Nell'ultimo anno il DECS ha posto in consultazione alcuni progetti che meritano di essere discussi e approfonditi. Cliccando sulle immagini soprastanti avrete accesso a numerosi documenti ed informazioni. È inoltre disponibile il Piano di studio della scuola dell'obbligo ticinese.

di Gianluca D'Ettorre

Il progetto di riforma scolastica giunto ieri ad una sua ulteriore definizione dimostra un grande investimento di ideazione e riflessione. Da una prima lettura emerge un maggior grado di realismo e di pragmatismo rispetto alla prima fase. Apprezzabile è la maggiore autonomia accordata agli istituti nel gestire le finanze, consentendo di trasferire crediti da una voce contabile all’altra o di riportare risparmi e costi anche su più anni, a beneficio di una conduzione della sede più agile ed aperta ad iniziative.

Positiva appare anche la proposta di generalizzare nelle scuole comunali la presenza sia dei docenti di appoggio sia dei docenti di materie speciali, sostenendo coloro che per interessi personali volessero specializzarsi nell’insegnamento del francese, delle scienze o della storia.

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Quando, nell’ottobre scorso, tra docenti ci si è chiesti quale sarebbe dovuta essere la nostra posizione di fronte all’evoluzione della situazione nel mondo della scuola ed ha cominciato a farsi strada l’idea di vivere in questo modo la giornata del 23 marzo, l’obiettivo era precisamente questo: iniziare o riavviare un dialogo con la popolazione, con i partiti e con le autorità politiche per esporre i problemi pendenti e che imponga un dibattito pubblico, tematizzando le grandi questioni di fondo: “Che cosa volete che faccia la scuola oggi? Che cosa deve insegnare? Come deve insegnare e perché deve ancora insegnare? Che tipo di docenti volete?”.

La scuola sia un luogo di libertà e di educazione...La scuola sia un luogo di libertà e di educazione

Il sindacato OCST è solidale con i docenti, i genitori e gli allievi che il 23 marzo manifestano la voglia di essere protagonisti della scuola e difendere la libertà di insegnamento e l’autonomia didattica, che la legge della scuola del 1990 garantisce.

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