La terza tragedia sui cantieri dell’anno 2013: ora basta!Un'altra tragedia sul lavoro ha sconvolto il Ticino questa mattina:

un terribile incidente, nel quale è rimasto ucciso un lavoratore su un cantiere edile a Gordola.

Da inizio gennaio è il terzo incidente mortale: Simone Sigismondi, 30 anni, lavoratore frontaliere, sepolto in uno scavo di un cantiere a Bellinzona; Giuseppe Passalacqua, 57 anni, lavoratore frontaliere, schiacciato da un muro mentre lavorava in un cantiere a Rivera; ed ora un altro lavoratore frontaliere di 37 anni, stritolato da una betoniera in funzione.

La sola enumerazione di questi fatti fa rabbrividire.

L’OCST ritiene che questi tragici eventi, estremi nelle conseguenze e così ravvicinati nel tempo, non possano più essere coperti dal paravento dalla fatalità. Non possiamo aspettare che questi infortuni mortali diventino di rilevanza statistica.

È indubbio infatti che i ritmi frenetici di lavoro, l’attenzione nello spingere l’attività al massimo profitto, la concorrenza sleale tra imprese, gli abusi in materia contrattuale più volte accertati ai danni di lavoratori, la presenza sui cantieri di manodopera non adeguatamente formata nella prevenzione infortuni (lavoratori interinali o distaccati), sono tutte componenti di rischio per l’incolumità dei lavoratori edili.

Non passa inosservato il fatto che trattasi di tre lavoratori frontalieri, che giornalmente addizionavano a frenetiche ore di lavoro sul cantiere il tragitto casa lavoro.

Adesso basta! Urge una presa di coscienza chiara e forte sulla spirale che sta inesorabilmente fagocitando l’intero settore edile ticinese. Un avvitamento su se stesso che deve essere combattuto e unanimemente arrestato.

L’OCST chiede un incontro urgente con la direzione della SSIC Sezione Ticino.

L’OCST, commossa dalla tragicità della notizia, esprime le sue più sentite condoglianze ai famigliari e ai colleghi di lavoro.  

Paolo Locatelli
Sergretariato cantonale
OCST


Per maggiori informazioni: Paolo Locatelli