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Mesolcina e Vallemaggia: le aziende possono far capo al lavoro ridotto

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25 Giugno 2024
Visite: 2075

Il sindacato OCST è solidale con le persone e le famiglie così duramente colpite in Mesolcina e Vallemaggia a causa delle alluvioni. In questo momento critico, nel quale ancora si è alla ricerca dei dispersi e molte famiglie hanno subito danni importanti ai loro beni più essenziali, è importante evitare che si debba affrontare anche la perdita del posto di lavoro.

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Sì all'adozione delle misure di compensazione IPCT

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09 Giugno 2024
Visite: 1676

I Sindacati OCST SIT e VPOD hanno preso atto con sollievo dell'adozione delle misure di compensazione per le pensioni IPCT cantonali da parte dell'elettorato ticinese.

Una piccola maggioranza della popolazione ha accettato un accordo tra Governo, sindacati, sostenuto da una maggioranza di partiti in parlamento.

Questo vasto fronte è riuscito a contrastare le fake news della destra populista, che voleva peggiorare le condizioni di lavoro di impiegati, docenti, operatori sociosanitari e sociali, agenti di custodia e poliziotti.

Fortunatamente sindacati e forze politiche responsabili sono riuscite a salvaguardare per i giovani condizioni adeguate nel servizio pubblico di questo Cantone. Un segnale di speranza.

Giovanna Scanzio vicepresidente del sindacato OCST

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06 Giugno 2024
Visite: 1954

Nella sua seduta di ieri il Comitato direttivo dell’OCST ha nominato Giovanna Scanzio vicepresidente del sindacato. Giovanna è membro del Consiglio esecutivo dell’Organizzazione dal 2021, del Comitato direttivo dal 2016 e infermiera di lunga esperienza nell’Ente ospedaliero cantonale.

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Votazione del 9 giugno 2024 - Sì alla modifica di Legge dell’Istituto di previdenza del Cantone Ticino (IPCT)

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14 Maggio 2024
Visite: 4705

1 - Ben 17’000 dipendenti assicurati all’IPCT

Le/gli assicurate/i attive/i dell’IPCT sono 17’000 dipendenti (circa il 6% della forza lavoro in Ticino). Ben 16’300 sono lavoratrici e lavoratori residenti in Ticino: il loro impatto sull’economia cantonale è quindi estremamente rilevante. Essi sono attivi presso Stato, Comuni, Enti, Associazioni e Fondazioni. Si tratta di impiegati, agenti di polizia e di custodia, docenti cantonali e comunali, personale di cura di case anziani e servizi domicilio, operatori socioeducativi: ossia personale indispensabile al buon funzionamento dello Stato, 
della scuola, dei servizi sussidiati, della società e dell’economia dell’intero Cantone.

2 - Pensioni nella norma, che devono rimanere nella norma

Oggi le condizioni previdenziali IPCT, tenendo conto sia dei costi sia delle prestazioni, si situano nella fascia medio-bassa nel confronto con casse pubbliche presenti in Ticino e in Svizzera: le/gli assicurate/i IPCT non beneficiano quindi di alcun privilegio pensionistico (la pensione da Rolls Royce non esiste assolutamente!). 
Se la modifica legge IPCT venisse respinta dal popolo ticinese il 9 giugno 2024, le rendite di vecchiaia IPCT entro il 2031 figurerebbero tra le più basse di tutte le casse
pensioni pubbliche in Svizzera. Queste ultime sono circa 70 e assicurano 600’000 dipendenti (13%) su 4,6 milioni di assicurati.
Facciamo il confronto tra IPCT e settore privato. Nel settore privato va precisato che operano più di 1’000 casse pensioni autonome, cui si aggiungono alcune decine di fondazioni collettive gestite da assicurazioni private. Oltre l’80% dei lavoratori privati beneficia di condizioni pensionistiche superiori ai minimi della legge federale sulla previdenza professionale (LPP). Ad esempio nella cassa pensioni della Migros la somma degli accrediti di vecchiaia da 25 a 65 anni è del 950%, mentre nell’IPCT con misure di compensazione è dell’820% (senza 700%); quanto all’obiettivo di rendita della Migros è del 46,6% del salario assicurato, mentre quello dell’IPCT con misure di compensazione è del 43,1% (IPCT senza misure di compensazione 36,8%; minimo LPP 34%).

