L’iniziativa «Asili nido di qualità per le famiglie», attualmente all’esame del Consiglio di Stato e della Commissione scolastica, chiede di aumentare gli asili nido e rivedere le condizioni per beneficiare dei sussidi cantonali e comunali (relative al bambino ma anche alle condizioni di lavoro del personale dipendente) Iniziativa certamente condivisibile negli obiettivi, ma manca di indicazioni e proposte concrete relative a come risolvere il problema del finanziamento di queste strutture.

L’iniziativa per la modifica della Legge famiglia da me presentata va proprio in questa direzione, tramite l’istituzione un Fondo cantonale per il finanziamento delle attività di accoglienza complementari alla famiglia e alla scuola, alimentato da Cantone, Comuni e - novità - aziende. È importante sottolineare che queste strutture vanno infatti anche a favore delle imprese: dal punto di vista macroeconomico questi provvedimenti mirano a ridurre al minimo la perdita di capitale umano che si verifica quando una persona si ritira dal mercato del lavoro. Questo modello di finanziamento è già stato adottato con successo in altri tre Cantoni (Vaud, Friburgo e Neuchâtel).
Il nostro Cantone ha tra l’altro già introdotto un simile sistema di finanziamento con l’istituzione del Fondo Cantonale per la formazione professionale.
Dato che questa iniziativa mira a dare una risposta concreta alla domanda sul sistema di finanziamento, ho chiesto alla commissione di entrare in materia prima delle fine della legislatura. Il rapporto che sarebbe scaturito dalla discussione commissionale prima, e granconsigliare poi (sia che fosse stato positivo, sia che fosse stato negativo) sarebbe servito quale ulteriore spunto al Consiglio di Stato nell’allestimento del suo messaggio in risposta all’iniziativa popolare citata in entrata. Purtroppo questa richiesta non è stata accolta. Si è così perso l’occasione per affrontare la questione, attraverso una discussione seria sull’iniziativa per la costituzione di un fondo.
L’importanza di queste strutture quale elemento fondamentale di sostegno alle famiglie e a favore del raggiungimento dell’obiettivo di parità tra uomo e donna nel mondo del lavoro è stato ampiamente dimostrato negli anni. Per permettere lo sviluppo di queste strutture, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo, è però necessario chinarsi sulle modalità di finanziamento delle stesse e sugli attori coinvolti.
Invito la classe politica a prendere in considerazione in maniera più seria, concreta e distante dalle logiche di partito, così lontane dagli interessi della popolazione, le necessità delle famiglie e delle collaboratrici e dei collaboratori dei nidi d’infanzia del nostro Cantone.


Nadia Ghisolfi, Deputata in Gran Consiglio e responsabile OCST donna-lavoro