Ho 38 anni, sposato con Nicole e padre di 4 figli. Ho iniziato la mia attività nell’OCST presso il Segretariato regionale di Mendrisio in qualità di funzionario del servizio esterno. Un’attività che mi ha appassionato fin da subito e che mi ha permesso di accrescere giorno dopo giorno la grande volontà nel voler difendere chi si ritrova a vivere delle situazioni di ingiustizia.
Il 1. febbraio 2021 ho assunto la responsabilità del Segretariato regionale di Mendrisio, realtà che conta 27 collaboratori e circa 12'000 associati e che ad oggi mi coinvolge totalmente, dandomi grandissime soddisfazioni insieme ai miei colleghi e ai numerosi delegati sindacali con i quali collaboriamo quotidianamente.
Mons. Luigi Del-Pietro disse “Occorre che taluni nostri amici si facciano strada anche sul terreno politico per difendere gli interessi della classe operaia attraverso lo sviluppo della legislazione sociale, della politica economica e di tutto ciò che tocca la vita e la famiglia dei lavoratori”. Cosa ti spinge a candidarti?
La scelta di ripresentarmi è dettata dalla volontà di continuare a portare in politica le problematiche che quotidianamente affrontiamo nello svolgimento del nostro lavoro. Nei miei primi 8 anni di presenza in Parlamento ho potuto per esempio impegnarmi nella tutela delle neomamme che in questo Cantone vengono licenziate dopo aver dato alla luce un bambino, i numerosi over 50 che hanno perso il lavoro e che si ritrovano esclusi dal mondo del lavoro oppure l’impegno nel voler limitare il lavoro precario generato dalla proliferazione delle agenzie interinali.
Attualmente assistiamo a un aumento dei prezzi e alla conseguente diminuzione del potere di acquisto. Anche l’economia non cresce. Secondo te, cosa si può fare per mantenere il potere di acquisto?
Il problema della ossessiva necessità di crescita economica come indicatore di benessere è un paradigma sbagliato. L’economia come la conosciamo oggi misura la crescita delle nazioni unicamente basandosi sul PIL e non tiene in considerazione tutta un’altra serie di indicatori come la felicità, il senso di sicurezza e la soddisfazione delle persone. Per combattere la diminuzione del potere d'acquisto, sarà importante insistere, almeno in parte, sul processo che porta all’adeguamento dei salari. In questo senso, sono importanti i contratti collettivi che tengono in considerazione non solo la componente salariale ma anche tutta una serie di elementi che vanno nella direzione dell’aumento anche del benessere sociale.
Nel mondo di oggi, quanto è importante la conciliabilità tra lavoro e famiglia? In che modo lo Stato e le aziende possono favorirla?
Per quanto concerne la conciliabilità famiglia-lavoro, lo Stato può fare molto. Sono però orgoglioso nel dire che negli scorsi anni, anche grazie al nostro impegno, è stata portata a compimento la riforma sociale che ha permesso di migliorare in modo fondamentale il settore degli asili nido e degli extrascolastici. In questo modo siamo riusciti ad offrire condizioni lavorative migliori per chi si occupa dei nostri figli in una fase delicatissima della loro crescita (0-3 anni) e il tutto rendendo le rette meno costose per le famiglie.
Giorgio Fonio
Per il Consiglio di Stato: Lista 7, candidato 4
Per il Gran Consiglio: Lista 7, candidato 8