3 -  Votare SÌ per evitare conseguenze gravissime: finire al minimo in Svizzera

Nel caso la modifica di legge IPCT venisse respinta sicuramente i dipendenti IPCT con salari bassi finirebbero per ricevere di qui al 2031 pensioni bassissime, che saranno molto 
vicine ai minimi di legge LPP, ossia a quelle del 20% di lavoratori peggio assicurati del settore privato. Sarebbe una situazione molto grave, che umilierebbe gli assicurati IPCT e 
li porterebbe vicino alla povertà le fasce con salari assicurati bassi.
Ma anche per le altre fasce salariali medie la situazione diventerà difficile. Infatti una carriera pensionistica completa presso l’ente pubblico inizia spesso a partire dai 25 anni 
dopo gli studi superiori o universitari: gli assicurati IPCT tra 20 e 25 anni sono solamente il 2,3%, dato da confrontare con il 10% rappresentato dalle classi d’età. Il calcolo degli accrediti di vecchiaia tra da 25 anni a 65 anni conferma che le rendite di vecchiaia IPCT -in assenza di misure di compensazione- saranno vicine al minimo legale: in questo caso l’obiettivo di rendita sarà pari al 36,75% del salario assicurato contro il 34% secondo il minimo LPP.

4 - Cause della diminuzione del Tasso di conversione

La diminuzione progressiva (dal 2024 al 2031) del Tasso di Conversione (TdC), cioè del fattore che moltiplicato per gli averi di vecchiaia determina la rendita, è indispensabile (obbligatoria) per garantire la stabilità finanziaria dell’IPCT a causa:
1) dell’aumento della speranza di vita
2) della diminuzione della resa degli investimenti (anche se l’IPCT ottiene rendimenti in media con le altre casse pensioni e con costi di gestione tra i più bassi).
Per questo motivo il Consiglio di Amministrazione dell’IPCT ha dovuto decidere di diminuire il Tasso di conversione dall’attuale 6,17% (65 anni) al 5,25% in modo scalare su otto anni a partire dal 1.1.2024, posizionandolo nella media di quello delle altre casse nazionali e cantonali.

5 - Le necessarie misure di compensazione

Praticamente tutti gli istituti di previdenza svizzeri e ticinesi che si sono confrontati con la riduzione del tasso di conversione hanno messo in atto delle misure di compensazione a carico di datori di lavoro ed assicurate/i attive/i. Senza le misure di compensazione proposte dalla modifica di Legge IPCT ci sarebbe una diminuzione certa delle rendite di vecchiaia del 15%, dopo la riduzione del 20% avvenuta nel 2013 con il cambiamento di sistema pensionistico. Per evitare un massiccio impoverimento delle/degli assicurate/i IPCT (dumping pensionistico) nel 2023 il Governo ticinese ha trovato un’intesa con i sindacati OCST, SIT e VPOD, approvata dal Parlamento ticinese con la modifica di legge IPCT. Sia le/i dipendenti, sia i datori di lavoro verseranno maggiori contributi sui salari assicurati, allo scopo di mantenere quasi invariato il livello delle rendite future di vecchiaia IPCT. Su questa modifica di 
legge IPCT il popolo voterà il 9 giugno.
Le misure di compensazione hanno un costo pari a 14,6 milioni di franchi all’anno per il Cantone, ai quali vanno aggiunti 7,2 milioni a carico degli altri datori di lavoro affiliati 
all’IPCT. Le/gli assicurate/i contribuiranno sia con un aumento del prelievo sul loro salario assicurato, sia indirettamente tramite lo scioglimento degli accantonamenti creati dall’IPCT a questo fine. 
I Sindacati OCST, SIT e VPOD sostengono -con l’appoggio di tutti i principali partiti, tranne Lega e UDC- questo compromesso, che se accettato limiterà la diminuzione delle rendite di vecchiaia per gli attuali assicurati ad un massimo del 2% (rispetto a quelle attualmente prospettate).

