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Ora che si procede con la didattica a distanza l’OCST-Docenti chiede che la creatività di cui gli insegnanti di tutto il Cantone stanno dando prova nell’ideare nuovi percorsi di contatto con gli allievi (e le famiglie) e nuovi modi di insegnamento non venga apprezzata dalle autorità scolastiche solo a parole.

Occorre evitare che l’ampio e giustificato ricorso a piattaforme informatiche e ad operazioni standardizzate predefinite non si trasformi in uno strumento di pressione, attuale e futura, per omologare e per conformare la pluralità degli approcci didattici che costituisce una delle inestimabili ricchezze della professione. Come in passato, anche oggi l’OCST-Docenti continuerà a tutelare l’autonomia didattica, anche in rapporto all’uso di mezzi informatici. 

Su questo tema è in fase di ultimazione la proposta di un’attività di formazione continua. Restando nell’ambito della formazione continua si chiede al datore di lavoro di conteggiare nel quantitativo minimo obbligatorio il tempo investito dai docenti per i notevoli progressi compiuti, non solo recentemente, in termini di conoscenze e di abilità nell’uso delle nuove tecnologie nella didattica.

Inoltre il Sindacato richiama l’attenzione sui rischi insiti nel lavoro da casa, che per sua natura tende ad estendersi a molte, se non a tutte, le fasce orarie, dilagando facilmente nelle vacanze e nel tempo libero in misura maggiore di quanto già avveniva in passato. L’apertura di canali che investono il domicilio e la vita privata di allievi, docenti e relative famiglie pone nuovi problemi, come quello dell’abbattimento dei limiti che distinguono e dividono la sfera privata da quella pubblica e professionale. Si invitano le autorità scolastiche ad emanare disposizioni tempestive ed adeguate anche in questo ambito onde evitare effetti indesiderati per tutte le parti in causa.