Il Consiglio federale respinge l’iniziativa popolare «Per un congedo paternità ragionevole – a favore di tutta la famiglia» e non prevede di proporre un controprogetto. L’argomento dei costi è solo un pretesto in quanto l’iniziativa, come pure un controprogetto, non genererebbero che dei costi limitati. Il rifiuto del Consiglio federale è di conseguenza ideologico. È vergognoso che l’ideologia non venga oltrepassata e vengano finalmente riconosciuti i bisogni delle giovani famiglie di oggi.
Il Consiglio federale non riconosce che i tempi sono cambiati. Fonda la sua decisione contro l’iniziativa sul fatto che non è finanziabile. Non è assolutamente vero. Un congedo paternità di 20 giorni lavorativi costerebbe circa 385milioni di franchi all’anno, il che corrisponde allo 0.06% del salario di ogni lavoratore. Inoltre la riforma dell’esercito così come la diminuzione dei giorni di servizio militare, libereranno mezzi finanziari per quanto concerne l’indennità perdita di guadagno (IPG). L’iniziativa propone di usare questi mezzi finanziari per il congedo paternità e investire nelle giovani famiglie e per il futuro della Svizzera. Per Adrian Wütrich, presidente di Travail.Suisse e dell’associazione «Congedo di paternità ora!» è chiaro che «le prospettive finanziarie dell’IPG mostrano che il congedo paternità è assolutamente finanziabile ed è assurdo dire il contrario».
La medesima associazione si impegnerà con vigore nel processo politico in corso per il congedo paternità e per il bisogno delle famiglie. Ancorare alla legge il tempo per i padri in caso di nascita di un figlio è una condizione fondamentale affinché i padri di oggi possano assumersi le proprie responsabilità. 
Il fatto che la legge continui a trattare uno dei momenti più importanti della vita come un trasloco è un insulto. Numerose imprese l’hanno riconosciuto proponendo un congedo paternità, ma solitamente questo accade nelle grandi aziende che se lo possono permettere. 
Ne risulta che la concessione di un congedo paternità è spesso una questione di fortuna a seconda del datore di lavoro. Questo è certamente ingiusto, il congedo paternità deve essere un diritto per tutti i padri. L’associazione si batterà affinché tutti i padri possano godere di condizioni quadro minime.
Anche il segretario cantonale Renato Ricciardi si è detto molto deluso dalla decisione del Consiglio federale. «Il congedo paternità ha un valore sia per la famiglia che per il contesto economico. È un modo per favorire le giovani famiglie. Spesso ci si mette in mostra parlando della conciliabilità lavoro-famiglia, poi però quando bisogna fare dei passi concreti ecco che viene a galla la verità. Comunque resto fiducioso per il futuro, il lavoro non è terminato. Altre aziende hanno capito l’importanza della questione e hanno prolungato il congedo paternità, si veda per esempio Coop che concederà tre settimane. Spero che altri possano seguire questi esempi» conclude Ricciardi.
 
gad