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Politica

Sono particolarmente lieto che il Consiglio di Stato, tramite il DSS, abbia presentato il Messaggio “per la creazione delle basi legali volte ad attuare la mozione Jelmini-Guidicelli chiedente che la sottoscrizione di contratti di prestazione sia subordinata al rispetto da parte degli enti beneficiari delle condizioni previste dai contratti collettivi di lavoro del settore”.

Il 7 aprile di quest’anno ci saranno le elezioni per il rinnovo, oltre che del Consiglio di Stato, anche del Gran Consiglio. Pure per questa tornata l’OCST è felice di poter presentare quattro candidati. Due di loro, Giorgio Fonio e Lorenzo Jelmini, erano già in carica nel quadriennio precedente. A loro si aggiungono Paolo Locatelli e Claudio Isabella con l’intento di rafforzare ulteriormente la nostra presenza in Parlamento.
L’OCST accoglie con soddisfazione la decisione del Gran Consiglio di sostenere l’iniziativa cantonale, presentata lo scorso marzo da Giorgio Fonio e Fiorenzo Dadò, indirizzata alle Camere federali che chiede di modificare la Legge sui Lavoratori distaccati per imporre alle aziende di informare i dipendenti sugli abusi riscontrati dall’Ufficio dell’ispettorato del lavoro.
C’è chi negli scorsi giorni ha dichiarato che Ignazio Cassis ha detto una banalità. Non è rassicurante per un Consigliere federale. Il tema è quello degli accordi bilaterali. In un’intervista il Consigliere federale ticinese (la sua provenienza rende ancora più sgradevole l’uscita) si è dichiarato disposto a mettere in discussione almeno una parte delle misure di accompagnamento, pensate per proteggere il mercato del lavoro interno, in favore di misure che lui stesso definisce più creative. 
Venerdì 1. giugno con il messaggio sull’Iniziativa popolare federale «Per un congedo paternità ragionevole – a favore di tutta la famiglia», il Consiglio federale ribadisce la sua volontà di non concedere che un giorno solo ai nuovi padri. Non comprendiamo questa decisione del CF; la palla è ora nel campo del Parlamento.