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VOTAZIONE POPOLARE DEL 7 MARZO 2010 SUL II PILASTRO

NO al taglio delle rendite
In occasione della prima revisione della LPP è stato deciso di ridurre gradualmente il tasso di conversione al 6,8% entro il 2014. Il Parlamento intende ora sovrapporvi una ulteriore riduzione, abbassando il tasso al 6,4% entro il 2016. Ne consegue un taglio consistente delle rendite, che intacca l’obiettivo sociale assegnato al secondo pilastro dalla Costituzione federale.

NO a una riduzione frettolosa
Il tasso di conversione dipende soprattutto da due fattori di lungo termine: la speranza di vita dei pensionati e il rendimento del capitale previdenziale lungo l’intero arco del pensionamento. In contrasto con il carattere di lungo termine del tasso di conversione, la riduzione che viene oggi proposta è condizionata in modo eccessivo dalle difficoltà contingenti dei mercati finanziari.

NO a una resa incondizionata
La riduzione del tasso di conversione è un atto di cedimento verso le compagnie assicurative, che premono per un suo abbassamento e che, nella previdenza sovra obbligatoria, utilizzano oltretutto già da tempo tassi inferiori. Il Parlamento asseconda gli assicuratori senza peraltro porre nessuna condizione. Il secondo pilastro è un’opera sociale che va sottratta a prevalenti obiettivi di profitto.

>>approfondimento sul giornale 'il Lavoro' n. 3, pagina 2 e pagina 3

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