Frontalieri

La Risoluzione 38/E pubblicata ieri dall’Agenzia delle Entrate porta con sé un chiarimento normativo a dir poco storico in quanto allarga la definizione di frontaliere “di fascia”: in base al nuovo testo giuridico egli è colui che vive entro i venti chilometri dal confine con la Svizzera, indipendentemente dal Cantone presso il quale lavora.

Facciamo un passo indietro e spieghiamo meglio di cosa si tratta. Tutti conoscono la definizione di “frontaliere fiscale”, detto anche “frontaliere di fascia”.

 

Nella prima parte dell’articolo (il Lavoro del 26 gennaio 2017) abbiamo parlato del nuovo Accordo bilaterale sulla tassazione dei frontalieri (ancora da ratificare) e dell’ipotesi di uno Statuto unitario per tutti i frontalieri. Segue ora la seconda parte dell’articolo con i restanti argomenti.

Il 2016 ha portato con sé un vero e proprio tornado di novità per i lavoratori frontalieri. Il nostro sindacato ha cercato di esporre nel modo più preciso possibile tutte queste informazioni ai propri associati tramite i vari canali di diffusione di cui dispone (giornale, newsletter, assemblee, volantini, interviste sui media).

Prepensionamenti e secondo pilastro al 5% - Probabile la nuova «fascia di frontiera».
Il Senato ha approvato venerdì 25 novembre il decreto legge 193/2016 relativo alle «misure urgenti in materia fiscale». 
La notizia porta con sé importanti novità per i lavoratori e i pensionati frontalieri. Tra le varie tematiche affrontate dal provvedimento, vi è infatti anche la riapertura di una nuova finestra di voluntary disclosure, ovvero la pratica di collaborazione volontaria per l’emersione delle attività finanziarie e dei redditi non dichiarati in passato. 

Non era uno svizzero, era un italiano fatto svizzero, i peggiori!”.

A distanza di tanti anni le parole sferzanti che danno il titolo al libro e che si era sentito dire in un cantiere, agitano ancora i ricordi di un muratore con trent’anni di esperienza di lavoro in Canton Ticino.