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Il contratto collettivo per architetti e ingegneri, dopo la pubblicazione della domanda di obbligatorietà su Foglio Ufficiale del 5 maggio 2020, ha ricevuto delle opposizioni. Abbiamo dunque rivolto qualche domanda a Giorgio Fonio che ha seguito sin dall’inizio il CCL.
 
Contro la domanda di obbligatorietà al CCL sono state inoltrate delle opposizioni. Come mai?
Sono tre distinte opposizioni di cui una sottoscritta unitariamente da più studi. È loro buon diritto essere contrari ad un CCL che, in forma obbligatoria, disciplina le condizioni di lavoro di migliaia di architetti e ingegneri, evitando così il dumping salariale e garantendo una concorrenza leale. Mi fa specie però leggere alcune motivazioni, come quella dove ci si lamenta per l’abolizione del concetto di «lavoro a cottimo» o si giustifica un salario nettamente più basso per i neo diplomati, ivi compresi quelli usciti dall’Accademia dell’Architettura di Mendrisio.
 
Inizialmente le parti sembravano aver trovato un giusto compromesso, in seguito sono sorte delle difficoltà che ne stanno prolungando ulteriormente l’applicazione. Ce la farete?
Sono ottimista perché il lavoro è stato lungo e meticoloso. Si sono approfonditi tutti i singoli dettagli, coinvolgendo le parti interessate.
 
Il fatto di dover rendere obbligatorio un CCL in un settore con personale altamente qualificato significa che il settore era malmesso?
Le lavoratrici e i lavoratori del settore sono altamente qualificate/i, nonostante ciò negli ultimi anni abbiamo assistito ad un continuo peggioramento delle condizioni salariali e sociali tra gli architetti e gli ingegneri. Nel 2017 abbiamo effettuato un sondaggio tra i lavoratori del settore e i risultati sono stati estremamente negativi. Basti pensare che il 25% degli intervistati percepiva un salario che non superava i 2’500 franchi e che solo il 3% di chi ha risposto guadagnava oltre i 5’500 franchi.
 
Quali i punti di forza di questo CCL?
I punti di forza sono sicuramente quelli relativi alla regolamentazione degli stages che hanno lo scopo di fermare un fenomeno sempre più in voga nel settore che, abusando di questa figura, può occupare manodopera qualificata a basso costo. Inoltre, la classificazione salariale, permette di fermare le storture del sistema che vedevano l’assunzione di manodopera estera estramemente qualificata per sottopagarla. Con questo nuovo documento, si andrà a combattere la concorrenza sleale tra gli studi in quanto la manodopera dovrà essere retribuita correttamente e allo stesso modo (almeno per i primi anni) da Airolo a Chiasso.
 
Come detto, importante «novità», è la regolamentazione dello stage. Si augura che questo CCL possa fare scuola?
Come detto sopra è un elemento importantissimo e spero davvero che questa impostazione prenda piede anche in altri settori, in particolare per quanto concerne il terziario.
 
Come OCST sostenete il congedo paternità e l’iniziativa in votazione il prossimo settembre, ma nel CCL è di soli 3 giorni. Non si poteva fare di più?
Il problema verrà superato il prossimo 27 di settembre quando il popolo svizzero, auspico, accoglierà la nostra iniziativa popolare che chiede appunto un Congedo Paternità.
 
G. Donini