I 34 battellieri di Locarno stanno dando una grande lezione a tutti i lavoratori di questo Cantone! Dopo che per anni si sono svolte trattative per il futuro della navigazione sul Lago Maggiore senza assolutamente coinvolgere i diretti interessati né tanto meno preoccuparsi della loro sorte, hanno ricevuto nel mese di giugno una disdetta collettiva. «Con il primo gennaio 2018 non avrete più il vostro lavoro», l’unica comunicazione che hanno ricevuto.

A fronte di questa assurda decisione, che mette in grave difficoltà 34 famiglie ticinesi, tutte domiciliate nel Locarnese, e per difendere il loro lavoro, i battellieri hanno deciso di adottare una forma di lotta dura ed impegnativa: lo sciopero!

Non è stata una scelta facile, e lo si vede incontrandoli giornalmente. Tengono al lavoro che da molti anni svolgono con dedizione e passione. Ma purtroppo di fronte a questa ingiustizia hanno dovuto scegliere l’unica via percorribile.

Decisamente imbarazzante la reazione di alcuni politici, alcuni dei quali, tra l’altro, si sono distinti per la totale assenza al momento delle trattative tra Berna e Roma per stabilire le nuove condizioni dei servizi sui due bacini ticinesi. Abbiamo poi letto numerose e impegnate disquisizioni sul tema dell’anno: lo sciopero è o no un metodo svizzero? Ciò che importa al sindacato è la sorte dei 34 collaboratori e delle loro famiglie che rischiano di perdere occupazione e salario.

Per fortuna il Governo può contare su tre Consiglieri di Stato che si sono adoperati per trovare una soluzione che garantisce l’occupazione a tutti i collaboratori. Manca tuttavia ancora un tassello: la garanzia salariale! Non è una sottigliezza perché in questi anni abbiamo imparato che certi livelli salariali non consentono di vivere in Ticino!

Grazie all’importante sostegno della popolazione, che con semplicità ha voluto confermare la totale solidarietà a questi scioperanti. 

Questo sciopero ha potuto richiamare a tutti la dignità del lavoro e la necessità di garantire stipendi adeguati per poter vivere nel nostro Cantone.

 

Lorenzo Jelmini