


Foto: C. Noghera
La crisi, propagatasi rapidamente dal sistema finanziario all’economia reale, ha contagiato l’intero 2009 e continuerà inevitabilmente a proiettare i suoi riflessi anche sull’anno appena iniziato.
È ai suoi effetti occupazionali che guarderà prioritariamente l’OCST. L’indispensabile difesa dell’occupazione si rivela del resto tanto più impegnativa poiché le ricadute occupazionali della crisi risultano particolarmente complesse e persino contradditorie.
Sono infatti il prodotto di un intreccio intricato tra la recessione, le trasformazioni profonde in atto nel mondo del lavoro e le conseguenze di un mercato del lavoro istituzionalmente aperto. Da quest’ultimo profilo, non è affatto irrilevante sottolineare che questa è la prima crisi dell’era della libera circolazione.
La tutela dell’occupazione è indissociabile dalla ridefinizione degli obiettivi e delle traiettorie di sviluppo dell’economia cantonale. Questa esigenza è sollecitata in misura ancora maggiore dall’impatto che la crisi sta indirettamente esercitando sul decisivo settore bancario. La pressione internazionale sul segreto bancario e la più accentuata lotta contro l’evasione fiscale, attraverso segnatamente lo scudo fiscale varato dal governo italiano, impongono cioè un ripensamento di indirizzo.