Il 6 marzo il sindacato OCST Docenti ha indetto un’assemblea alla quale il presidente Gianluca D’Ettorre, ha presentato il progetto di risposta alla seconda consultazione sul documento «La scuola che verrà» con lo scopo di raccogliere osservazioni e proposte. 
L’incontro, aperto a tutti i docenti interessati, è stato molto costruttivo e tutti si sono complimentati della qualità del lavoro fatto dal Comitato. Oltre alle questioni più tecniche della riforma quali l’abolizione dei livelli attitudinali, settimane progetto e attività opzionali, si è discusso in particolare sul ruolo del docente. Nella proposta di riforma della scuola dell’obbligo, il ruolo del docente esce indebolito e notevolmente peggiorato da un sovraccarico di lavoro e di vincoli, nonché da una relazione con gli allievi ridimensionata e ben poco gratificante. In primo luogo ci si è trovati d’accordo sul fatto che sia indispensabile promuovere la professionalità dell’insegnante definendo con chiarezza il suo ruolo all’interno di un mandato coerente con la sua formazione e con le sue condizioni di lavoro, evitando di svilirne e di intaccarne la credibilità e l’autorevolezza con compiti indefiniti o lontani dalle sue competenze e dalle sue effettive possibilità. In secondo luogo, occorre garantire un equilibrio all’attività dei docenti permettendo loro di bilanciare la dimensione valutativa con quella legata all’insegnamento vero e proprio. Gli insegnanti devono godere non solo della facoltà di effettuare delle scelte didattiche nelle aule, ma anche di un coinvolgimento attivo, esteso e continuativo nei disegni di riforma sin dalla fase decisionale e progettuale, come reale condizione per costruire assieme la scuola del futuro. 
In definitiva, l’OCST-Docenti conferma il suo apprezzamento per l’intento di migliorare la qualità della scuola ticinese e mantiene la sua disponibilità a collaborare in tal senso ma auspica che la riforma venga elaborata su una base di dati oggettivi che la giustifichino, indicandone il senso e ponendola in relazione ad obiettivi esplicitamente dichiarati su cui poter misurare la portata del progetto e la sua coerenza.
L’assemblea ha infine approvato la presa di posizione inviata al DECS e la risoluzione in nove punti (vedi sotto) che riepilogano le proposte del sindacato sul progetto in consultazione. Le stesse saranno rese pubbliche e inviate alle associazioni della scuola e agli interlocutori politici. I documenti sono scaricabili sul sito http://docenti.ocst.com
 
  • Le proposte
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  • Il sindacato OCST-Docenti chiede maggiore cautela e realismo nel modo seguente:
  • 1. per valorizzare le differenze di interessi e di inclinazioni esistenti tra gli allievi, proponiamo di organizzare delle attività opzionali in tempo extrascolastico, strutturate in attività professionalmente orientative, artistiche o sportive. Chiediamo quindi di ridurre ad un massimo di due ore lezione lo spazio destinato alle opzioni e di definirle come corso facoltativo a disposizione di chi effettivamente ne avverta la necessità e ne manifesti interesse; 
  • 2. ridurre il numero delle settimane progetto ed al contempo ovviare al problema della vaghezza dei loro contenuti e del ruolo dei docenti (o di figure esterne) prevedendo al loro interno lo svolgimento di attività inerenti alle discipline di insegnamento (organizzate e condotte dai docenti titolari, anche per coppie di materie associate) articolate su mezze giornate e su giornate intere nelle quali affrontare la materia in modo continuativo;
  • 3. rinunciare all’orario settimanale con sequenze a blocchi che preclude la piena valorizzazione delle competenze dei docenti e degli allievi vanificando i loro sforzi con incontri discontinui che minano la necessaria solidità dei rapporti e la prossimità alla materia da studiare;
  • 4. per non indebolire il curriculum formativo degli allievi e per sostenere chi è in difficoltà, escludere gli atelier dalla griglia oraria settimanale e prevedere lezioni di recupero facoltative fuori orario cui gli allievi abbiano facoltà di iscriversi;
  • 5. diversamente da quanto prospettato nel progetto, chiediamo di prevedere nella griglia oraria settimanale degli allievi due ore fisse di laboratorio con metà classe, da condividere ogni settimana da una coppia di discipline diverse a rotazione (ad esempio storia e geografia). Ciò conferirebbe al laboratorio maggiore consistenza e significatività;
  • 6. nel progetto la valutazione degli allievi, non solo sulla preparazione, ma anche sulla loro personalità, è troppo onerosa dal punto di vista burocratico e assume troppa importanza rispetto agli altri compiti del docente. Chiediamo che questo aspetto sia ridimensionato;
  • 7. per continuare a garantire la qualità e l’affidabilità dell’insegnamento, chiediamo di definire con sufficiente anticipo e con precisione i contenuti della «costellazione di argomenti pedagogici cruciali» con cui si realizzerebbe la personalizzazione e di verificarne l’idoneità: il sommarsi di «situazioni educative» in «contesti diversi» non favorisce necessariamente lo sviluppo della personalità dell’allievo, occorre che vi sia coerenza e continuità con un progetto educativo che comprenda anche quanto si studia e si vive quotidianamente nelle aule; 
  • 8. ogni qualvolta si dovesse far ricorso a pratiche di differenziazione pedagogica, si chiariscano con l’allievo e con la famiglia le conseguenze sia sugli obiettivi formativi sia sulla valutazione delle prestazioni scolastiche;
  • 9. al fine di valorizzare le competenze acquisite dai docenti con esperienza e di riconoscere loro la meritata possibilità di ridurre l’onere di insegnamento nelle aule, come avviene praticamente in tutti i Cantoni, rivendichiamo il conferimento ai docenti ultracinquantacinquenni della facoltà di convertire due ore di lezione settimanale in ore dedicate all’organizzazione di attività di formazione continua, di elaborazione e di condivisione di materiali e di percorsi didattici con i colleghi più giovani, di progettazione di uscite scolastiche o di attività scolastiche particolari.
 
 
Alessia Fornara, Segretaria sindacato OCST-Docenti