Congresso OCST: Xavier Daniel nuovo Segretario Cantonale

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04 Maggio 2024
Visite: 3213

Al Palazzo dei Congressi di Lugano si è svolto sabato 4 maggio 2024, il Congresso cantonale OCST. L’importante evento ha luogo ogni 4 anni e permette alle delegate e ai delegati di rinnovare le cariche del sindacato OCST.

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Risoluzione del Congresso OCST 2024

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04 Maggio 2024
Visite: 1757

Le delegate e i delegati rappresentanti delle lavoratrici e dei lavoratori associati all’OCST, riunitisi al Palazzo dei Congressi di Lugano chiedono che l’economia e le aziende mettano al centro le persone e la loro salute.

L’OCST si pone come obiettivo di accompagnare le persone e le aziende verso un modo diverso di concepire il lavoro. Un lavoro che non consuma, ma arricchisce, giorno per giorno e durante tutta la carriera lavorativa; nel quale si tutela la salute fisica e psichica delle lavoratrici e dei lavoratori; nel quale è garantito il rispetto per tutti; nel quale sono chiari il ruolo e le responsabilità di ciascuno; che permette di dedicare tempo alla crescita professionale e alla formazione.

Le lavoratrici e i lavoratori dell’OCST chiedono che le aziende si impegnino per garantire condizioni adeguate nell’ottica di una serena conciliazione tra lavoro e vita privata e familiare.

Chiedono inoltre che i datori di lavoro siano disponibili e aperti alla contrattazione collettiva, riconoscendo il sindacato e il suo ruolo essenziale di rappresentanza. Anche la politica è chiamata a valorizzare questo strumento funzionale alla crescita di un ambiente costruttivo e positivo per il personale, il valore più prezioso di ogni azienda. 

Le lavoratrici e i lavoratori dell’OCST chiedono di essere parte attiva nel sindacato, ma anche nelle aziende, nella politica e nella società: la partecipazione è infatti la linfa vitale della democrazia. Questo è particolarmente importante in questo momento storico che pone numerose sfide: la guerra, la transizione ecologica, lo squilibrio demografico, il reddito.

Il sindacato OCST si impegna perché in questo processo vengano coinvolti i giovani. È sulla base delle loro attese, delle loro esigenze e delle loro speranze che va plasmata la società di domani. I giovani devono essere consapevoli dell’importanza della partecipazione e di quanto ha portato l’impegno delle lavoratrici e dei lavoratori nel corso degli anni; dei diritti garantiti oggi e da difendere per il futuro.

Le lavoratrici e i lavoratori dell’OCST chiedono che venga garantito il potere d’acquisto delle persone e delle famiglie anche al momento della pensione, il riconoscimento dell’adeguamento al rincaro dei salari e il contenimento dei premi di cassa malati. Chiedono inoltre che i salari ticinesi siano adeguati ai livelli del resto del paese e che venga cancellata la piaga della regionalizzazione dei salari.

Le lavoratrici e i lavoratori dell’OCST chiedono che venga finalmente raggiunta la parità salariale e di opportunità, che la Legge sulla parità venga resa più efficace e che il lavoro a tempo parziale non sia più penalizzante né per gli uomini né per le donne.

Giorgio Fonio Vice-Presidente di Travail.Suisse

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24 Aprile 2024
Visite: 2392

L’assemblea dei delegati di Travail.Suisse, riunita oggi a Berna, ha nominato Giorgio Fonio Vice-Presidente.

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Andrea Puglia nominato vicesegretario cantonale

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28 Marzo 2024
Visite: 2679

Nella sua riunione del 12 marzo il Comitato direttivo dell’OCST ha approvato la nomina di Andrea Puglia a vicesegretario cantonale.

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