Testi di legge

Vengono qui riprodotte le disposizioni di legge che attribuiscono una specifica competenza alle rappresentanze dei lavoratori.

 

Protezione della salute dei lavoratori

- OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO E DEL LAVORATORE Art 6 LL

1. A tutela della salute dei lavoratori, il datore di lavoro deve prendere tutti i provvedimenti, che l’esperienza ha dimostrato necessari, realizzabili secondo lo stato della tecnica e adeguati alle condizioni d’esercizio. Deve inoltre prendere i provvedimenti necessari per la tutela e l’integrità personale dei lavoratori.

2. Egli deve segnatamente apprestare gli impianti e ordinare il lavoro in modo da preservare il più possibile i lavoratori dai pericoli per la salute e dagli spossamenti

2bis. Il datore di lavoro veglia affinché il lavoratore non debba consumare bevande alcoliche o altri prodotti psicotropi nell’esercizio della sua attività professionale. Il consiglio federale disciplina le eccezioni.

3. Egli fa cooperare i lavoratori ai provvedimenti sulla protezione della salute nel lavoro. Questi devono secondare il datore di lavoro quanto alla loro applicazione.

4. I provvedimenti sulla protezione della salute nel lavoro necessari nelle aziende sono definiti mediante ordinanza.

- PARTECIPAZIONE DEI LAVORATORI (INFORMAZIONE SULLE ISPEZIONI) 71 OLL 1

1  I lavoratori o i loro rappresentanti nell’azienda devono essere informati preventivamente riguardo alle ispezioni dell’autorità d’esecuzione , se lo desiderano, devono essere invitati in forma appropriata a partecipare alle inchieste o alle ispezioni aziendali di tale autorità. Lo stesso vale anche nel caso di ispezioni non annunciate.

2  l datore di lavoro deve comunicare ai lavoratori o ai loro rappresentanti nell’azienda le istruzioni impartite dall’autorità d’esecuzione.

- CONSULTAZIONE DEI LAVORATORI (SULL’IGIENE) Art. 6 OLL3

1 I lavoratori o la loro rappresentanza in seno all’azienda devono essere consultati in maniera ampia e tempestiva su tutte le questioni inerenti all’igiene. Essi hanno diritto di presentare proposte.

2 I lavoratori o la loro rappresentanza in seno all’azienda devono essere chiamati, su loro richiesta, a partecipare in forma adeguata ad accertamenti ed ispezioni nell’azienda effettuati dalle autorità. Il datore di lavoro deve informarli sulle disposizioni delle autorità.

- AUTORIZZAZIONI DI DEROGHE Art. 39 OLL3

1 Su richiesta del datore di lavoro, le autorità possono autorizzare in singoli casi deroghe alle prescrizioni della presente ordinanza, se:

a. il datore di lavoro adotta altri provvedimenti altrettanto efficaci, oppure

b. se l’applicazione della prescrizione implicherebbe un rigore eccessivo e se la deroga è compatibile con la protezione dei lavoratori.2 Prima d’inoltrare la richiesta il datore di lavoro deve consultare i lavoratori interessati o la loro rappresentanza in seno all’azienda e comunicare alle autorità il risultato di questa consultazione.

- AUTORIZZAZIONE DI DEROGA ALLE PRESCRIZIONI Art. 27 OLL4

1 Su domanda del richiedente, l’autorità può concedere nei singoli casi deroghe alle prescrizioni della presente ordinanza se:

a. è adottato un altro provvedimento altrettanto efficace; oppure

b. l’applicazione della prescrizione provocherebbe rigori eccessivi e la deroga non compromette la protezione dei lavoratori.

2 Prima di presentare la domanda, il datore di lavoro deve consentire ai lavoratori interessati o a una delegazione dei medesimi in seno all’impresa di esprimere il loro parere. Egli deve trasmettere all’autorità il risultato di questa consultazione.

3 Prima di concedere deroghe, l’autorità cantonale consulta l’Ufficio federale. Se necessario, quest’ultimo sente il parere dell’INSAI.

