Frontalieri

Da anni vige una totale confusione tra i frontalieri e i pensionati su come debbano essere tassate le rendite da prepensionamento (es. FAR, RESOR) e da secondo pilastro, oltre ai consueti dubbi di natura analoga sul capitale del secondo pilastro.
Nei giorni scorsi è apparsa la notizia che il Governo italiano sarebbe vicino a firmare ufficialmente il nuovo Accordo bilaterale sull’imposizione fiscale dei lavoratori frontalieri. Il tema è così riesploso all’improvviso, dopo quasi un anno di silente letargo. Cerchiamo di capirci qualcosa in più.

La Risoluzione 38/E pubblicata ieri dall’Agenzia delle Entrate porta con sé un chiarimento normativo a dir poco storico in quanto allarga la definizione di frontaliere “di fascia”: in base al nuovo testo giuridico egli è colui che vive entro i venti chilometri dal confine con la Svizzera, indipendentemente dal Cantone presso il quale lavora.

Facciamo un passo indietro e spieghiamo meglio di cosa si tratta. Tutti conoscono la definizione di “frontaliere fiscale”, detto anche “frontaliere di fascia”.

 

Nella prima parte dell’articolo (il Lavoro del 26 gennaio 2017) abbiamo parlato del nuovo Accordo bilaterale sulla tassazione dei frontalieri (ancora da ratificare) e dell’ipotesi di uno Statuto unitario per tutti i frontalieri. Segue ora la seconda parte dell’articolo con i restanti argomenti.

Il 2016 ha portato con sé un vero e proprio tornado di novità per i lavoratori frontalieri. Il nostro sindacato ha cercato di esporre nel modo più preciso possibile tutte queste informazioni ai propri associati tramite i vari canali di diffusione di cui dispone (giornale, newsletter, assemblee, volantini, interviste sui media).