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PRIME DIREZIONI DI IMPEGNO

Affrontare la crisi

  1. Prepararsi tempestivamente La crisi finanziaria sta incanalando anche l’economia reale verso un periodo di difficoltà, che inciderà sia sull’occupazione, sia sul reddito delle famiglie. I segnali sono già tangibili. Alcune imprese del settore industriale hanno già subito un consistente calo di ordinazioni; altre attendono un’analoga contrazione per i prossimi mesi. L’impatto preciso della crisi è difficilmente prevedibile e quantificabile. Non esime tuttavia dal prepararsi ad attenuarne le ricadute. E’ indispensabile costruire un’intesa tra le parti sociali in modo da agevolare la progettazione e la realizzazione di misure a salvaguardia dell’occupazione. Occorre parimenti che l’autorità cantonale offra, da un lato, un quadro legale favorevole alla difesa dell’impiego e del reddito delle famiglie e appronti, dall’altro, un programma di investimenti pubblici che compensi almeno in parte la flessione del mercato. Con l’intento di contribuire a delineare una direzione di marcia e un piano di misure in risposta ai prospettati effetti della crisi, l’OCST formula alcuni spunti e proposte iniziali, sulle quali intende peraltro confrontarsi con le altre parti sociali. L’accento è posto prioritariamente sugli indirizzi e sulle iniziative attuabili in ambito cantonale. E’ pure formulato qualche accenno a misure di carattere nazionale, delle quali farsi portavoce nelle sedi sindacali e politiche di analogo livello.
  2. Un rilevamento celere L’efficacia dei provvedimenti è strettamente collegata alla tempestività con la quale si rilevano le situazioni di difficoltà. L’OCST propone:
    • di consolidare la rete informale avviata per sua stessa iniziativa, con l’obiettivo di valutare costantemente l’andamento delle imprese e dei rami professionali e di identificare celermente le imprese in situazione di difficoltà. Qualora sia ritenuto opportuno, questa rete potrebbe confluire in un organismo più ufficiale, che dovrebbe purtuttavia operare in modo adeguatamente flessibile;
    • di coinvolgere in questa rete o organismo i servizi statali operanti nel mercato del lavoro;
    • qualora le difficoltà dovessero acuirsi considerevolmente, la costituzione di una cellula di crisi, diretta e coordinata dal governo cantonale.
  3. Precedenza al lavoro ridotto Per considerazioni non solo di natura umana e sociale bensì anche di carattere aziendale ed economico occorre che le imprese affrontino le situazioni di consistente calo delle ordinazioni con lo strumento del lavoro ridotto finanziato dall’assicurazione disoccupazione e non attraverso la riduzione di organici. L’OCST chiede:
    • che in caso di difficoltà le imprese utilizzino la misura del lavoro ridotto beneficiando delle prestazioni dell’assicurazione disoccupazione;
    • che la Sezione cantonale del lavoro (e se necessario il SECO) adottino criteri sufficientemente flessibili di autorizzazione del lavoro ridotto in considerazione della specificità di questa crisi (inversione repentina di tendenza);
    • che i periodi di lavoro ridotto siano possibilmente utilizzati per interventi di formazione, aggiornamento e perfezionamento così da contribuire ad accrescere il bagaglio professionale delle maestranze e la competitività stessa dell’impresa;
    • che la partecipazione alle prestazioni dell’assicurazione disoccupazione in caso di lavoro ridotto sia bonificata alle imprese disponibili ad investire il relativo importo per interventi di rafforzamento della capacità innovativa dell’impresa e ciò in collaborazione con le istanze cantonali preposte a questo scopo;
    • che la politica delle assunzioni sia improntata al prioritario ricollocamento delle persone disoccupate.
