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Difendere l'occupazione - Umanizzare il lavoro

Linee di impegno per il 2009

  1. INTRODUZIONE La brusca rottura di traiettoria dell’economia, passata in modo repentino da una crescita baldanzosa ad una fase recessiva, incide inevitabilmente sulle priorità dell’azione sindacale. La difesa dell’occupazione si erge indiscutibilmente ad obiettivo primario. Vi è pure agganciata la tutela del reddito individuale e familiare, che condivide i destini dell’occupazione e dell’economia. Diversamente dal passato, l’inversione congiunturale è in buona parte il prodotto della devastante crisi, che ha scosso alla radice il sistema finanziario internazionale. Il sindacato segue perciò con attenzione le iniziative volte, nell’immediato, a stabilizzare e, in prospettiva, a riedificare il sistema finanziario.
    Rileva ed evidenzia inoltre che dalle macerie di una suicidaria concezione della finanza - che ha d’altronde contagiato anche l’economia - riemerge la centralità del lavoro, quale autentico perno di crescita e di sviluppo.
    La valorizzazione del lavoro e la sua umanizzazione vanno perciò colti quale indirizzo di impegno altrettanto emblematico per l’anno che prende avvio.

  2. SALVAGUARDARE L’OCCUPAZIONE Il pericolo di una rinnovata progressione della disoccupazione deve essere combattuto con vigore per i suoi risvolti corrosivi sul piano individuale e familiare (isolamento, demotivazione, decurtazione del reddito...), nella sfera sociale (incremento del disagio sociale e delle tensioni...) e in ambito economico (riduzione della domanda interna, minore fiducia dei consumatori...).
    Per contrastare le ricadute della preannunciata recessione si postulano segnatamente le seguenti linee di impegno:
    • Lavoro ridotto Occorre battersi affinché le imprese, che risultino colpite da un calo di ordini e di cifra d’affari, evitino i licenziamenti utilizzando in alternativa lo strumento del lavoro ridotto. Vengono in questo modo scongiurate situazioni di grave disagio individuale tra i lavoratori e le lavoratrici. Le imprese non compromettono inoltre il patrimonio di competenze e di professionalità, dal quale trarranno pieno beneficio al momento della ripresa economica.
    • Categorie sfavorite Occorre prestare un’attenzione specifica alle categorie particolarmente esposte ai contraccolpi della recessione. Vi figurano in particolare i giovani, che incontreranno ostacoli supplementari nell’inserirsi nel mondo del lavoro. Andranno sostenuti con apposite iniziative (in particolare stages, corsi di perfezionamento).
      Un secondo gruppo è costituito dalla manodopera più anziana. L’esperienza degli anni ’90 incita a tutelarne l’occupazione e, in caso di disoccupazione, a sostenerne il ricollocamento con provvedimenti specifici (incentivi alle imprese, accompagnamento individualizzato...).
      Un’ulteriore categoria alla quale prestare attenzione è quella dei lavoratori interinali, i primi ad essere sacrificati in caso di contrazione dell’attività produttiva.
    • Investimenti anticiclici Il rallentamento del mercato deve essere attenuato e almeno parzialmente bilanciato da investimenti pubblici. E’ indispensabile che il Cantone elabori un programma di investimenti allo scopo di iniettare stimoli nell’economia. Vanno privilegiati i campi di investimento con il più alto effetto sull’occupazione locale e sulla domanda interna.
    • Sostegno alle imprese La crisi finanziaria e le peggiorate prospettive economiche possono rendere più difficoltoso l’accesso delle imprese al credito bancario per coprire i normali bisogni di liquidità e per eventuali investimenti. Per appoggiare le imprese qualora siano confrontate a questo ostacolo, si rinnova la proposta di un mediatore del credito che assista le imprese nelle relazioni con le banche.
    • Innovazione e ricerca Il periodo odierno di difficoltà non deve allentare, ma al contrario incentivare lo sforzo innovativo. Occorre potenziare le iniziative di trasferimento tecnologico e di sviluppo innovativo che dipendono perlopiù, nelle PMI, da un intensificato contatto e collaborazione tra le imprese e i centri di formazione e di ricerca applicata. Dovrebbe essere elaborato un apposito piano di impulso soprattutto a beneficio delle imprese in lavoro ridotto.
