Da gennaio una realtà!

La scorsa settimana il Gran Consiglio ha accolto alcune modifiche della legge cantonale sugli assegni di famiglia.

La principale riguarda il diritto agli assegni anche per gli indipendenti.
Ricordiamo che nel 2006 il popolo svizzero, in occasione di una votazione referendaria, ha accolto la nuova Legge federale sugli assegni di famiglia (in Ticino con una percentuale di voti favorevoli del 65 per cento) che ha armonizzato le varie disposizioni cantonali, fissando degli importi minimi che ammontano a Fr. 200 per figlio, rispettivamente Fr. 250 per i figli in formazione fino a 25 anni.
La legge federale lasciava ai cantoni la possibilità di introdurre gli assegni anche per gli indipendenti. Durante il dibattito sull’approvazione della legge cantonale, nel dicembre del 2008, avevo proposto di introdurre questo diritto, almeno per gli indipendenti che non raggiungevano un determinato reddito.
Questa richiesta era motivata da un fatto di equità di trattamento tra le varie categorie di lavoratori, ma anche perché le trasformazioni in atto nel mondo del lavoro hanno portato ad un notevole aumento dei lavoratori indipendenti, che spesso operano in contesti economici difficili e con redditi modesti. Uno studio eseguito dalla SUPSI nel 2006 aveva rilevato come il gruppo professionale più a rischio di povertà era quello degli indipendenti senza impiegati, di cui quasi il 20 per cento non riusciva ad avere un reddito sufficiente per porsi e porre la propria famiglia al riparo dalla povertà.
La discussione in parlamento era stata molto accesa e l’emendamento era stato accolto per pochi voti. L’allora consigliera di Stato Pesenti si era però opposta e in seconda lettura, per pochi voti, la nuova legge venne addirittura bocciata. È stata poi approvata in una successiva tornata parlamentare senza la concessione degli assegni agli indipendenti.
Ora, grazie ad un’iniziativa del consigliere nazionale Hugo Fasel, già Presidente di Travail.Suisse, il diritto agli assegni per gli indipendenti è stato ancorato nella legislazione federale e quindi ripreso anche nel diritto cantonale.
È una conquista importante che garantisce finalmente l’universalità dell’assegno a tutti i lavoratori, siano essi dipendenti o indipendenti, e anche alle persone senza attività lucrativa. E questo senza limitazioni di reddito poiché si è deciso anche di togliere il limite di reddito per il diritto agli assegni per le persone senza attività lucrativa.
Il parlamento ha pure approvato una modifica di legge che riguarda il diritto agli assegni per chi non è considerata persona senza attività lucrativa ma non ha un reddito sufficiente per poter beneficiare degli assegni come persona con attività lucrativa. Si tratta quindi di sanare una situazione di evidente ingiustizia, che avevo a suo tempo sollevato con un’iniziativa parlamentare, che viene ora in sostanza accolta.
È pure stato accolto il principio della perequazione degli oneri tra le varie casse degli assegni familiari, che dovrà essere completa ed effettiva entro un termine di sette anni.
Un ulteriore e importante passo quindi verso una politica a sostegno delle famiglie per la quale abbiamo contribuito concretamente e che salutiamo con molta soddisfazione.
La promozione e la tutela della famiglia rimane comunque un campo di attività politico-sindacale che deve essere costantemente seguito anche per rispondere ai mutamenti in atto nella nostra società, per introdurre i necessari correttivi che garantiscano la centralità e l’importanza della famiglia nel nostro contesto sociale.

Gianni Guidicelli

 


 

Abolito il mese di carenza

Martedì 27 novembre il Gran Consiglio si è espresso a favore di due iniziative promosse da Gianni Guidicelli.
Oltre alla modifica sugli assegni familiari, è stato abrogato il mese di carenza per il diritto alle prestazioni relative agli assegni familiari integrativi, gli assegni di prima infanzia e le prestazioni assistenziali. Si tratta di una modifica della Legge sull'assistenza sociale (LAS) (vedi «il Lavoro» n. 17 del 25 ottobre 2012, p. 4).
Il mese di carenza è una misura di risparmio entrata in vigore nel 2006 che prevedeva il diritto al pagamento delle prestazioni sociali dal mese seguente da quando è stata fatta richiesta. Grazie a questa modifica, il diritto alle citate prestazioni sociali è riconosciuto dal mese in cui viene inoltrata la domanda senza dover attendere. Questa modifica è molto importante in quanto le fasce colpite dalla misura di risparmio erano quelle più bisognose.