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Lorenzo Jelmini

Lista 8 Nr. 27

Chi è Lorenzo Jelmini?

Classe 1965, originario di Tenero-Contra ma da sempre abito nel Luganese dove ho frequentato le scuole fino al liceo. Laureato in Scienze Politiche con indirizzo Politico-Sociale e una tesi sui percorsi lavorativi nel mutato contesto del mercato del lavoro, da 27 anni sono attivo presso l’Organizzazione Cristiano Sociale Ticinese maturando un’approfondita conoscenza del diritto del lavoro e delle assicurazioni sociali e nella gestione delle trattative. Mi sono occupato di portare a buon fine negoziazioni sia nel settore pubblico che in quello privato, a livello cantonale e federale. Attualmente svolgo il ruolo di coordinatore sindacale del settore dei servizi pubblici, amministrazione cantonale, comunali e trasporti pubblici. 
Ho potuto sviluppare l’esperienza politica sia a livello comunale (8 anni in Consiglio comunale a Lugano) che cantonale (dal 2011 in Gran consiglio, presidente della Commissione Sanitaria e della Commissione Energia e membro della Sottocommissione Pianificazione Sociopsichiatrica, della Commissione Petizioni e Ricorsi, della Commissione speciale Pianificazione Ospedaliera e della Commissione speciale Revisione legge sul Gran Consiglio in qualità di Coordinatore)
 
A dicembre Ricciardi disse: «In generale l’OCST intende il suo impegno politico come uno strumento per la difesa dei diritti dei lavoratori e per il miglioramento dei diritti sociali. Per questo la politica e la presenza nei legislativi, che pur non sono il perno della nostra attività, sono un ambito di impegno irrinunciabile». Quale motivazione ti spinge a candidarti?
Ho sempre affrontato l’attività politica come occasione per dare voce all’impegno sindacale e i temi su cui ho potuto lavorare sono sovente legati al lavoro e a tutte le misure a sostegno di singole persone o di famiglie: difendere il lavoro come diritto e opportunità, come fonte di dignità per tutti. Lavoro come difesa dell’occupazione partendo dalla difesa della persona, per permettere a tutti di essere attori nella società, di costruire il benessere del nostro Paese e di vivere del reddito del proprio lavoro. Per questo desidero continuare a tradurre nella politica lo spirito e la sensibilità di un sindacato serio e responsabile qual è l’OCST, capace con determinazione di sostenere lavoratrici e lavoratori ma altrettanto capace di collaborare e costruire assieme a chi crea occupazione, a chi fa impresa.
Parallelamente l’impegno si è indirizzato anche sulla difesa delle conquiste sociali e sullo sviluppo di altre misure a sostegno dei più bisognosi.
 
Attualmente la società anche in Ticino è confrontata con diversi problemi. Quali sono gli ambiti su cui hai potuto lavorare nell’ambito dell’attività parlamentare?
Numerosi sono stati gli interventi e le iniziative che ho potuto presentare e difendere in parlamento a sostegno del lavoro, delle lavoratrici e dei lavoratori ma anche su temi che riguardano la società, sia personalmente che assieme al collega Gianni Guidicelli nel primo quadriennio di presenza in Gran consiglio ed in seguito con il collega Giorgio Fonio. L’introduzione dell’obbligo di allestire Contratti collettivi di lavoro per tutte le aziende e i servizi che ricevono un finanziamento pubblico, il sostegno e la creazione di nuove figure professionali, gli assistenti di Polizia in particolare, il sostegno alle attività nel socio-sanitario e lo sviluppo di nuovi servizi a favore dei bisognosi, il sostegno alle nostre aziende elettriche, l’introduzione nelle scuole medie di griglie orarie a favore di studenti attivi nello sport e nella cultura sono solo alcuni esempi.