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ERA ORA! 8 maggio 2008 È con una punta d'orgoglio che sottolineiamo il ruolo determinante con il quale il canton Ticino - ed in particolare l’OCST - ha giocato nel risolvere la questione e uscire dall’impasse nazionale. A metà febbraio 2008, bocciato dagli impresari costruttori l’accordo Nordmann di dicembre, con la prospettiva di restare per lunghi mesi senza un contratto di lavoro (in una zona di frontiera «ad alto rischio» di dumping salariale e contrattuale come il nostro), è stata proprio la nostra Organizzazione sindacale ad imporre il ritmo giusto favorendo la sottoscrizione di un accordo «passerella» valido per il cantone Ticino: ripristino del CCL disdetto a fine settembre 2008, un aumento di fr. 100.-- nelle tasche dei lavoratori a partire dal 1. febbraio 2008, in attesa della sottoscrizione di un nuovo Contratto Nazionale Mantello. Una strategia che, va pur detto, non piaceva molto ai colleghi ticinesi di UNIA, subito pronti a criticare l’apertura dell’OCST nei confronti della SSIC ticinese con frasi apocalittiche del tipo «Si rischia di porre i lavoratori del settore edile ticinese nella scomoda situazione di vendersi per un piatto di lenticchie». I fatti hanno dato ragione all’OCST: l’accordo ponte ticinese, nel giro di poche settimane, è stato clonato dai partner contrattuali in molti Cantoni della Svizzera francese ed aveva suscitato interesse anche in quei cantoni tedescofoni che guardavano con sospetto alla conduzione delle trattative nazionali. Si entra ora in una fase altrettanto difficile: quella legata al ripristino di rapporti leali e costruttivi tra partner contrattuali e al «lavoro in comune» su problemi condivisi. Libera circolazione delle persone, controlli sui cantieri, sicurezza sui posti di lavoro, formazione professionale, lotta alla concorrenza sleale tra imprese: un menù molto ricco, che deve assolutamente rientrare tra le priorità dei lavoratori e delle imprese, dei sindacati e della SSIC sezione Ticino. Il settore principale dell’edilizia, dopo la lotta e tornato «il sereno contrattuale», è pronto a ripartire. Ed era ora! |
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