Gianluca D'Ettorre*

Recentemente ho appreso su un quotidiano che la scuola ticinese cambierà paradigma grazie alla ventura riforma scolastica e al nuovo Piano di studio, che finalmente non indicherebbe più ai docenti che cosa devono insegnare, ma piuttosto che cosa gli allievi dovrebbero apprendere. Secondo alcuni funzionari dirigenti della Divisione scuola tale rivoluzione copernicana metterebbe addirittura alcuni docenti in difficoltà al cospetto di un approccio definito “meno securizzante”, da cui proverrebbe una certa loro resistenza.

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