Cantiere Kurhaus Cademario: basta!Doveva essere una affascinante e redditizia occasione di lavoro per una lunga serie di imprese locali (in particolare, dell’artigianato dell’edilizia), ma si è rivelata una insopportabile beffa.

La Kurhaus Cademario SA, per le opere di capomastro della prestigiosa struttura alberghiera e wellness, si è affidata ad alcune ditte serie di comprovata serietà, ad esempio l’impresa di costruzione Giovanni Quadri di Cadempino.

Per gli interventi di ammodernamento della struttura principale alberghiera e wellness (falegnami, pittori, gessatori, piastrellisti) ci si è invece indirizzati verso una società “ticinese”, la Consonni contract SA di Lugano, con la forma dell’appalto generale. Proprio quest’ultima ha generato un’organizzazione del lavoro all’insegna della speculazione e dell’abuso.

Sono stati infatti impiegati lavoratori della Consonni International Srl di Cantù e della Errestudio Srl di Cantù (ditte che rientrano nella sfera degli interessi dello stesso titolare della consorella di Lugano) così come lavoratori indipendenti sulla carta ma “falsi padroncini” nella realtà. E per non farsi mancare nulla, lavoratori distaccati senza notifica.

I lavoratori inizialmente occupati con una notifica d’entrata come distaccati (90 giorni) sono stati poi “assunti” dalla Consonni contractor SA di Lugano come frontalieri (permesso di lavoro G) esclusivamente per questioni amministrative. Questi lavoratori sono stati sempre remunerati dalla Consonni International Srl di Cantù in Euro. Ma anche questa forma di pagamento in Euro non può essere equiparata ai salari vigenti nel Cantone Ticino nella misura in cui abbiamo potuto verificare diverse buste paga che oscillavano tra i 1'800 e i 2'300 Euro al mese. Salari in Euro altresì corrisposti ai lavoratori distaccati notificati e ai falsi padroncini occupati.

Anche in questo cantiere, per dare un’apparenza di legalità a stipendi al di sotto dei minimi contrattuali, alcuni lavoratori sono stati ingaggiati con contratti con un grado di occupazione del 60%, pur lavorando tutta la settimana completa e con qualche ora di straordinario.

Il succo della vicenda può essere così riassunto:

1. la ditta italiana (Consonni International Srl), imponendo le proprie tariffe stracciate, entra in Ticino acquisendosi un sostanzioso appalto in una struttura di chiara attrattività turistica;

2. l’investimento del committente si aggira attorno le decine di milioni di franchi che, solo in parte, andranno a beneficio dell’economia locale;

3. le speculazioni sui lavoratori della Consonni International Srl concernono salari al di sotto dei minimi, mancato riconoscimento del tempo di viaggio, mancato pagamento degli oneri sociali per i lavoratori fittiziamente assunti dalla Consonni contract SA di Lugano, impiego di manodopera distaccata non notificata, mancato pagamento delle cauzioni settoriali, impiego sistematico di falsi padroncini.

Un metodo di fare impresa che pone gli artigiani locali fuori dai giochi. Ed in questa logica di palese concorrenza sleale, sono duramente colpite le aziende locali che, a fatica, cercano di rimanere a galla con mezzi leciti.

L’OCST continuerà a denunciare pubblicamente tutte queste situazioni in modo sistematico. In questa prima fase, si è ritenuto opportuno chiedere l’intervento formale dell’Ispettorato del lavoro e dell’Ufficio sorveglianza del mercato del lavoro così come delle commissioni paritetiche cantonali di competenza. Ci riserviamo di valutare gli estremi per una segnalazione/denuncia alla magistratura.

I mercanti della libera circolazione non devono trovar domicilio nel nostro Cantone. 


 OCST - Paolo Locatelli - Segretariato cantonale