Prevenzione contro gli infortuni e le malattie professionali

- OBBLIGHI IN GENERALE DEI DATORI DI LAVORO E DEI LAVORATORI Art. 82 LAInf

1  Per prevenire gli infortuni professionali e le malattie professionali, il datore di lavoro deve prendere tutte le misure necessarie per esperienza, tecnicamente applicabili e adatte alle circostanze.

2 Il datore di lavoro deve avvalersi a tale scopo della collaborazione dei dipendenti.

I lavoratori devono assecondare il datore di lavoro nell’applicazione delle relative prescrizioni. Essi sono in particolare obbligati a utilizzare gli equipaggiamenti personali di protezione, usare correttamente i dispositivi di sicurezza e astenersi dal rimuoverli o modificarli senza il permesso del datore di lavoro.

- PRESCRIZIONI ESECUTIVE Art 83 LAInf

1 Sentite le organizzazioni di datori di lavoro e di lavoratori direttamente interessate, il Consiglio federale emana prescrizioni sulle misure tecniche, mediche e altre, atte a prevenire gli infortuni professionali e le malattie professionali nelle aziende. Esso determina chi debba sopperire alle spese.

2 Il Consiglio federale emana prescrizioni sulla cooperazione di medici del lavoro e di altri specialisti della sicurezza del lavoro nelle aziende.

- COMPETENZE DEGLI ORGANI ESECUTIVI Art. 84 LAInf

1 Gli organi esecutivi, dopo aver sentito il datore di lavoro e gli assicurati direttamente interessati, possono ordinare determinate misure per prevenire infortuni e malattie professionali. Il datore di lavoro deve lasciar loro libero accesso a tutti i locali e posti di lavoro dell’azienda e consentir loro verifiche in loco e prelievi di campioni.

2 Gli organi esecutivi possono escludere gli assicurati particolarmente esposti ad infortuni professionali o malattie professionali da lavori che li mettano in pericolo. Il Consiglio federale definisce il risarcimento agli assicurati i quali, per l’esclusione dalla precedente attività, subiscono un notevole pregiudizio quanto alle possibilità di promozione e non hanno diritto ad altre prestazioni assicurative.

Art. 6a OPI

1 I lavoratori o i loro rappresentanti nell’azienda hanno il diritto di essere consultati in merito a tutte le questioni relative alla sicurezza sul lavoro.

2 Il diritto di essere consultati comprende anche il diritto di essere sentiti sufficientemente presto e in maniera completa riguardo a tali questioni e il diritto di presentare proposte prima che il datore di lavoro prenda una decisione. Il datore di lavoro deve motivare la sua decisione se non tiene conto, o tiene conto solo parzialmente, delle obiezioni e delle proposte dei lavoratori o dei loro rappresentanti nell’azienda.

- COMPITI DEGLI SPECIALISTI DELLA SICUREZZA SUL LAVORO Art. 11e OPI

1 Gli specialisti della sicurezza sul lavoro hanno, in particolare, le seguenti funzioni:

a.  procedono, in collaborazione con il datore di lavoro e dopo aver consultato i lavoratori o i loro rappresentanti nell’azienda nonché i superiori competenti, alla valutazione dei pericoli per la sicurezza e la salute dei lavoratori;

b. consigliano il datore di lavoro sulle questioni relative alla sicurezza sul lavoro e lo informano in particolare su:

1. i provvedimenti riguardanti l’eliminazione dei difetti e la diminuzione dei rischi,

2. l’acquisto di nuove installazioni e nuove attrezzature di lavoro nonché l’introduzione di nuovi metodi di lavoro, di nuovi mezzi d’esercizio, materiali e sostanze chimiche,

3. la scelta di installazioni di protezione e di DPI,

4. l’istruzione del lavoratore riguardo ai pericoli professionali ai quali è esposto e all’utilizzazione delle installazioni di protezione e dei DPI nonché ad altri provvedimenti da prendere,

5. l’organizzazione in materia di primo soccorso, dell’assistenza medica in caso d’emergenza, di salvataggio e di lotta contro gli incendi;

c. sono a disposizione dei lavoratori o dei loro rappresentanti nell’azienda per le questioni relative alla sicurezza e alla salute sul posto di lavoro e li consigliano.

