Frontalieri

In questi mesi, se non addirittura a giorni, si conoscerà l’esito dei nuovi Accordi bilaterali tra la Svizzera e l’Italia in materia di imposizione fiscale dei frontalieri. Le trattative durano ormai da diversi anni. Ed ora quale nuovo orizzonte si scorge per i lavoratori d’oltrefrontiera? Prima di rispondere al quesito chiariamo il regolamento che è valso fino ad oggi.

Aumento del moltiplicatore comunale

Ricordiamo che dal 1. gennaio 2015 scatterà il rincaro delle aliquote delle imposte alla fonte pagate dai lavoratori frontalieri. Ciò è dovuto al provvedimento approvato dal Gran Consiglio nel mese scorso, che ha elevato al 100% il moltiplicatore comunale, ovvero una delle tre componenti che costituiscono l’imposta alla fonte versata dal lavoratore. L’aumento complessivo non sarà particolarmente rilevante (nei casi dei redditi più bassi potrà persino risultare nullo).

Il 5 novembre il Gran Consiglio ha approvato l’aumento del moltiplicatore comunale per tutti i frontalieri al 100%.
Capiamo anzitutto di cosa si tratta. In Svizzera il sistema fiscale riflette la struttura federalista della Confederazione e dunque le imposte vengono prelevate da Confederazione, Cantoni e comuni.

Nell’ultimo mese si è assistito al rincorrersi continuo di innumerevoli voci su altrettanti cambiamenti che dovrebbero interessare il panorama fiscale dei frontalieri. I giornali – in particolar modo quelli italiani – hanno condito le paure dei frontalieri con titoli altisonanti se non talvolta terroristici. Il risultato? Poca chiarezza e tanto panico.

La recente pubblicazione dei dati sulla manodopera frontaliera ha innescato un’ampia ridda di valutazioni e commenti. Non poteva d’altronde essere altrimenti se si considera che si è registrato un aumento consistente: circa 2’000 unità rispetto al primo trimestre dell’anno e quasi 4’000 unità rispetto a un anno fa.