Si tratta di una misura importante che offre un’arma in più contro gli abusi e garantisce una migliore trasparenza. È essenziale infatti che le lavoratrici e i lavoratori, che spesso sono coinvolti in prima persona nelle procedure di controllo, possano essere informati dell’esito delle stesse e possano prendere le adeguate misure per accertare il rispetto dei propri diritti in materia salariale e delle condizioni di lavoro.
 
Questa l'iniziativa:
Il mercato del lavoro ticinese è da tempo sotto pressione e sono numerose le segnalazioni degli attori attivi sul territorio, impegnati a combatterne gli abusi, i quali si rivolgono alle autorità cantonali e in particolare all’Ufficio dell’ispettorato del lavoro (UIL).
In Svizzera sono attualmente in vigore 25 contratti normali di lavoro (CNL) che hanno quale scopo quello di regolamentare i salari in quei settori in cui vi è una forte pressione sui salari soprattutto dall’estero.
Negli scorsi anni il gruppo PPD+GG con alcuni atti è già intervenuto toccando tre questioni cruciali: innanzitutto l’aumento dei controlli e delle multe per quei prestatori di servizio esteri che non rispettano le regole del mercato del lavoro; in secondo luogo, la pubblicazione di una lista nera delle aziende o persone sanzionate e volutamente non in regola, abbinata alla proposta provocatoria di creare anche una lista di chi i padroncini li chiama; e infine, un maggiore coordinamento attraverso un unico ente di tutti gli interventi e gli attori coinvolti nei vari livelli dell’amministrazione pubblica.
A prova di quanto scritto in entrata vi è il fatto che nel nostro Cantone la situazione è peggiore rispetto al resto del Paese in quanto i CNL attualmente in vigore sono ben 17 sui 25 a livello nazionale e che riguardano circa 27’000 lavoratori. Le aziende sottoposte ai CNL vengono sistematicamente controllate dall’UIL per verificare il rispetto delle regole. Secondo il Rendiconto del Consiglio di Stato inerente l’attività del 2016 dell’UIL, le aziende controllate nel 2016 sono state 2’666 e le persone 8’589. Nel corso del 2016 sono state inoltre intimate, ai sensi della Legge sui lavoratori distaccati (LDist), 649 sanzioni pecuniarie (578 nel 2014 e 131 nel 2015).
In caso di abuso, l’UIL applica quanto previsto dall’art. 9 LDist sanzionando le aziende inadempienti fino a un importo massimo di fr. 30’000.-. L’attuale legislazione impone all’UIL di non informare i dipendenti su quanto l’autorità di controllo ha riscontrato nei confronti del datore di lavoro. Ciò ne comporta che, in alcuni casi, una volta versata la multa lo stesso continui a perpetrare l’abuso non riconoscendo retroattivamente il giusto salario ai propri collaboratori. Per questi motivi proponiamo, attraverso un’iniziativa cantonale indirizzata alle Camere federali, di:
1. modificare la LDist inserendo un capoverso che imponga alle aziende di informare i dipendenti in merito agli abusi riscontrati durante le verifiche nei settori sottoposti ai contratti normali di lavoro. In tal senso si potrebbe prendere spunto dell’art. 71 cpv. 2 dell’Ordinanza 1 concernente la Legge sul lavoro (OLL 1), secondo cui il datore di lavoro deve comunicare ai dipendenti o ai loro rappresentanti nell’azienda le istruzioni impartite dall’autorità d’esecuzione;
2. inserire la possibilità di sanzionare coloro che non ottemperano a tale obbligo.