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CENNI STORICI
(Prof. Alberto Gandolla)

Le prime organizzazioni operaie in Canton Ticino

Le prime piccole società di operai, basate sulla solidarietà e sul mutuo soccorso, sorgono alla metà dell'Ottocento. Nella prima fase di organizzazione l'associazionismo operaio in Canton Ticino è opera degli immigrati italiani o degli emigrati ticinesi, che all'estero vengono a conoscere realtà sociali più avanzate.

Le prime organizzazioni cristiano-sociali

L'appello dell'enciclica Rerum Novarum di Leone XIII, nel 1891, perché i cristiani, condannato il liberalismo e il socialismo, si impegnassero nel campo sociale a costituire dei sindacati cristiano-sociali lascia per un po' di tempo indifferente il mondo cattolico ticinese.

Nel 1902 si costituisce un Circolo cantonale di studi politico-sociali, che rappresenta il primo tentativo di un'azione coordinata dei cattolici nel sociale e iniziano a formarsi le prime Leghe Operaie Cattoliche (LOC) soprattutto nel Locarnese e nel Bellinzonese.

La fondazione dell'OCST

Durante la guerra la situazione dei lavoratori peggiora notevolmente in tutta la Svizzera. Nel 1918 a Bellinzona si forma un piccolo gruppo di operai cristiano-sociali. Nel 1919 a livello Svizzero si forma la Federazione dei Sindacati Cristiano-Sociali e in Canton Ticino nasce ufficialmente l'OCST, che si dà i suoi statuti il 16 novembre a Bellinzona. Sua rivista è «il Lavoro».

L'OCST negli anni '20 mantiene soprattutto un carattere mutualistico.

Don Del Pietro (1906-1977)

Importante per l'OCST è la decisione del vescovo di Lugano Mons. Aurelio Bacciarini di affidarne la direzione a due giovani ma intraprendenti sacerdoti: a don Leber, che diventa assistente ecclesiastico, e soprattutto a don Luigi Del Pietro, che diventa segretario dell'Organizzazione il 1. settembre 1929 e riesce a rifondare il sindacato: l'OCST alla fine degli anni '30 riesce addirittura a diventare il sindacato più rappresentativo in Ticino.

Alla sua improvvisa morte, nel 1977, l'OCST si trova comprensibilmente con un enorme vuoto da riempire.

Gli anni del boom economico

Si sviluppa il boom economico (espansione dell'edilizia, del turismo e dei servizi): il Canton Ticino entra nella modernità. Con l'abbondanza dei posti di lavoro, l'installarsi dei ticinesi nel terziario e l'arrivo degli immigrati nel secondario, l'attività sindacale perde un po' di vivacità;

L'OCST aumenta notevolmente di aderenti grazie anche alla sindacalizzazione di molti frontalieri. Si consolidano molte istituzioni e servizi del sindacato (i segretariati regionali, i servizi assicurativi, i centri di vacanza, ecc.);

La crisi degli anni '70

Con la crisi economica (73-77) svanisce l'illusione di un benessere perpetuo, ci si rende conto della gravità dei problemi ambientali. Inizia una certa disoccupazione anche per impiegati e docenti ticinesi. Si rafforzano le idee neoconservatrici e del «meno stato»; si parla di crisi dello stato sociale.

Anni '80: nuovi problemi

Ci si rende conto dei grandi cambiamenti territoriali avvenuti negli ultimi anni: ormai la maggior parte dei ticinesi vive nei quattro agglomerati del cantone.

Nel campo economico il Canton Ticino sembra in grado di diventare una regione aperta, di far parte di una nuova realtà transfrontaliera, con interessanti potenzialità nelle industrie e nei servizi. Contemporaneamente sono però rilevate fasce di nuova povertà.

Anche i sindacati ticinesi sono confrontati con dei nuovi grossi temi: nuove tecnologie, flessibilità del lavoro, terziarizzazione crescente, costituzione di un mercato unico europeo nel 1992, eccetera; inoltre esistono anche vari problemi sociali (i nuovi poveri, i rifugiati, la xenofobia).

L'OCST tiene il congresso nel 1987, con il motto: rinnovare la solidarietà - costruire la giustizia - con un sindacato che si fa movimento.

Questioni attuali

Gli ultimi anni del XX secolo portano nuove e gravi sfide al movimento sindacale: profondi mutamenti territoriali, sociali ed economici; fine del fordismo, nuove tecnologie, globalizzazione dell'economia, crisi del lavoro, ecc. Gli anni Novanta sono caratterizzati da una profonda crisi (trasformazione) economica con frequenti fusioni tra grandi ditte per conquistare sempre più nuovi mercati; la disoccupazione colpisce particolarmente il Ticino, che agli inizi del '96,'97 e '98 registra punte di oltre 15mila senza lavoro reali.

L'OCST con i congressi del 1991 e del 1996 cerca di mettere a punto nuove strategie e proposte sindacali, una nuova linea per far fronte ai nuovi problemi. Il sindacato cristiano-sociale si batte contro la deregolamentazione e l'esclusione sociale, si pronuncia a favore di una nuova solidarietà e della necessità di un ostinato dialogo tra partner per un rinnovato patto sociale Nuove prospettive sindacali sono poi date dall'avvicinamento della Svizzera all'Unione Europea, tramite gli accordi bilaterali firmati il 21 giugno 1999.