2 I medici del lavoro procedono agli esami medici necessari per adempiere ai loro compiti. Possono inoltre, su incarico dell’Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni (INSAI), effettuare le visite profilattiche nell’ambito della medicina del lavoro, conformemente agli articoli 71–77.

3 Il datore di lavoro delimita le competenze dei diversi specialisti della sicurezza sul lavoro nella sua azienda e fissa per scritto i compiti e le competenze dopo aver consultato i lavoratori o i loro rappresentanti nell’azienda in virtù dell’articolo 6a.

- ISPEZIONI D’AZIENDE E INFORMAZIONI Art. 61 OPI

Le ispezioni di aziende possono aver luogo con o senza preavviso. Il datore di lavoro deve consentire agli organi esecutivi competenti, durante le ore di lavoro e, in caso d’urgenza, anche fuori di queste, di accedere a tutti i locali e posti di lavoro, di procedere ad accertamenti e di prelevare campioni.

1bis I lavoratori o i loro rappresentanti nell’azienda devono essere consultati in maniera appropriata, su loro richiesta, in merito alle ispezioni d’aziende e alle indagini effettuate dagli organi di esecuzione. Gli organi esecutivi sono autorizzati ad interrogare il datore di lavoro e, anche in esclusione di terzi, i lavoratori occupati nell’azienda riguardo all’applicazione delle prescrizioni concernenti la sicurezza sul lavoro.

3 I datori di lavoro e i lavoratori devono fornire agli organi esecutivi ogni informazione di cui essi abbisognano per sorvegliare l’applicazione delle prescrizioni concernenti la sicurezza sul lavoro. Se sono necessarie indagini particolari, l’organo d’esecuzione può esigere dal datore di lavoro una perizia tecnica.

L’organo d’esecuzione competente deve annotare gli accertamenti fatti durante l’ispezione e il risultato dell’indagine.

- DECISIONI SUI PROVVEDIMENTI ASSUNTI A SEGUITO DI ANOMALIE RISCONTRATE NEL CORSO DI ISPEZIONI Art. 64 OPI

1 Se non è dato seguito a un avvertimento, l’organo d’esecuzione competente, dopo aver consultato il datore di lavoro e i lavoratori direttamente interessati, ordina i provvedimenti necessari mediante decisione e fissa al datore di lavoro un congruo termine per eseguirli.

2 Il datore di lavoro deve informare i lavoratori o i loro rappresentanti nell’azienda sulle disposizioni degli organi d’esecuzione.

- AUTORIZZAZIONI DI DEROGA Art. 69 OPI

1 Gli organi d’esecuzione possono, a domanda scritta del datore di lavoro, autorizzare eccezionalmente e nel singolo caso deroghe alle prescrizioni concernenti la sicurezza sul lavoro qualora:

a. il datore di lavoro prenda un altro provvedimento di pari efficacia oppure

b. l’applicazione della prescrizione cagioni un rigore eccessivo e la deroga non comprometta la protezione dei lavoratori.

2  Prima di presentare la domanda, il datore di lavoro deve consultare i lavoratori interessati o i loro rappresentanti nell’azienda in virtù dell’articolo 6a. Nella domanda deve menzionare il risultato di tale consultazione.

3  La pronuncia sulla domanda è notificata al datore di lavoro mediante decisione formale. Il datore di lavoro deve debitamente comunicare ai lavoratori interessati l’autorizzazione accordatagli.

4  Un organo cantonale d’esecuzione della legge sul lavoro, se è competente per accordare un’autorizzazione, chiede dapprima il rapporto dell’organo d’esecuzione federale e, per il tramite di quest’ultimo, il rapporto dell’INSAI.

