Frontalieri

L'Ufficio Frontalieri OCST dal 1984 è il principale riferimento per tutti i frontalieri attivi in Ticino. La sua utilità, riconosciuta anche dalle imprese e dagli organi istituzionali italiani e ticinesi, si estende a diverse attività:

- consulenza ai lavoratori e alle imprese in materia di coordinamento dei sistemi nazionali di sicurezza sociale (status fiscale, previdenziale ed assicurativo dei frontalieri, assegni familiari, disoccupazione, Regolamenti UE e Convenzioni bilaterali tra Italia e Svizzera, ecc.);

- tutela della salute del lavoratore con convenzioni mediche appositamente studiate;

- coordinamento degli attivisti iscritti all’OCST nei vari paesi di frontiera;

- consulenza agli organi istituzionali svizzeri e italiani per la definizione della legislazione riguardante i lavoratori frontalieri.

Gli iscritti all'OCST possono godere dei servizi offerti dalla CISL e di tutte le convenzioni previste per i soci CISL.

L’anno volge al termine e l’occasione è propizia per fare il punto della situazione su alcuni temi di stretta attualità che riguardano il mondo dei lavoratori frontalieri.
Il nuovo Accordo fiscale tra Italia e Svizzera sulla tassazione dei lavoratori frontalieri sembra essere sempre più lontano dalla sua realizzazione. Il testo, che fu parafato nel 2015, non è mai stato firmato fino ad oggi e pare che non lo sarà ancora per molto tempo, se non per sempre.
Presso le Province di Como e Varese sono stati costituiti due «Osservatori permanenti sul fenomeno del frontalierato»; si tratta di tavoli istituzionali di lavoro dove i vari attori sociali e politici che ogni giorno monitorano il frontalierato potranno trovare un luogo di discussione e di sintesi. Di volta in volta verranno così affrontati tutti quei temi che possono avere un’incidenza sul tessuto sociale ed economico dei lavoratori di frontiera e dei territori di loro provenienza. 
Il nostro mondo è sempre più interessato da problemi di enorme portata sociale ed economica. Si tratta di temi centrali per la nostra esistenza che richiedono un’attenzione da parte di tutti. Tra questi (e tra i più importanti), vi è il radicale cambiamento del mercato del lavoro che sta avvenendo in tutti gli Stati avanzati e non solo. 
Il Consiglio federale ha confermato la revisione della Legge federale sull’imposizione alla fonte del reddito già approvata dalle Camere del parlamento svizzero nel 2016. 
La modifica non fa altro che recepire una sentenza del Tribunale Federale di Losanna del 2010 che aveva di fatto sancito come ci fosse una discriminazione a livello fiscale tra gli svizzeri e i «quasi residenti», ovvero quei soggetti che pur non essendo dei domiciliati producono il 90% del reddito familiare in Svizzera.