    • Misure di accompagnamento E’ opportuno che le misure di accompagnamento, prevalentemente orientate a lottare contro gli abusi in materia di salari e di condizioni di lavoro, acquisiscano un più consistente tenore occupazionale. Vanno cioè intensificati gli interventi volti a lottare contro le situazioni dove le nuove entrate di manodopera estera ostacolano il collocamento di persone locali senza impiego.
  3. PRESERVARE IL REDDITO FAMILIARE Oltre ad un prioritario obiettivo di equità, la difesa dei redditi individuali e familiari esercita una funzione economica tanto più preziosa nei periodi di recessione. La domanda interna ed in particolare i consumi delle economie domestiche, a fronte di un calo delle esportazioni, forniscono un apporto decisivo all’economia. Oltre alla salvaguardia dei redditi per il tramite di una azione a difesa dell’occupazione, assumono a breve termine una particolare rilevanza gli aspetti seguenti:
    • Una traiettoria di rivalutazione dei salari.
      Malgrado la situazione congiunturale delicata, occorre proseguire nella direzione di una progressiva rivalutazione dei salari che consenta di coprire i bisogni di singoli e famiglie come pure di attenuare ed assorbire il divario rispetto alle medie nazionali (si veda il documento OCST “Sguardo sui salari” , settembre 2008). La recessione non deve diventare pretesto per contrastare un ricupero salariale ovunque se ne riscontrino i presupposti.
    • Controllare i costi dell’assicurazione malattia.
      Già si paventa per il prossimo anno un incremento rilevante, su piano nazionale, dei premi per l’assicurazione malattia. Se negli scorsi anni la riduzione delle riserve degli assicuratori ha consentito di attenuarne gli aumenti, questo esercizio non sembra più ripetibile. Il Ticino sembra da questo profilo meglio situato rispetto agli altri Cantoni. E’ tuttavia indispensabile che si vigili e ci si prepari con tempestività per evitare un aumento che intacchi ulteriormente il reddito disponibile delle famiglie.
    • Tutelare il reddito differito.>br> La crisi finanziaria ha intaccato i capitali delle istituzioni della previdenza professionale e il relativo grado di copertura. Emerge ulteriormente la necessità per i lavoratori di vegliare costantemente sulla situazione della rispettiva istituzione previdenziale partecipando attivamente alla sua gestione.
  4. VALORIZZARE E UMANIZZARE IL LAVORO Dissoltesi le illusioni di una ricchezza edificabile senza il lavoro (frutto di alchimie e manovre puramente finanziarie) o contro il lavoro (contrapposizione netta degli interessi degli azionisti rispetto a quelli dei lavoratori) torna ad essere percepibile il primato del lavoro quale fonte autentica della crescita e dello sviluppo. Il lavoro non è d’altronde solo artefice di beni e servizi ma è pure perno di relazioni che arricchiscono l’impresa irradiandosi sull’economia intera e nella sfera sociale. E’ perciò indispensabile contribuire a valorizzare il ruolo cruciale del lavoro. Questo obiettivo è inscindibile da una sua più intensa umanizzazione. L’OCST intende impegnarsi in particolare nei settori seguenti:
    • Lavoro atipico
      Il lavoro interinale dovrebbe essere prossimamente sottoposto ad una regolamentazione contrattuale che costituirà un positivo passo innanzi nella protezione dei lavoratori. Rimane tuttavia necessario, coinvolgendo le agenzie di lavoro temporaneo, conferire al lavoro interinale una collocazione ed una funzione nel mercato del lavoro più attente alla posizione e ai bisogni dei lavoratori (lavoro interinale quale passerella verso occupazioni fisse, formula che consente un riaggancio con il lavoro per gruppi più difficilmente collocabili...).
    • Formazione continua L’accentuato progresso tecnologico e l’imperativo dell’innovazione esigono una costante azione di aggiornamento e di perfezionamento professionale, che consenta una piena partecipazione del lavoratore al processo produttivo e contribuisca a consolidarne la sicurezza occupazionale. Alle imprese è chiesta l’adozione di piani aziendali di formazione che promuovano diffusi interventi formativi.
    • Lavoro e famiglia.
      L’esigenza di conciliare l’esercizio dell’attività professionale con l’assolvimento dei compiti familiari ha assunto una valenza cruciale. Esercita riflessi non solo sui nuclei familiari, ma pure sul tessuto sociale. Esige perciò misure sia all’interno delle imprese (articolazioni dei tempi di lavoro, congedi...), sia in campo sociale (strutture di accoglienza e di custodia dei bambini, organizzazione della scuola...).