Partecipazione nell’ambito delle assicurazioni sociali

- SCELTA DELL’ASSICURATORE (INFORTUNI) Art. 69 LAInf

Il datore di lavoro provvede affinché i suoi lavoratori siano assicurati presso uno degli assicuratori, ai sensi dell’art. 68. I lavoratori hanno diritto di partecipare alla scelta dell’assicuratore.

- DIRITTO DI SCELTA NELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE Art. 98 OAInf

1 Servizi dell’amministrazione pubblica o aziende pubbliche formano un’entità unica se distinti dal profilo organizzativo. Dette entità devono essere assicurate presso lo stesso assicuratore.

2 Nuove entità uniche amministrative e aziendali devono scegliere l’assicuratore al più tardi un mese prima di entrare in attività. Ai rappresentanti dei lavoratori va accordato un diritto di partecipazione alla scelta.

3 Se un’amministrazione pubblica non ha optato tempestivamente, i suoi dipendenti sono assicurati dall’INSAI.

4 Le amministrazioni pubbliche esercitano il diritto di scelta presentando all’assicuratore designato una proposta scritta d’assicurazione indicante le entità da affiliare.

- AFFILIAZIONE A UN ISTITUTO DI PREVIDENZA (LPP) E SCIOGLIMENTO DI UN CONTRATTO D’AFFILIAZIONE Art. 11 LPP

1 Il datore di lavoro che occupa lavoratori da assicurare obbligatoriamente dev’essere affiliato a un istituto di previdenza iscritto nel registro della previdenza professionale.

2  Se non è ancora affiliato a un istituto di previdenza, il datore di lavoro ne sceglie uno d’intesa con il suo personale o con l’eventuale rappresentanza dei lavoratori.

3 L’affiliazione ha effetto retroattivo.

3bis  Lo scioglimento dell’affiliazione e la riaffiliazione a un nuovo istituto di previdenza da parte del datore di lavoro avviene d’intesa con il personale o con l’eventuale rappresentanza dei lavoratori. L’istituto di previdenza è tenuto ad annunciare lo scioglimento del contratto all’istituto collettore (art. 60).

3ter  In mancanza di un’intesa nei casi di cui ai capoversi 2 e 3bis, la decisione è presa da un arbitro neutrale designato di comune accordo o, mancando l’accordo, dall’autorità di vigilanza.

4  La cassa di compensazione dell’AVS verifica se i datori di lavoro ad essa assoggettati sono affiliati a un istituto di previdenza registrato.

5  La cassa di compensazione dell’AVS ingiunge al datore di lavoro che non ha dato seguito all’obbligo previsto nel capoverso 1 di affiliarsi entro due mesi a un istituto di previdenza registrato.

6  Se il datore di lavoro non si conforma all’ingiunzione entro il termine impartito, la cassa di compensazione dell’AVS lo annuncia all’istituto collettore (art. 60) per l’affiliazione con effetto retroattivo.

7 L’istituto collettore e la cassa di compensazione dell’AVS conteggiano al datore di lavoro moroso le spese amministrative che ha causato. Le spese amministrative non recuperabili sono assunte dal fondo di garanzia (art. 56 cpv. 1 lett. d, h).

Trasferimento di aziende e licenziamenti collettivi

TRASFERIMENTO DELL’AZIENDA Art. 333a CO

1  Il datore di lavoro che trasferisce l’azienda o una parte di essa a un terzo è tenuto ad informare tempestivamente la rappresentanza dei lavoratori o, in mancanza, i lavoratori medesimi prima del trasferimento, su:

a) il motivo del trasferimento;

b) le conseguenze giuridiche, economiche e sociali per i lavoratori.

2  Se, in seguito al trasferimento, sono previste misure che concernono i lavoratori, la rappresentanza di quest’ultimi o, in mancanza in mancanza di quest’ultimi, i lavoratori medesimi, deve essere consultata preventivamente prima che tali misure siano decise.

