Giovedì 11 maggio una cinquantina di persone hanno partecipato alla serata, organizzata da OCST donna-lavoro, per approfondire la riforma Previdenza vecchiaia 2020, che verrà sottoposta al voto popolare nel mese di settembre.
 
Nella sua introduzione il segretario cantonale Renato Ricciardi ha sottolineato che quello emerso dal dibattito parlamentare è un compromesso accettabile nel quale si sono evitate misure distruttive.
 
Sono stati anche introdotti elementi interessanti come una maggiore flessibilità dell’età di pensionamento e la riduzione della deduzione di coordinamento.
 
I relatori, Matthias Kuert Killer, responsabile per le Politiche sociali di Travail.Suisse, e Lara Fretz, responsabile assicurati attivi della Cassa pensioni dei dipendenti dello Stato, hanno approfondito alcuni aspetti.
 
Una riforma del sistema svizzero di previdenza vecchiaia era necessaria per almeno due fenomeni che hanno indotto uno squilibrio: la situazione demografica, e il connesso aumento della speranza di vita, e la situazione finanziaria, che presenta tassi di interesse bassissimi e rendimenti azionari molto contenuti.
 
Per garantire un equilibrio, ha detto Matthias Kuert Killer, era necessario un intervento che prendesse in considerazione entrambi i pilastri. Nel progetto proposto è stato possibile introdurre alcuni meccanismi di compensazione dei sacrifici e sono stati evitati molti peggioramenti: l’età di pensionamento a 67 anni, i tagli alle rendite per vedove e per figli, la soppressione delle rendite per figli e la modifica del meccanismo automatico di adeguamento al rincaro nell’Avs.
 
Tra gli aspetti più interessanti della riforma, l’introduzione di una maggiore flessibilità di pensionamento: sarà infatti possibile anticipare e posticipare il pensionamento di tre anni, tra i 62 e i 70 anni, ad un costo inferiore ad oggi e parzialmente compensato dal supplemento AVS di Fr. 70, e con la possibilità di ricevere anche rendite parziali.
 
Il pensionamento a 65 anni per le donne è certamente una pillola amara da mandare giù, tuttavia il pensionamento flessibile, il supplemento Avs di 70 franchi e l’abbassamento della deduzione di coordinamento sono aspetti che attenuano in parte gli effetti negativi di questa misura.
 
Per compensare l’abbassamento del tasso di conversione nella Lpp, si è puntato sulla crescita dell’avere di vecchiaia tramite l’aumento dei contributi versati da lavoratori e datori di lavoro e la riduzione della deduzione di coordinamento.
 
Coloro che avranno più di quarantacinque anni all’entrata in vigore della riforma, riceveranno un contributo dal Fondo di garanzia Lpp che tiene in considerazione la possibilità ridotta di cumulare un capitale di vecchiaia sufficiente ad ottenere una rendita paragonabile a quella precedente alla riforma.
 
Sono stati introdotti altri aspetti interessanti come il regolamento contro i premi di rischio abusivamente alti degli assicuratori vita e il diritto ad una rendita Lpp in caso di perdita di lavoro a partire dai 58 anni.
 
Il divario pensionistico tra uomini e donne è di circa il 40%, un valore che deriva dalle differenze salariali e dall’impostazione della previdenza professionale che favorisce la copertura dei salari alti.
 
Inoltre le condizioni precedenti al 1995, ha detto Lara Fretz, permettevano di ritirare il secondo pilastro in caso di cessazione dell’attività lucrativa ciò che ha indotto molte donne a usufruire di questa possibilità. Nel pilastro più sociale, l’Avs, le donne ricevono di più di quanto versano: versano il 33% dei contributi e ricevono il 56% delle prestazioni.
 
Nella Lpp invece troppe donne non sono assicurate o lo sono in maniera insufficiente. La riforma introduce un’importante novità in questo senso che è la modifica della deduzione di coordinamento (la parte di salario sulla quale non si versano i contributi Lpp): non sarà più fissa, ma pari al 40% del salario con una deduzione massima (di 21’150 Fr.) e una minima (di 14’100 Fr.).
 
Questo consentirà a chi ha un salario tra i Fr. 21’150 e i Fr. 52’875 di migliorare la propria situazione previdenziale.
 
La riduzione del tasso di conversione, ha sottolineato Lara Fretz, colpisce  in particolare le persone che sono assicurate solo secondo l’assicurazione obbligatoria nella Lpp. La parte sovra obbligatoria infatti, che non beneficia di un tasso di conversione fissato per legge, ha già piuttosto sofferto delle condizioni dei mercati e demografiche ed è stata abbassata dalla maggior parte delle casse pensioni.
 
Un aspetto interessante della riforma ė la possibilità di ricevere una rendita vitalizia invece della liquidazione in capitale per coloro che hanno del capitale in un conto di libero passaggio.
 
Questo dovrà essere versato all’Istituto collettore che tuttavia potrà decidere quale tasso di conversione applicare e non dovrà attenersi a quello previsto dalla legge. In caso di lacune previdenziali, gli assicurati hanno il diritto a dei riscatti che vengono accreditati all’avere vecchiaia Lpp fino al massimo possibile.
 
Nel mese di settembre, come noto, si voterà sul decreto federale che stabilisce l’aumento dell’Iva al fine di finanziare l’Avs. La riforma prevede che 0.6 punti percentuali dell’aliquota Iva andranno a finanziare l’Avs, tuttavia l’aumento rispetto all’aliquota che viene applicata attualmente sarà solo di 0.3 punti. Altri 0.3 punti, che erano stati introdotti per finanziare l’Ai, verranno attribuiti all’Avs.
 
Renato Ricciardi ha concluso l’incontro segnalando che, dato che il finanziamento tramite Iva è molto, forse troppo, contenuto, a breve sarà necessario intervenire nuovamente a questo livello.
 
Sarà poi importante lavorare su una maggiore trasparenza delle casse pensioni. Dovrà essere inoltre affrontato in maniera più incisiva, per esempio con un intervento decisivo sul salario di entrata nella Lpp, il problema della differenza di copertura pensionistica di chi ha salari bassi, in maggioranza donne, per colmare il divario pensionistico.
 
Se è vero poi che le disparità salariali non devono essere risolte con interventi sul sistema previdenziale, è anche vero che l’aumento dell’età pensionabile delle donne richiede, per essere accettato, un intervento forte a questo livello.
 
B.R.