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"il Lavoro" del 14.03.19

Il Lavoro n.4 del 14 marzo 2019

Paolo Locatelli

Lista 8 Nr. 74

Chi è Paolo Locatelli?

Compirò 54 anni a settembre, orgoglioso dei miei due figli oramai grandicelli, ed ho l’onore di indossare la casacca OCST da 30 anni: una vita passata al servizio delle lavoratrici e dei lavoratori. Oltre a trattare casi di assistenza giuridica, sono responsabile cantonale dei settori dell’edilizia e rami affini e del settore della vendita e commercio. In questi settori conduco per OCST le trattative contrattuali sia a livello nazionale che cantonale e siedo nelle relative commissioni paritetiche. All’interno dell’OCST ho da 8 anni la funzione di vicesegretario cantonale e lavoro nella sede di Lugano.
A livello politico sono Consigliere comunale a Bellinzona dal 2009 ove sono pure membro della commissione della gestione.
 
A dicembre Ricciardi disse: «In generale l’OCST intende il suo impegno politico come uno strumento per la difesa dei diritti dei lavoratori e per il miglioramento dei diritti sociali. Per questo la politica e la presenza nei legislativi, che pur non sono il perno della nostra attività, sono un ambito di impegno irrinunciabile». Quale motivazione ti spinge a candidarti?
La politica, sempre di più, riveste un ruolo essenziale in rapporto alla mia attività professionale. In Gran Consiglio, spesso e volentieri, si dibatte e si decide su temi che incidono pesantemente sul mondo di lavoro o più in generale sulla socialità. Mi rendo quindi disponibile, con la mia esperienza sul terreno fatta di contatti e ascolto dei problemi dei nostri associati, per fare in modo che “la parola” delle lavoratrici e dei lavoratori sia ben presente nel Parlamento ticinese. Lo faccio con convinzione e determinazione, forte di una coerenza professionale che conduco da 30 anni in casa OCST.
 
Attualmente il mercato del lavoro e l’economia ticinese in generale sono confrontati con parecchi problemi. Grazie alla tua esperienza di sindacalista quali ritieni siano quelli a cui va data maggior priorità?
Il contrasto agli abusi. In un periodo durante il quale le lavoratrici ed i lavoratori si sentono attaccati da tutte le parti (paura di perdere il lavoro, salari non confacenti, precariato, pressioni sul posto di lavoro) l’intervento del sindacato deve essere costante e determinato. I nostri associati chiedono di essere difesi non solo nella formula rivendicativa classica (migliorare le proprie condizioni di lavoro) ma anche nella tutela della propria dignità.
 
Hai anche delle soluzioni?
Imparare a lavorare in rete, incrociare le informazioni, costruire contratti collettivi di lavoro più solidi, collaborare con le varie istituzioni e associazioni professionali e condividere soluzioni efficaci, accompagnare la politica nella direzione giusta quando si parla di mercato di lavoro e socialità.