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2020

Il Lavoro n.1 del 6 febbraio 2020 Il Lavoro n.2 del 27 febbraio 2020
Il Lavoro n.3 del 12 marzo 2020 Il Lavoro n.4 del 28 maggio 2020
Il Lavoro n.5 del 18 giugno 2020 Il Lavoro n.6 del 9 luglio 2020
Il Lavoro n.7 del 3 settembre 2020 Il Lavoro n.8 del 24 settembre 2020

Approfondimenti

Il termine doping nasce nel contesto dello sport agonistico e designa l’assunzione di sostanze vietate o il ricorso a metodi illegali per aumentare, in modo intenzionale e pianificato, il rendimento fisico dell’atleta.

Nell’ultimo numero del nostro giornale vi abbiamo parlato delle cause dello stress e di una ricerca della Seco che cercava di quantificare il fenomeno tra la popolazione attiva in Svizzera. In questa edizione, proseguendo il cammino intrapreso, vi parliamo delle conseguenze che lo stress può generare e su come, teoricamente, prevenirlo.

Oggigiorno vi è un abuso nell’utilizzo della parola «stress». È ormai diventato un termine di moda, usato perlopiù in modo errato. Molte persone lo utilizzano non per designare la forma negativa e morbosa dello stress, ma al contrario per designare delle sfide stimolanti, nel senso «ho molto da fare», «ho grandi compiti da svolgere». Lo si può anche utilizzare in accezione positiva (vedi box). In questo articolo ci concentreremo sulle cause dello stress e su uno studio della Seco.

Per molto tempo i datori di lavoro hanno creduto che l’unico modo di motivare gli impiegati fosse la tecnica del «bastone e la carota»: farli lavorare con lo stimolo di un bonus finanziario e sanzionarli in caso di comportamento inadeguato. Oggi questo sistema è superato, le imprese hanno capito che i salariati non lavorano unicamente per il salario ma vi sono altre motivazioni.

Premessa
Di fronte alla globalizzazione, alla concorrenza e all’incertezza completamente diffuse, è sempre più importante puntare alla consapevolezza e all’equilibrio dei singoli individui, affinché sappiano affrontare l’instabilità e sviluppino in positivo il loro contribuito ai gruppi, alle organizzazioni e al sociale in generale. «Flessibilità» e «specializzazione» sono due delle parole d’ordine dell’odierno contesto economico. Affinché non risultino due richieste in contrasto tra loro, occorre fornire ai lavoratori una solida preparazione sulle competenze trasversali, intesa come monitoraggio continuo delle proprie competenze, che permetta di comprendere meglio la direzione da intraprendere, superando la tendenza all’arroccamento «iperspecialistico».