La recente approvazione del CCL nel settore dell’architettura suscita già le prime resistenze da quegli studi che evidentemente hanno tutto l’interesse nel versare salari da fame ai propri collaboratori. Ne è un chiaro esempio l’appello lanciato in questi giorni da uno studio di architettura del Mendrisiotto, inviato a numerosi operatori del ramo dell’architettura a livello cantonale.

Nella missiva, la titolale dello studio di architettura, che è pure professoressa presso un’accademia del Nord Italia, scrive che, con l’entrata in vigore del CCL, gli studi dovranno versare “stipendi altissimi ai propri dipendenti e il quadro dirigente dovrà (n.d.r. di conseguenza) versarsi obbligatoriamente stipendi ancora più alti”.

Non solo l’introduzione dei salari minimi sembra rappresentare un problema per la titolare di questo studio, anche la futura verifica del rispetto delle condizioni contrattuali sembra essere un ostacolo da superare... Infatti in maniera molto chiara nell’appello scrive che “verranno effettuati controlli sistematici per verificare se staremo rispettando il CCL”.

Non dimentichiamoci che tra i punti più importanti introdotti nel nuovo CCL vi è la limitazione degli stagisti e solo una verifica puntuale da parte della nuova commissione paritetica potrà evitare che si continui sulla strada dell’(ab)uso dello stage.

La titolare rivolge infine un appello agli studi ad unirsi per intervenire nel cercare di ostacolare questo CCL.

Non possiamo non stigmatizzare questo genere di comunicazioni che gettano ancora una volta discredito su una categoria che sta cercando, attraverso l’introduzione del CCL, di regolamentarsi a salvaguardia della propria dignità professionale.

Ci preoccupa che la volontà di combattere questo CCL sia dettata dalla possibilità di reperire facilmente architetti a basso costo, anche a tutela dei ragazzi formati nelle nostre scuole.

Per questo, con l’entrata in vigore del nuovo CCL, si imporranno da subito verifiche puntuali contro ogni sorta di abuso e per tutelare in particolare tutti quegli studi che con serietà e impegno versano salari concordati e offrono condizioni di lavoro dignitose.