  4. Sostegno alle fasce meno protette Nella sua progressione verso l’economia reale, la crisi finanziaria colpisce innanzitutto le prime e più fragili linee di lavoratori e lavoratrici, costituite da coloro che operano secondo le formule più flessibili e precarie (in primo luogo i lavoratori interinali) svolgendo una funzione di cuscinetto congiunturale. A questi lavoratori deve essere rivolta un’attenzione particolare. In prospettiva va considerata anche la posizione dei giovani e dei lavoratori più anziani, abitualmente sfavoriti nelle fasi di maggiori difficoltà economiche. L’OCST propone:
    • la costituzione di un gremio che coinvolga le agenzie di lavoro temporaneo, all’interno della quale seguire l’incidenza della crisi sui lavoratori interinali e fornire loro adeguata consulenza e assistenza;
    • un adeguamento delle prestazioni dell’assicurazione disoccupazione che tenga conto della maggiore precarietà dei rapporti di lavoro interinali; il rischio di disporre di indennità esigue e di cadere in situazioni di povertà è infatti particolarmente acuto. Chi ha oneri di famiglia dovrebbe potere beneficiare di prestazioni complementari rispetto alle indennità normali;
    • l’elaborazione di piani specifici in favore dei giovani che dovessero incontrare ostacoli proibitivi nella transizione verso il mondo del lavoro al termine della formazione di base;
    • una accentuata vigilanza all’interno delle imprese (per il tramite in particolare delle commissioni del personale) e ad opera degli Uffici regionali di collocamento sul trattamento riservato ai lavoratori più anziani in caso di misure occupazionali.
  5. Un sostegno specifico alle PMI Il più capillare apporto all’occupazione è fornito dalle piccole e medie imprese. Tutelandole e proteggendole dai tentacoli della crisi si fornisce un contributo decisivo alla salvaguardia del tessuto occupazionale. L’OCST propone:
    • la costituzione di un’antenna PMI, alla quale possano agevolmente accedere le imprese risucchiate in situazioni di difficoltà dalla crisi attuale;
    • la designazione di un mediatore del credito, che affianchi e sostenga le imprese qualora incontrino ostacoli ingiustificati nell’accedere ai crediti bancari;
    • la presenza di rappresentanti del settore bancario nella rete o organismo di osservazione dell’economia e del lavoro proposto al punto 1
  6. Un fondo di capitale rischio Il clima di maggiore circospezione nella concessione di crediti bancari in favore delle aziende rende ancora più delicata la posizione delle nuove iniziative imprenditoriali. La creazione e l’avvio di nuove imprese assume al contrario una rilevanza ancora maggiore e vanno perciò incentivate con opportuni sostegni. L’OCST sollecita:
    • la costituzione di un fondo di capitale rischio volto ad agevolare le nuove iniziative (start-up) in sintonia con le discussioni e gli impegni assunti in occasione dei dibattiti sull’impiego dell’oro della Banca nazionale;
    • la valutazione dell’opportunità di conferire un quadro ancora più organico e solido a quanto già offerto nell’ambito dell’Università della Svizzera italiana e della SUPSI, istituendo una cattedra sulla creazione di PMI alla quale collegare il servizio di sostegno alle start-up.
  7. Un programma di investimenti I ridotti impulsi provenienti dal settore privato devono essere bilanciati da un programma di investimenti pubblici a carattere anticiclico. A complemento di quanto allestito dalla Confederazione, anche il cantone deve immettere linfa vitale nel circuito economico. L’OCST sollecita:
    • l’adozione di un programma di investimenti pubblici, che possa essere attuato con celerità qualora la situazione economica e occupazionale lo esiga;
    • la presa in considerazione di investimenti in settori che esercitano una proficua ricaduta sulla qualità della vita e sulla competitività del territorio quali: interventi di risparmio energetico e promozione delle energie rinnovabili; anticipo o accelerazione di progetti riguardanti la mobilità; potenziamento delle infrastrutture nel campo della società dell’informazione; incentivazione delle strutture e delle attività di formazione, ricerca e innovazione;
    • la Confederazione e la Banca nazionale a mettere a disposizione dei Cantoni, per il finanziamento di programmi anticiclici, risorse a condizioni particolarmente vantaggiose.
