Una buona notizia che, come ci si poteva aspettare, ha comunque dato adito alle immancabili polemiche, accuse di manovre di vario genere, mancanza di trasparenza, ulteriore aumento del presunto tesoretto, eccetera.

 

I conti consuntivi 2011 del Cantone hanno chiuso con un avanzo di gestione di circa 16 milioni, rispetto ai -133 preventivati. Un miglioramento quindi di 150 milioni. Miglioramento generato quasi esclusivamente da un aumento delle entrate, specie quelle di natura fiscale. L’autodenuncia di capitali non dichiarati esente da pena, varata a livello federale, ha generato un incasso di imposte (tra Cantone, Confederazione e Comuni) di 51 milioni; praticamente lo stesso importo che era stato preventivato nell’ambito della proposta di amnistia cantonale che, come sappiamo, il Parlamento ha bocciato nella sessione di marzo. C’è poi stato un notevole incremento delle imposte di successione e donazioni, che hanno raggiunto 25,5 milioni. Questo è l’effetto indiretto dell’iniziativa popolare lanciata a livello svizzero denominata «tassare le eredità milionarie per finanziare la nostra AVS» e che prevede, in caso di accettazione, un’entrata in vigore retroattiva all’1.1.2012.

Inoltre l’aumento dei lavoratori frontalieri ha fatto registrare un aumento delle imposte alla fonte.

Come organizzazione sindacale non possiamo che rallegrarci di questo risultato, che ci permette di guardare all’immediato futuro con una relativa maggior tranquillità.

Sappiamo che il piano finanziario per i prossimi quattro anni prevede delle maggiori uscite di oltre 250 milioni l’anno e che di conseguenza si rendono necessari interventi per migliorare questa proiezione.

Il consuntivo del 2011 ha però evidenziato ancora una volta come sia difficile fare previsioni a lungo termine, soprattutto nell’ambito delle entrate. Si potrà quindi discutere delle proposte di risparmio che il Consiglio di Stato vorrà proporre con minor affanno.

L’obiettivo del pareggio dei conti è quindi da perseguire ma con la necessaria libertà politica di accettare anche dei disavanzi per garantire la buona qualità dei servizi che lo Stato deve offrire e il sostegno all’occupazione e ai redditi dei nostri concittadini.

Gianni Guidicelli