- FUSIONE D’AZIENDE Art 77 Legge Fusione (LFus)

1. La consultazione della rappresentanza dei lavoratori è retta, sia per il soggetto giuridico trasferente, sia per il soggetto giuridico assuntore, dall’Art. 333a del Codice delle Obbligazioni.

2. In caso di inosservanza delle disposizioni di cui al cpv 1, la rappresentanza dei lavoratori può chiedere al giudice che vieti l’iscrizione del trasferimento di patrimonio nel registro di commercio.

3. Il presente articolo si applica anche a soggetti giuridici assuntori con sede all’estero.
   
- LICENZIAMENTI COLLETTIVI Art. 335f CO

1 Il datore di lavoro che prevede di effettuare licenziamenti collettivi è tenuto a consultare la rappresentanza dei lavoratori o, in mancanza i lavoratori medesimi.

2 Egli dà loro almeno la possibilità di formulare proposte sui mezzi atti ad evitare o ridurre i licenziamenti, nonché ad attenuarne le conseguenze.

3 Egli è tenuto a fornire alla rappresentanza dei lavoratori o, in mancanza, ai lavoratori medesimi tutte le informazioni utili e a comunicar loro in ogni caso, per scritto:

a) I motivi del licenziamento collettivo;

b) il numero dei lavoratori che dovranno essere licenziati;

c) il numero dei lavoratori abitualmente occupati;

d) il periodo nel corso del quale si effettueranno i licenziamenti.

4 Il datore di lavoro trasmette all’Ufficio cantonale del lavoro copia della comunicazione prevista dal cpv. 3

- PROCEDURA Art. 335g CO

1 Il datore di lavoro è tenuto a notificare per scritto all’Ufficio cantonale del lavoro ogni progetto di licenziamento collettivo e a trasmettere alla rappresentanza dei lavoratori o, in mancanza, ai lavoratori medesimi, copia di detta notifica.

2 La notifica deve contenere i risultati della consultazione giusta l’Art 335 f nonché tutte le informazioni utili concernenti il progetto di licenziamento collettivo.

l’Ufficio cantonale del lavoro cerca di trovare soluzioni ai problemi posti dal licenziamento collettivo o prospettati. La rappresentanza dei lavoratori o, in mancanza, i lavoratori medesimi, possono presentargli proprie osservazioni.

4 Se il rapporto di lavoro è stato disdetto nel quadro di un licenziamento collettivo, esso cessa 30 giorni dopo la notifica all’ufficio cantonale di lavoro del progetto di licenziamento collettivo, a meno che secondo disposizioni contrattuali o legali, la disdetta non abbia effetto a un data successiva.

Protezione particolare a tutela dei rappresentanti dei lavoratori

Art. 12 Legge partecipazione (LPar)

1 Il datore di lavoro non ha il diritto di impedire ai rappresentanti dei lavoratori di esercitare il loro mandato.

2 Egli non deve sfavorire i rappresentanti dei lavoratori, né durante né dopo il loro mandato, a motivo dell’esercizio di questa attività. Questa protezione spetta anche ai lavoratori che si presentano candidati all’elezione in una rappresentanza dei lavoratori.

Art. 336 CO

1  La disdetta è abusiva se data:

a)  per una ragione intrinseca alla personalità del destinatario, salvo che tale ragione sia connessa con il rapporto di lavoro o pregiudichi in modo essenziale la collaborazione nell’azienda;

b)  perché il destinatario esercita un diritto costituzionale, salvo che tale esercizio leda un obbligo derivante dal rapporto di lavoro o pregiudichi in modo essenziale la collaborazione nell’azienda;

c)  soltanto per vanificare l’insorgere di pretese del destinatario derivanti dal rapporto di lavoro;

d)  perché il destinatario fa falere in buona fede pretese derivanti dal rapporto di lavoro;

e)  perché il destinatario presta servizio obbligatorio svizzero, militare o di protezione civile, oppure servizio civile svizzero  o adempie un obbligo legale non assunto volontariamente.

