di Gianluca D’Ettorre, presidente sindacato OCST-Docenti

Innegabilmente questa nuova versione del progetto di riforma presenta un grado maggiore di realismo rispetto alla prima edizione. In modo naturale ci si vorrebbe subito addentrare nei dettagli per cogliere il mutamento di alcuni aspetti specifici, come la scomparsa formale delle molteplici figure di docente prospettate inizialmente o la maggiore autonomia concessa ragionevolmente agli istituti nel gestire le finanze, stralciando inoltre la discutibile facoltà per il direttore di selezionare il corpo docente.

Apprezzabile appare anche la proposta di generalizzare nelle scuole comunali la presenza sia dei docenti di appoggio sia dei docenti di materie speciali, sostenendo coloro che per interessi personali volessero specializzarsi nell’insegnamento del francese, delle scienze o della storia. Tuttavia, sebbene vi siano elementi meritevoli di apprezzamento quando considerati singolarmente e settorialmente, permangono perplessità circa il senso ultimo dell’operazione e sui presupposti da cui trae le mosse. Ma procediamo con ordine. (...)

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