Industria e artigianato

La vicenda Südpack rischia di passare alla storia come la classica lite tra datori di lavoro e sindacati, nella quale i sindacati cercano di difendere principi che non interessano nemmeno più ai lavoratori. Specialmente alla luce dei fatti di giovedì scorso. 
Da anni ormai, siamo abituati ad aziende della vicina Penisola che si spostano, o che spostano parte delle proprie società, nel nostro Cantone. I motivi di questi trasferimenti sono ben noti: la burocrazia meno invadente, la stabilità politica e anche la fiscalità attrattiva.

Dal 1. gennaio 2012 il settore del granito si è ritrovato in una situazione di vuoto contrattuale. Un lungo periodo cadenzato da polemiche, incertezze, tentativi di mediazione da parte del Consiglio di Stato e scioperi. L’Associazione padronale di categoria AIGT, dopo aver creato tutto questo scompiglio, ha pensato bene di sciogliersi e disinteressarsi completamente del settore.

Il Pretore del Distretto di Riviera, dopo aver esaminato i bilanci disponibili, ha decretato il fallimento all’azienda del borgo rivierasco a decorrere dal 24 agosto.
I pesanti disavanzi d’esercizio conseguiti negli ultimi due anni, nonché la decisione dell’Amministratore unico dell’azienda di depositare i bilanci in quanto «..la continuazione delle attività della società non è più garantita» (testuali parole), hanno gravato pesantemente sulla decisione di fallimento.

Nell’assemblea svoltasi lunedì 30 maggio presso la sede della ditta, i dipendenti, dopo aver ricevuto il salario di aprile a fine maggio, chiedevano rassicurazioni per il futuro.