2 La disdetta da parte del datore di lavoro è abusiva segnatamente se data:

a) per l’appartenenza o la non appartenenza del lavoratore ad un’associazione di lavoratori o per il legittimo esercizio di un’attività sindacale da parte del lavoratore;

b) durante il periodo nel quale il lavoratore è nominato rappresentante dei salariati in una commissione aziendale o in un’istituzione legata all’impresa e il datore di lavoro non può provare che aveva un giustificato motivo di disdetta

c) nel quadro di un licenziamento collettivo, qualora non siano stati consultati la rappresenta dei lavoratori o, in mancanza i lavoratori medesimi (Art. 335f)

3 Nei casi previsti dal cpv 2 lettera d, la tutela dei rappresentanti dei lavoratori il cui mandato sia cessato in seguito al trasferimento del rapporto di lavoro (art. 333) continua fino al momento in cui il mandato sarebbe cessato se non fosse sopravvenuto il trasferimento del rapporto di lavoro.

Legge federale sull’informazione e la consultazione dei lavoratori nelle imprese

(Legge sulla partecipazione) del 17 dicembre 1993 (Stato 1° gennaio 2011)

Sezione 1: Disposizioni generali

Art. 1 Campo d’applicazione

La presente legge si applica a tutte le imprese private che, in Svizzera, occupano abitualmente lavoratori.

Art. 2 Deroghe

Sono ammissibili deroghe alla presente legge, se favorevoli ai lavoratori. Deroghe sfavorevoli ai lavoratori sono ammesse soltanto mediante contratto collettivo di lavoro; sono comunque escluse riguardo agli articoli 3, 6, 9, 10, 12 e 14 capoverso 2 lettera b.

Art. 3 Diritto di essere rappresentati

Nelle imprese che occupano almeno cinquanta lavoratori, questi possono designare, tra di loro, uno o più organi che li rappresentino.

Art. 4 Partecipazione nelle imprese in cui non vi è una rappresentanza dei lavoratori

Nelle imprese o parti d’impresa nelle quali non vi è una rappresentanza dei lavoratori, questi hanno la facoltà di esercitare direttamente il diritto all’informazione e il diritto alla partecipazione previsti dagli articoli 9 e 10.

Sezione 2: Rappresentanza dei lavoratori

Art. 5 Prima elezione

1 Se un quinto dei lavoratori ne fa richiesta, si stabilisce, mediante voto segreto, se la maggioranza dei votanti auspica la formazione di un organo che rappresenti i lavoratori.

Nelle imprese con più di 500 lavoratori, è sufficiente che la votazione sia richiesta da cento lavoratori.

2 L’elezione è organizzata se la maggioranza dei votanti si pronuncia in favore della
formazione di una simile rappresentanza.

3 Il datore di lavoro e i lavoratori organizzano in comune la votazione e l’elezione.

Art. 6 Principi dell’elezione

I rappresentanti dei lavoratori sono designati da un’elezione generale e libera. Essa si svolge a voto segreto, se un quinto dei lavoratori che vi partecipano ne fa richiesta.

Art. 7 Numero dei rappresentanti

1 Il datore di lavoro e i lavoratori determinano congiuntamente il numero dei componenti della rappresentanza dei lavoratori. La dimensione e la struttura dell’impresa devono essere adeguatamente tenute in considerazione.

2 La rappresentanza dei lavoratori è composta di tre membri almeno.

Art.8 Mandato

La rappresentanza dei lavoratori difende, nei confronti del datore di lavoro, gli interessi comuni dei lavoratori. Essa li informa regolarmente sulla sua attività.

Sezione 3: Diritti di partecipazione

Art. 9 Diritto all’informazione

1 La rappresentanza dei lavoratori ha diritto di essere informata in tempo utile e in modo completo su tutti gli affari la cui conoscenza le è necessaria per svolgere adeguatamente i suoi compiti.

2 Il datore di lavoro è tenuto ad informare, almeno una volta all’anno, la rappresentanza dei lavoratori sulle conseguenze, per l’impiego e per i lavoratori stessi, del corso degli affari.

