Politica

Giovedì 11 maggio una cinquantina di persone hanno partecipato alla serata, organizzata da OCST donna-lavoro, per approfondire la riforma Previdenza vecchiaia 2020, che verrà sottoposta al voto popolare nel mese di settembre.
Confessioni di un liberista (quando gli conviene) democratico e per nulla di centro.
Che schifo di mondo: non è più nemmeno concesso di essere idealisti… Uno fa delle proposte, le fa con il cuore e nessuno crede nella sua buona fede.

La votazione del 9 febbraio ha posto un problema che certamente non è di facile soluzione: dare una risposta alla domanda popolare di maggiore protezione del mercato del lavoro e, nel contempo, salvaguardare la vocazione di apertura della Svizzera e gli accordi internazionali già siglati.

Molto si è detto e scritto sulle misure a carico dei comuni e del personale previste nel Preventivo 2016 del Cantone. Poco o nulla su altre misure di contenimento delle uscite che vanno a toccare uno dei settori sensibili, purtroppo in continua crescita in termini di impegno finanziario, che è quello del sostegno sociale alle persone e, in modo particolare, alle famiglie con figli.

L’iniziativa «Asili nido di qualità per le famiglie», attualmente all’esame del Consiglio di Stato e della Commissione scolastica, chiede di aumentare gli asili nido e rivedere le condizioni per beneficiare dei sussidi cantonali e comunali (relative al bambino ma anche alle condizioni di lavoro del personale dipendente) Iniziativa certamente condivisibile negli obiettivi, ma manca di indicazioni e proposte concrete relative a come risolvere il problema del finanziamento di queste strutture.