Get it on Google Play

Get it on AppStore

 

Abbonamento

Il Lavoro, periodico dell'OCST, da decenni è un punto di riferimento per le informazioni sui contratti, le nuove normative, la previdenza, il mondo del lavoro, la formazione.

Informazioni giornale>>

Formulario abbonamento>>

2018

Il Lavoro n.1 del 25 gennaio 2018 Il Lavoro n.2 dell'8 febbraio 2018
Il Lavoro n.3 del 1. marzo 2018 Il Lavoro n.4 del 15 marzo 2018
Il Lavoro n.5 del 29 marzo 2018 Il Lavoro n.6 del 19 aprile 2018
Il Lavoro n.7 del 3 maggio 2018 Il Lavoro n.8 del 24 maggio 2018
Il Lavoro n.9 del 7 giugno 2018 Il Lavoro n.10 del 21 giugno 2018
Il Lavoro n.11 del 5 luglio 2018 Il Lavoro n.12 del 19 luglio 2018
Il Lavoro n.13 del 6 settembre 2018 Il Lavoro n.14 del 20 settembre 2018
Il Lavoro n.15 del 4 ottobre 2018 Il Lavoro n.16 del 18 ottobre 2018
Il Lavoro n.17 dell'8 novembre 2018 Il Lavoro n.18 del 22 novembre 2018

Angelo Pellegrini nasce a Stabio il 6 agosto 1916, da famiglia operaia. Il 1. agosto 1937 viene assunto dal segretario cantonale dell’OCST don Luigi Del-Pietro. Breve esperienza a Lugano, poi l’anno seguente viene nominato segretario regionale a Mendrisio;

soprattutto al giovane Pellegrini (tra gli altri giovani collaboratori di quella regione da ricordare l’avv. Vittorio Torriani) spetta il merito dello sviluppo del forte movimento sindacale cristiano-sociale del distretto. La sua totale adesione e il suo entusiasmo per i principi cristiano-sociali ne fanno ben presto uno dei principali collaboratori di don Del-Pietro. Proprio la fine degli anni Trenta è il periodo in cui l’OCST conosce un forte sviluppo. La lotta per il miglioramento delle condizioni di lavoro dei lavoratori e delle lavoratrici è dura, è il momento in cui si tenta di riuscire a ottenere i contratti collettivi di lavoro nelle varie fabbriche, ma spesso il padronato oppone resistenza e bisogna ricorrere ad azioni anche decise, ad agitazioni e, nei casi estremi, anche allo sciopero (per es. le camiciaie di Arzo nel 1941 e i muratori e i manovali a Chiasso nel 1942). Il Mendrisiotto diventava, da allora, uno dei punti di forza dell’OCST.
Per Angelo Pellegrini il passo dall’impegno sindacale a quello politico è breve, nelle file del PPD (allora Partito conservatore): prima consigliere comunale e poi municipale a Stabio, poi municipale a Mendrisio. Nel 1941 è eletto in Gran Consiglio e comincia così una sua forte  e vivace presenza nel legislativo cantonale (da ricordare che la presenza cristiano-sociale nel parlamento cantonale era già iniziata nel 1936 con Francesco Masina e Giovanni De-Giorgi). Inizia in questo modo il periodo intenso della collaborazione di sindacalisti OCST nel partito cantonale di ispirazione cristiana: la collaborazione, di regola piuttosto buona, conosce a intervalli anche dei momenti di tensione e scontro. Da ricordare Agostino Bernasconi, più giovane di un paio di anni di Pellegrini; segretario regionale sindacale del Luganese, entrato in Gran Consiglio nel 1942 e brillantemente (e sorprendentemente) eletto in governo nel 1947, ma purtroppo vittima di un incidente mortale nell’estate del 1951.
Nell’estate del 1960 Tito Tettamanti deve dimissionare da consigliere di Stato, e allora Angelo Pellegrini gli succede, assumendo la direzione del Dipartimento di giustizia, polizia e controllo, e mettendovi subito il suo naturale entusiasmo. I tempi sono però difficili, dal 1947 si è costituita in governo l’«alleanza di sinistra» fra liberali e socialisti, che relega in minoranza i due conservatori in Consiglio di Stato. La presenza di un politico proveniente dal basso (non accademico, non avvocato…) e con una forte identità è mal sopportata, e inoltre dalla metà degli anni 60 l’intesa di sinistra scricchiola; cosa c’è di meglio che trovare un «nemico comune»? Così, partendo da qualche possibile lieve eccesso comportamentale di Pellegrini inizia improvvisamente nel giugno del 1967 una violenta campagna stampa (inizialmente per alcune infrazioni automobilistiche) promossa da «Il Dovere» - tutta una serie di articoli del giovane Giuseppe Buffi - e poi da «Libera Stampa», che man mano aumentano di tono e di accuse. In ottobre il governo (la maggioranza del governo…), con una originale procedura lo invita a sottomettersi a un’inchiesta parlamentare. Sottoposto a questa fortissima pressione, Pellegrini si ammala e il 13 gennaio 1968 rassegna le sue dimissioni dal governo, dove viene sostituito da Alberto Lepori.
L’OCST per dimostrare pubblicamente il suo sostegno, aveva nominato Pellegrini suo presidente in un congresso tenuto nell’ottobre del 1967. Rimessosi in salute e abbandonata l’attività politica, Pellegrini riprende il suo generoso impegno sindacale e nel congresso del maggio 1979 riceve l’impegnativo incarico di segretario cantonale del movimento cristiano-sociale. Assume poi, per esempio, importanti responsabilità nel Comitato dei centri di vacanza Leone XIII e la presidenza cantonale della Cassa Malati Cristiano-sociale per la Svizzera italiana e anche della Vivat. Il congresso OCST del giugno 1987 sancisce la fine del mandato di segretario cantonale di Pellegrini, ripreso da Meinrado Robbiani. Pur ammalato, rimane vicino fino all’ultimo al movimento cristiano-sociale; Pellegrini muore il 6 luglio 1992.
Come concludere un ricordo storico su Angelo Pellegrini? Ricordando che fu un sindacalista della vecchia generazione, passionale, gioviale, generoso, con una precisa identità cristiana, aperto alla discussione, alla disputa e anche alla lotta ma disponibile alla giusta conciliazione; quanto di più lontano vi può essere dalla figura del «burocrate sindacale». L’impegno in politica pure gli procurò soddisfazioni, ma in governo finì poi male, «…una pedina sacrificata in un gioco politico di più ampio respiro», come scrisse in un lapidario giudizio il Corriere del Ticino l’8 luglio 1992. E ricordiamo che praticamente tutte le accuse contro di lui erano finite poi in un niente di fatto, anzi furono verificate come inveritiere.