Art. 10 Speciali diritti di partecipazione

La rappresentanza dei lavoratori, giusta la pertinente normativa, ha diritti di partecipazione negli ambiti seguenti:

a.  sicurezza durante il lavoro ai sensi dell’articolo 82 della legge del 20 marzo 1981 sull’assicurazione contro gli infortuni e protezione del lavoratore ai
sensi dell’articolo 48 della legge del 13 marzo 19645 sul lavoro;

b.  trasferimento dell’impresa ai sensi degli articoli 333 e 333a del Codice delle obbligazioni;

c.  licenziamenti collettivi ai sensi degli articoli 335d–335g del Codice delle obbligazioni;

d.  affiliazione a un’istituzione della previdenza professionale e scioglimento di un contratto d’affiliazione.

Sezione 4: Collaborazione

Art. 11 Principio

1 Il datore di lavoro e la rappresentanza dei lavoratori collaborano negli affari concernenti l’esercizio dell’impresa, rispettando il principio della buona fede.

2 Il datore di lavoro è tenuto ad aiutare la rappresentanza dei lavoratori nell’esercizio della sua attività e a mettere a disposizione i locali, i mezzi materiali e i servizi amministrativi necessari.

Art. 12 Tutela dei rappresentanti dei lavoratori

1 Il datore di lavoro non ha il diritto di impedire ai rappresentanti dei lavoratori di esercitare il loro mandato.

2 Egli non deve sfavorire i rappresentanti dei lavoratori, né durante né dopo il loro mandato, a motivo dell’esercizio di questa attività. Questa protezione spetta anche ai lavoratori che si presentano candidati all’elezione in una rappresentanza dei lavoratori.

Art. 13 Esercizio del mandato durante il tempo di lavoro

I rappresentanti dei lavoratori possono esercitare la loro attività durante il tempo di lavoro purché il loro mandato lo esiga e il loro lavoro professionale lo consenta.

Art. 14 Obbligo di discrezione

1 I rappresentanti dei lavoratori sono tenuti ad osservare il segreto sugli affari concernenti l’esercizio dell’impresa, di cui sono venuti a conoscenza nel quadro del loro mandato, nei confronti delle persone estranee all’impresa, in quanto ad esse non sia affidata la tutela degli interessi dei lavoratori.

2 Il datore di lavoro e i rappresentanti dei lavoratori sono tenuti ad osservare il segreto nei confronti di chiunque, per quanto riguarda:

a. gli affari per i quali ciò sia richiesto espressamente, sulla base di interessi
legittimi, dal datore di lavoro o dai rappresentanti dei lavoratori;

b. gli affari personali dei lavoratori.

3 I lavoratori che non hanno una propria rappresentanza nell’impresa e che, in virtù dell’articolo 4, esercitano direttamente il diritto all’informazione e il diritto d’essere consultati, nonché le persone estranee all’impresa che possono venire informate nell’ambito del capoverso 1 sono tenuti analogamente all’obbligo di discrezione.

4 Sono altresì tenuti all’obbligo di discrezione i lavoratori che hanno ottenuto informazioni dalla rappresentanza dei lavoratori, in virtù dell’articolo 8.

5 L’obbligo di discrezione sussiste per i rappresentanti dei lavoratori anche dopo la cessazione del mandato.

Sezione 5: Contenzioso

Art. 15

1 Le controversie derivanti dall’applicazione della presente legge o di un disciplinamento contrattuale in materia di partecipazione sottostanno alla giurisdizione delle autorità competenti per statuire sulle controversie derivanti da rapporti di lavoro, fatta salva la competenza accordata ad organi contrattuali di conciliazione e d’arbitrato.

2 Sono legittimati ad agire i datori di lavoro, i lavoratori interessati e le loro associazioni. In quest’ultimo caso, è ammissibile unicamente l’azione di accertamento.

Sezione 6: Disposizioni finali

Art. 16

1 La presente legge sottostà al referendum facoltativo.

2 Il Consiglio federale ne determina l’entrata in vigore.

Data dell’entrata in vigore: 1° maggio 1994