La scuola del cantone Ticino è stata costruita a tappe, partendo dalla situazione esistente alla fine dell’epoca dei baliaggi che aveva comunque garantito un discreto grado di alfabetizzazione (maschile) e una certa rete di scuole parrocchiali e comunali sul territorio. Il Cantone, pur in difficili condizioni finanziarie,  passa dalle scuole contrattuali a un sistema di scuole pubbliche obbligatorie  e l’azione di Stefano Franscini, fra gli anni Trenta e Quaranta dell’Ottocento, è decisiva. La scuola forma il cittadino e ha una funzione civica, patriottica, di “progresso”; a lungo è terreno di scontro fra liberali (scuola laica o laicista) e conservatori (scuola confessionale); il compromesso di fine secolo è all’insegna di una scuola sostanzialmente “neutra”. Anche la storiografia sulla scuola è a lungo partigiana, mentre recentemente è stato pubblicato un buon libro, a più voci, sulla storia della scuola pubblica da Stefano Franscini a Emanuele Bertoli. Il presente testo non vuole e non può certo essere completo, ma cerca solo di contribuire a inquadrare un po’ la situazione attuale della nostra scuola.