Alberto Gandolla


 

Mercoledì 17 aprile ha avuto luogo al Cinema Lux di Massagno la proiezione del documentario «Un angelo caduto in volo» su Angelo Pellegrini.
Ad introdurre la proiezione il nipote e regista, Giona Pellegrini. «Ho potuto conoscere mio nonno grazie a questo lavoro. È stato il progetto più difficile, emozionante e incredibile su cui abbia lavorato». E tutto questo viene intuito anche dagli spettatori. Si alternano filmati, amatoriali e televisivi, documenti, fotografie e interviste per tracciare la personalità e le vicende di un uomo che ha fatto la storia dell’OCST e del Ticino: dai teneri abbracci ai figli, ai comizi, agli spaccati della vita di un tempo, allo scandalo montato ad arte, con titoloni ad effetto sulle principali testate del tempo in una lotta politica senza riserve.
Nel documentario viene tratteggiata la storia di un uomo che provenendo dalla classe operaia, al suo primo impegno in  politica, supera nomi e personaggi altisonanti, e questo probabilmente dà fastidio agli avversari che lo mettono fuori gioco coinvolgendolo in uno scandalo. Fortunatamente la verità viene a galla,... ma quanta sofferenza per l’onorevole Pellegrini e la sua famiglia.
Tutti i presenti alla proiezione hanno riconosciuto che il filmato tratteggia alla perfezione la vicenda umana, personale e pubblica di Angelo Pellegrini. Unanimi i pareri, chi l’ha conosciuto testimonia la sua determinazione nelle trattative, la sua concretezza «condivido tutto, ma adesso metto i piedi per terra», il suo essere aperto, amichevole e generoso e la sua capacità di raccogliere consensi.
Questo bel documentario ci ha permesso di ripercorrere, insieme alla travagliata storia di Angelo anche una parte della storia dell’OCST, del Ticino tutto. È con commozione e con affetto per questa figura del nostro movimento che chi ha conosciuto Angelo ha apprezzato la proiezione.

Maurizia Merlo