    • Protezione della personalità.
      Le pressioni di un mercato più competitivo tendono ad acuire le forme di organizzazione del lavoro che riducono il dipendente a puro ingranaggio, ad accentuare i ritmi e i carichi di lavoro, a dilatare le fonti di tensione tra i lavoratori stessi. La protezione della personalità e della salute, la promozione di relazioni armoniose, la prevenzione delle molestie e del mobbing, il riconoscimento al personale di un ruolo partecipativo assumono una rilevanza di particolare attualità.
    • Cerchie particolari.
      La selettività del mercato del lavoro tende a sfavorire e penalizzare alcune cerchie di lavoratori. Vi si annoverano i giovani, il cui ingresso nel mondo del lavoro è diventato più arduo, e i lavoratori più anziani, maggiormente esposti al rischio di esclusione. E’ necessario che la politica del personale sia improntata tra l’altro ad una offerta adeguata di posti di tirocinio e di occasioni di stages come pure ad interventi mirati alla cerchia dei dipendenti più anziani.
  5. REGOLARE IL MERCATO DEL LAVORO
    Una ricuperata consapevolezza del valore primario del lavoro carica di una precisa responsabilità i soggetti del mondo del lavoro. Le difficoltà economiche ed occupazionali verso le quali ci si incammina ne amplificano ulteriormente la portata. Nella scia di quanto evidenziato nei capitoli precedenti, si pone la necessità di un dialogo e di una collaborazione tra gli interlocutori sociali che si traduca in particolare:
    • nelle imprese
      nel riconoscimento alle commissioni del personale di un ruolo più ampio nell’organizzazione e umanizzazione del lavoro;
    • nelle categorie
      nell’adozione più capillare di contratti collettivi di lavoro quale strumento di regolamentazione delle condizioni lavorative e quale fulcro di una strutturata collaborazione tra le parti firmatarie;
    • nel mondo del lavoro nell’estensione dei campi di confronto e di cooperazione tra le organizzazioni imprenditoriali e sindacali principali. Tra i temi sui quali costruire linee di intesa: occupazione, formazione continua, ricerca e innovazione, lavoro-famiglia, giovani e lavoratori più anziani, libera circolazione.
  6. PROMUOVERE LE RELAZIONI ESTERNE Il 2009 si imbatte già a febbraio con la votazione decisiva sul rinnovo dell’Accordo sulla libera circolazione e la sua estensione alla Romania e alla Bulgaria. Questo appuntamento riveste un carattere ancora più delicato poiché viene a collocarsi in un periodo economico sfavorevole.
    L’OCST, rilevando che questa convenzione è parte integrante e inscindibile degli Accordi bilaterali con l’UE, rinnova il suo sostegno. E’ nell’interesse della Svizzera regolare in modo più organico le relazioni con un’UE che sta contribuendo a fare progredire la stabilità, la democrazia e la prosperità in Europa.
    Si evidenzia tuttavia che alle possibili ricadute negative della libera circolazione vanno contrapposti provvedimenti rigorosi ed efficaci tesi a prevenire l’insorgere di pressioni indebite sulle condizioni di lavoro e sull’occupazione.
    Il dibattito polarizzato attorno alla libera circolazione tende a porre in secondo piano, sbiadendola, la necessità per il Ticino di promuovere con maggiore intensità le relazioni esterne sia verso la Confederazione e i Cantoni, sia verso le regioni italiane confinanti.
    Un dipartimento cantonale delle relazioni esterne o una struttura comparabile consentirebbe di cogliere più adeguatamente le potenzialità offerte da una presenza e collaborazione più strutturata a sud della frontiera e a nord del Gottardo.
  7. CONCLUSIONE La difesa dell’occupazione si prospetta come il principale filo conduttore dell’impegno sindacale per l’anno che si apre purtroppo su un orizzonte di recessione. La grave crisi che ha investito e risucchiato tanto la finanza quanto l’economia esige un’operazione di radicale rigenerazione di entrambe. Vanno in particolare ricuperati valori e principi oppressi e offuscati dalle derive speculative degli scorsi anni. Deve in primo luogo intervenire una ricuperata centralità del lavoro, sulla quale innestare una rinnovata linea di crescita e di sviluppo. Questo indirizzo deve permeare il mondo del lavoro nelle sue realtà e componenti più minute. Ne scaturisce un impegno preciso per le forze, come l’OCST, innestate ampiamente sul territorio.

O C S T Segretariato cantonale Lugano, 20 gennaio 2009

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