  8. Sostenere il reddito delle famiglie Il calo delle esportazioni conferisce un peso accresciuto alla domanda interna quale supporto cruciale dell’economia. Il reddito disponibile delle economie domestiche, attraverso il consumo, diventa ancora più decisivo nell’alimentare il funzionamento dell’economia. Sul comportamento delle economie domestiche influisce anche il volume e l’evoluzione del risparmio, che il tracollo della finanza ha in numerosi casi decurtato. L’OCST sostiene:
    • l’adozione, soprattutto in ambito federale, di agevolazioni e prestazioni in favore delle famiglie (premi di assicurazione malattia gratuiti per i figli; prestazioni complementari anche per le famiglie a basso reddito; alleggerimento del carico fiscale);
    • l’accelerata introduzione di norme che consentano di avvicinare i prezzi dei prodotti di consumo a quelli vigenti nell’UE;
  9. Protezione dei risparmiatori La crisi finanziaria mette in evidenza la necessità di garantire una migliore protezione dei piccoli risparmiatori. L’OCST chiede:
    • una più estesa garanzia per i depositi a titolo di risparmio;
    • formule di tutela e rappresentanza dei piccoli risparmiatori che, su suggerimento delle banche, hanno acconsentito a investire in titoli rivelatisi a rischio elevato;
    • il diritto ad essere informati dettagliatamente sul grado di rischio di ogni prodotto di investimento;
    • una apposita protezione dei depositi di libero passaggio della previdenza professionale e del terzo pilastro.
  10. Vigilanza sui mercati e sulle attività finanziarie Malgrado siano stati formulati avvertimenti sui rischi insiti dell’orientamento di breve termine della finanza e nei prodotti dell’ingegneria finanziaria, le autorità internazionali e nazionali preposte alla sorveglianza dei mercati e degli agenti finanziari non hanno saputo scongiurare la più grave crisi finanziaria dopo quella del 1929. Oltre alla riforma del sistema finanziario mondiale, occorre anche nel nostro Paese potenziare gli organismi di vigilanza. L’OCST condivide l’obiettivo
    • di rafforzare la sorveglianza dei mercati finanziari ad opera dello speciale organismo di recente costituzione (FINMA);
    • di ampliare il mandato della Commissione federale delle banche, con particolare attenzione alla capacità di tenere sotto osservazione anche i grandi istituti bancari.
  11. Retribuzioni dei manager E’ ripetutamente stato sottolineato il livello scandaloso degli stipendi di numerosi manager. Non solo la retribuzione non ha un rapporto fondato con le prestazioni fornite ma vengono persino erogate prestazioni in aperto contrasto con i risultati conseguiti. L’OCST partecipa alla battaglia
    • per un ridimensionamento delle retribuzioni dei manager;
    • per un diritto e dovere di controllo degli azionisti sulle retribuzioni degli organi direttivi e dei manager;
    • per un rapporto accettabile tra i livelli retributivi medi di un’impresa rispetto allo stipendio dei manager – obiettivo da ottenere ancora più rapidamente nelle imprese controllate dalla Confederazione-.
  12. Sicurezza sociale La crisi finanziaria coinvolge anche la sicurezza sociale. Direttamente e massicciamente i settori che sono basati sul risparmio; in misura minore ma comunque non insignificante i settori che dispongono di riserve investite almeno in parte sul mercato finanziario. E’ indispensabile preservare la sicurezza e soprattutto la previdenza sociale da contraccolpi significativi. E’ inoltre necessario preservare gli strumenti a sostegno di chi è colpito dalla disoccupazione. L’OCST intende contribuire
    • alla protezione delle prestazioni del secondo pilastro, attraverso una rigorosa regolamentazione delle politiche e opzioni di investimento;
    • ad una incentivazione della trasparenza e della partecipazione degli assicurati nella previdenza professionale;
    • al mantenimento delle attuali norme e strumenti di protezione delle persone senza impiego nella legge sull’assicurazione disoccupazione, in opposizione a chi ne auspica il ridimensionamento.
  13. Un confronto ulteriore Gli indirizzi e le proposte qui enunciate non hanno evidentemente nessuna pretesa di completezza. Intendono essere un contributo alla discussione e soprattutto all’elaborazione, tramite adeguati spazi di negoziato, di misure concrete a salvaguardia dell’occupazione.
    Consapevole del suo ruolo e della sua responsabilità quale movimento sindacale particolarmente rappresentativo, l’OCST ha già effettuato alcuni passi volti a incentivare un terreno di collaborazione tra le parti sociali in risposta agli effetti della crisi che vanno manifestandosi e che tendono ad ispessirsi. Con questo ulteriore intervento si desidera comporre una prima e più articolata traiettoria di impegno.

O C S T
Segretariato cantonale
M. Robbiani
Lugano, 27 novembre 2008

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