Il settore del granito dal 1. Gennaio 2012 è sprovvisto di un contratto collettivo di lavoro cantonale. Un vuoto contrattuale particolarmente irritante  che va a colpire un settore professionale nel quale storicamente i lavoratori e i sindacati si erano diffusamente battuti. L’associazione padronale, oltre a non favorire un’intesa cantonale, si permette ora di agire nella totale illegalità.
Dal 1. febbraio 2013 il settore del granito è infatti sottoposto, per decreto di obbligatorietà conferito dal Consiglio federale, al contratto nazionale mantello dell’edilizia principale. In questo contesto l’associazione padronale ticinese ha chiesto ai propri aderenti di non rispettare quanto per legge è dovuto.
Nelle prossime settimane la Commissione paritetica del settore del granito e delle pietre naturali incontrerà i vertici dell’Associazione padronale per fare nuovamente il punto della situazione.
L’OCST:
- pretende da parte dell’associazione padronale un approccio serio e nell’ambito della legalità che vuole il settore sottoposto al  Contratto nazionale mantello dell’Edilizia principale;
- chiede all’Associazione industrie dei graniti di riattivare senza indugio il contratto cantonale scaduto lo scorso 31.12.2011 e di riconoscere gli aumenti salariali e le disposizioni contrattuali successivamente concordate nel settore principale dell’edilizia;
- preannuncia per le prossime settimane l’attuazione di misure di pressione, organizzate nelle varie forme presso le cave che non dimostrano nei fatti di onorare i propri impegni e obblighi contrattuali.
La dignità dei lavoratori, il rispetto delle leggi e l’onestà intellettuale indirizzano il settore verso un’unica soluzione: il rispetto del contratto collettivo di lavoro senza se e senza ma.