Il terziario impiegatizio è tradizionalmente la professione di sbocco più frequente per le lavoratrici e i lavoratori residenti. È un ambito nel quale in passato condizioni di lavoro e salari sono stati interessanti e adeguati a sostenere il costo della vita nel nostro cantone che, come ha anche confermato un recente studio di un importante istituto bancario, non è certo il più basso della Svizzera.

Con il recente «Family Act» approvato lo scorso 11 giugno, il Governo italiano ha stabilito una profonda riforma delle misure finanziarie a favore dei genitori residenti in Italia.
Il cambiamento più importante riguarda l’introduzione del cosiddetto «assegno unico», ovvero un nuovo assegno familiare erogato dall’INPS che di fatto sostituirà gli altri sostegni di natura simile fino ad oggi esistenti in Italia.

Che la riforma dell’AVS sia importante e necessaria, non ci sono tanti dubbi. Tuttavia, anche questo progetto carica sulle spalle delle donne una parte consistente del risanamento senza una sufficiente compensazione. L’AVS è l’unico strumento che attualmente sostiene il reddito delle pensionate che, lo ricordiamo, dopo aver subito per tutta la carriera lavorativa una disparità salariale del 17,4%, al momento della pensione ricevono quasi il 40% in meno, una cifra impressionante che lascia troppe donne in povertà.

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