chiamata ad esprimersi a breve.
Diversi utenti hanno richiesto un nostro parere sull’articolo della Prealpina di martedì scorso dedicato al nuovo Accordo fiscale sulla tassazione dei frontalieri. Il testo è stato poi ripreso da altri media. 
L’articolo riporta per bocca di un rappresentante dell’Associazione Frontalieri-Ticino alcune previsioni sull’entità della nuova tassazione. In particolare viene detto che “un frontaliere col reddito di 38’000 franchi annui pagherà oltre 10’000 euro di tasse aggiuntive in Italia”.
Firma sì o firma no? Un mosaico complesso
Dal Governo federale giungono forti spinte perché si firmi quanto prima il nuovo Accordo fiscale sui lavoratori frontalieri. A dire il vero fino a prima dell’estate il tema non era ancora all’ordine del giorno della politica italiana. Gli stessi sindacati avevano ricevuto questa rassicurazione durante l’incontro avvenuto a Palazzo Chigi lo scorso giugno. 

Terminata la pausa estiva, i frontalieri hanno ripreso il lavoro ponendo al nostro Ufficio numerose domande su altrettanti temi. Ne approfittiamo per aprire anche noi la nuova stagione con una breve panoramica sui principali argomenti che saranno destinati a dettare l’attualità del frontalierato da qui ai prossimi mesi.