Con il «Barometro delle condizioni di lavoro», Travail.Suisse misura ogni anno la qualità delle condizioni di lavoro in Svizzera. I risultati del 2025 mostrano che la qualità del lavoro in Svizzera rimane complessivamente stabile, ma che la salute psicologica dei lavoratori sta peggiorando.
Quattro persone su dieci si sentono regolarmente esauste alla fine della giornata lavorativa e più di un quarto dichiara di dover essere reperibile anche al di fuori degli orari di lavoro, il che rende difficile il riposo.
Il «Barometro delle condizioni di lavoro», un progetto di collaborazione tra Travail.Suisse, l’organizzazione mantello indipendente dei lavoratori e delle lavoratrici e la Scuola universitaria professionale di Berna (BFH), fornisce dal 2015, sulla base di un sondaggio rappresentativo condotto tra i lavoratori, risultati affidabili sulla qualità delle condizioni di lavoro in Svizzera e sulla loro evoluzione. Per questa undicesima edizione sono state intervistate 1’422 persone in tutta la Svizzera. I principali risultati dell’edizione 2025 sono i seguenti.
Stress e sovraccarico: quando il lavoro pesa sulla salute
La valutazione complessiva della qualità del lavoro da parte delle lavoratrici e dei lavoratori è leggermente diminuita rispetto al 2024 (da 67,7 punti a 67 punti), calo dovuto principalmente al nuovo peggioramento della situazione sanitaria.
- Il 42,4% dei lavoratori soffre spesso o molto spesso di stress.
- Il 41,1% si sente spesso emotivamente esausto dopo la giornata di lavoro.
- La metà fa regolarmente ore straordinarie e quasi un quarto (24,3%) lavora più di dieci ore al giorno.
«Questi numeri mostrano chiaramente che il sovraccarico di lavoro non è più un’eccezione, ma è diventato la normalità per molti lavoratori», afferma Adrian Wüthrich, presidente di Travail.Suisse. «Lavorare nonostante la stanchezza o la malattia è diventato troppo comune. Travail.Suisse si oppone quindi con forza al peggioramento della legge sul lavoro attualmente in discussione in Parlamento, in particolare alle giornate di 17 ore e all’interruzione del tempo di riposo».
Difficili sia la disconnessione che la conciliazione lavoro-vita privata
Il Barometro 2025 rivela anche una crescente difficoltà a disconnettersi dal lavoro.
- Il 27,8% degli intervistati dichiara che ci si aspetta che rimangano raggiungibili al di fuori dell’orario di lavoro.
- Il 32,5% afferma di non avere abbastanza tempo per riposarsi durante la settimana.
- Una persona su cinque ritiene quasi impossibile conciliare lavoro e vita privata.
Jackie Vorpe, responsabile della politica di formazione presso Travail.Suisse, constata: «Avere abbastanza energia per fare altro dopo il lavoro è diventato per molti un privilegio. Il lavoro non deve andare a scapito della salute e della vita privata». Léonore Porchet, vicepresidente di Travail.Suisse, aggiunge: «Se quattro lavoratori su dieci si sentono regolarmente esausti, è un segnale d’allarme collettivo. È necessario agire ora per garantire a tutti il diritto al riposo. Una politica del lavoro moderna deve proteggere il tempo di riposo come un bene essenziale».
Telelavoro e flessibilità
Digitalizzazione, intelligenza artificiale e nuove forme di organizzazione come l’home office stanno ridefinendo i posti di lavoro, talvolta più velocemente di quanto aziende e dipendenti riescano ad adattarsi. In questo contesto, l’equilibrio tra flessibilità, sicurezza e salute diventa una sfida centrale.
- Il telelavoro si è stabilmente affermato nel mondo del lavoro: nel 2025, il 42,6% della popolazione attiva lavora almeno parzialmente da casa.
- Questi lavoratori dichiarano di essere complessivamente più soddisfatti, grazie a una maggiore autonomia e flessibilità.
- Gli impieghi senza possibilità di telelavoro sono spesso associati a condizioni più gravose: più stress, giornate lavorative più lunghe e affaticamento fisico.
Tuttavia, anche il telelavoro ha in parte effetti negativi.
- Circa un quarto degli intervistati sente la mancanza di contatti sociali sul posto di lavoro (26%) e del contatto con altre persone (22,8%).
«Assistiamo a una nuova frattura nel mondo del lavoro», spiega Jackie Vorpe. «Chi beneficia della flessibilità guadagna in salute e motivazione, mentre gli altri soffrono di condizioni sempre più stressanti». Adrian Wüthrich ne conclude: «Serve più libertà d’azione, prevedibilità e autonomia nell’organizzazione del tempo per tutti i lavoratori e le lavoratrici. Orari di lavoro attrattivi non devono essere riservati solo alle professioni qualificate». Alla luce di queste constatazioni, Travail.Suisse chiede una limitazione delle ore supplementari e delle giornate lavorative troppo lunghe e frammentate. Inoltre, è necessario migliorare l’accesso alla formazione continua, in particolare per le lavoratrici e i lavoratori a tempo parziale, per affrontare i cambiamenti tecnologici nel mondo del lavoro.
Trad. C. Calderoni
