Il 21 giugno è stato firmato il nuovo contratto collettivo degli architetti e degli ingegneri. Esso andrà a coprire un settore che comprende circa 3’500 lavoratori (650 più o meno gli studi di progettazione). Durante la conferenza stampa indetta da OCST, Unia e ASIAT, è stato rimarcato come non si tratti soltanto di un CCL per gli architetti ma che riguarda tutto il settore della progettazione. Questo contratto, oltre ad avere dimostrato una volta di più che il partenariato sociale funziona, va così a evitare l’entrata in vigore di un altro contratto normale di lavoro, che andava delineandosi all’orizzonte.

Le trattative non sono state delle più semplici, complice anche la varietà di figure professionali presenti. Vari i motivi per cui si era deciso di tornare a trattare dopo le normali interruzioni, tra i quali: la presenza di dumping salariale, numerose segnalazioni giunte ai sindacati, l’intervento della Commissione tripartita ecc. Da qui si è partiti cercando un punto d’incontro al fine di concretizzare la volontà di ambo le parti di salvaguardare l’intero settore.

 

Assoggettamento e entrata in vigore

Il nuovo CCL non ha ancora una data precisa per l’entrata in vigore. Si aspettano ora sviluppi e notizie da parte della Seco per quanto concerne l’obbligatorietà generale del CCL. Le parti contraenti hanno espresso comunque il desiderio di averlo in vigore già nel mese di gennaio del prossimo anno. Assoggettati al CCL saranno, per quanto concerne le aziende: «Aziende attive nel settore dell’architettura, dell’urbanistica, dell’ingegneria civile, della progettazione, della direzione lavori e delle arti tecniche (edilizia, genio civile, geologia, economia forestale, impianti elettrici, di riscaldamento, sanitari, di ventilazione e professioni affini), indipendentemente dalla loro forma giuridica».

Per i lavoratori vale invece: «Tutti i lavoratori occupati come ingegneri, architetti, disegnatori o direttori dei lavori nel settore dell’architettura, dell’urbanistica, dell’ingegneria civile, della progettazione, della direzione lavori e delle arti tecniche in genere (edilizia, genio civile, geologia, economia forestale, impianti elettrici, sanitari, di riscaldamento, di ventilazione e professioni affini), indipendentemente dall’ambito operativo e dallo scopo sociale della azienda in cui sono occupati».

Mentre «Il personale che sottostà al contratto collettivo di lavoro per i disegnatori attualmente in vigore, relativi all’art. 1.1 e più precisamente nel campo dell’edilizia, genio civile e geologia» sarà escluso da questo CCL, in quanto già assoggettato a un altro.

 

Punti forti del nuovo CCL e salari

Nel CCL che verrà, oltre a dei minimi salariali, è stato introdotto un accorgimento per evitare l’abuso di stagisti. Come fatto dal contratto dell’edilizia con i lavoratori interinali, in questo caso è stato attuato il modello per gli stagisti. Ne risulta dunque che «Lo stage di fine studio è unicamente per i neo laureati o diplomati di scuole o istituti di formazione professionale a tempo pieno». E ancora: «La durata complessiva personale degli stage è di 12 mesi, ma se il lavoratore ha superato i 6 mesi di stage presso la stessa azienda va assunto e la tipologia del salario relativo è in base al diploma». Infine per quanto concerne il numero di stagisti: «L’impiego degli stagisti di fine studi è inoltre regolamentato nel seguente modo nella singola azienda:

- da 1 a 5 lavoratori, è ammessa l’assunzione di 1 stagista; 

- da 6 a 10 lavoratori, è ammessa l’assunzione di 2 stagisti; 

- da 10 lavoratori, è ammessa una presenza massima del 20% di stagisti.

Infine sono stati apportati dei miglioramenti per quanto concerne i congedi speciali.

Per Giorgio Fonio, che ha seguito le trattative per il nostro sindacato, «La firma del CCL rappresenta un grande segnale, specialmente verso quei settori o aziende che pensano di risolvere i problemi togliendo la protezione ai lavoratori. In ASIAT abbiamo trovato una controparte disponibile al dialogo e il risultato finale è sotto gli occhi di tutti: il partenariato sociale vince sempre. Ora si potrà cominciare a lavorare subito a favore degli architetti e degli ingegneri occupati negli studi ticinesi!».