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A prescindere da tutto, sconvolge che si possa dire morale licenziare e ci lascia molto perplessi sapere che nel 2020 un imprenditore possa chiedere all’opinione pubblica di accettare che sia onesto lasciare senza lavoro alcuni dei suoi collaboratori.
Del resto morale vuol dire questo, significa fare la cosa giusta, fare quello che è bene. Per altro nel delicato momento storico in cui ci troviamo, ancora piegati da un’imprevedibile crisi sanitaria mondiale che ha ridotto drasticamente i consumi in diversi settori, le istituzioni ticinesi e confederate hanno reagito concedendo a tutte le imprese aiuti economici proprio per evitare licenziamenti. 
Quindi anche non sapendo o non volendo scegliere tra il bene o il male, tra il giusto o lo sbagliato… forse sarebbe stato meglio aspettare. 
Oltra al lato etico c’è poi un discoro di rispetto ed equilibrio: per quanto si possa discutere sempre sull’utilità delle regole e delle leggi esse ci sono, tante o poche vanno rispettate perché rappresentano una delle basi del reciproco bene comune e se è vero che ogni datore di lavoro esige che i suoi collaboratori facciano al meglio il loro lavoro è giusto che il territorio chieda lo stesso ai suoi imprenditori, tutti nessuno escluso. Nello specifico non esiste un veto alle ri-organizzazioni, ma queste devono essere fatte seguendo una certa logica che in primis impone - secondo noi giustamente - almeno il principio della trasparenza. 
Infine, noi dubiteremo sempre della buona fede di chi, come datore di lavoro, nel raccontare di sé, delle sue difficoltà o dei suoi successi, si dimentica di parlare dei suoi collaboratori di chi, bene o male, porta avanti la sua idea d’impresa ed i suoi progetti presenti e futuri.
Noi non ce l’abbiamo con nessuno e non serbiamo né rancore né preconcetti, per cui se Philipp Plein, citando le sue dichiarazioni, volesse ancora costruire in Ticino l’impresa più grande del mondo, noi saremmo contenti di discutere insieme a lui a quali condizioni umane e professionali un’impresa si rende la migliore.
 
Paolo Coppi