Raffaele De Rosa, classe 1973 e un dottorato in economia nel curriculum, è direttore dell’Ente regionale per lo sviluppo Bellinzonese e valli (ERS-BV). L’ERS-BV è stato costituito il 25 novembre del 2010. È un’associazione di diritto privato, con sede a Biasca, composta dai Comuni dei distretti di Bellinzona, Blenio, Leventina e Riviera, nonché dai Patriziati del comprensorio. Attualmente la zona è spesso citata per chiusure di aziende, dunque in modo negativo. Abbiamo posto qualche domanda a Raffaele.
 
Ci descriva meglio di cosa si occupa.
Offriamo consulenza e accompagnamento a progetti imprenditoriali oppure legati al turismo. L’Agenzia funge da sportello regionale per qualsiasi richiesta di informazione legata allo sviluppo regionale. L’obietto è di stimolare e supportare la nascita di progetti a beneficio della regione, mettendo in rete le autorità comunali, cantonali e federali e gli attori (pubblici e privati) presenti sul territorio.
 
Tra gli obiettivi 2016-2019 dell’Ente vi è «Turismo: aumento della competitività e dell’attrattiva del Ticino e delle sue destinazioni turistiche». L’apertura di AlpTransit può certamente contribuire.
AlpTransit rappresenta una grande opportunità per tutto il Bellinzonese e la Città Ticino, mentre per l’Alto Ticino i rischi potranno presto trasformarsi in reali svantaggi se non vi saranno adeguate misure di accompagnamento: potenziamento del trasporto pubblico, mantenimento della linea ferroviaria di montagna, valorizzazione della linea a scopi turistici (progetto «Coccodrillo»), marchio UNESCO, ecc.
 
Guardando oltre: con la galleria del Monteceneri si punterà maggiormente al turismo proveniente da Sud?
Con la galleria di base del Ceneri tutta la nostra regione si avvicinerà a Lugano e alla Lombardia. In questo senso, ci potranno essere dei vantaggi, anche se continuo a credere che i nostri mercati tradizionali (Svizzera tedesca e Germania) devono essere salvaguardati, curati di più e sviluppati. L’attrattiva residenziale attorno a Bellinzona, in Riviera e nelle medie e basse valli potrà aumentare ulteriormente grazie alla disponibilità di terreni e immobili ancora a prezzi tutto sommato ragionevoli e affitti sopportabili.
 
Nell regione spesso sentiamo parlare di aziende in difficoltà che chiudono. Le ultime sono state la H.P.E. e la SMB. Come fermare il trend?
Non ci sono ricette miracolose. La nostra strategia punta su alcuni assi strategici quali l’innovazione e l’imprenditorialità, la realizzazione di infrastrutture di sviluppo (fibra ottica ad esempio), la creazione di centri di competenza e di tecnopoli e, infine, la formazione, l’educazione e la ricerca applicata. 
 
Quali sono attualmente le maggiori difficoltà riscontrate dalle aziende?
Le difficoltà variano a seconda del settore economico e della tipologia d’azienda. In generale, numerose aziende lamentano l’aumento delle lungaggini burocratiche e dell’onere amministrativo. Altre segnalano difficoltà a reperire manodopera specializzata. 
 
A volte si sente affermare che troppe aziende non hanno un legame con il territorio e di conseguenza non generano un reale benessere economico, accusando così la politica di aver pensato esclusivamente all’indotto economico per salvaguardare i bilanci. Cosa ne pensa?
Penso che sia giusto sostenere e premiare quelle aziende che hanno un legame con il territorio e che generano un indotto positivo e concreto. Il concetto di «return on investment» territoriale (o ROI territoriale) è già ampiamente teorizzato e non resterebbe che metterlo in pratica! Per fortuna che nella regione la maggior parte delle aziende sono virtuose e anche socialmente responsabili.
 
Come Ente cercate di favorire l’insediamento di nuove aziende. Quanta attenzione prestate alle condizioni salariali attuate (soprattutto in assenza di minimi salariali)? Ha rapporti con i sindacati in tal senso?
Per noi è molto importante che le aziende dimostrino un legame forte con la società ed il territorio in cui vanno ad inserirsi. Inoltre valutiamo le ricadute dirette e gli effetti indiretti (indotto) ogni qual volta dobbiamo esaminare una richiesta. Il primo criterio che adottiamo è che la manodopera sia residente e che i salari siano dignitosi. In questo senso, i rapporti con i sindacati sono buoni, come lo sono quelli con le imprese, le associazioni economiche e vari altri partner (Comuni, Cantone, ecc.).
 
Meglio una grossa azienda che genera esclusivamente indotto fiscale o una più piccola che favorisca maggiormente la zona?
Non esiste una regola fissa per cui una grossa azienda debba per forza essere peggiore di una piccola e media impresa (PMI). Tante piccole imprese permettono di diversificare il substrato economico, mentre una grande azienda (se ben inserita nel contesto economico, sociale e territoriale) potrebbe fornire lavoro a diverse PMI.
 
È possibile trovare un equilibrio tra la «svendita» del territorio e l’insediamento di aziende?
Lottiamo con ogni mezzo contro la «svendita» del nostro territorio. Quest’ultimo è molto prezioso e non dobbiamo accettare nessun compromesso! Un bene raro come il territorio va gestito in maniera molto oculata e non va assolutamente sprecato.
 
Come vede il futuro della regione?
Ci sono diverse sfide da affrontare: il franco forte, la digitalizzazione dell’economia, la successione aziendale, specializzazioni industriali che faticano più di altre nell’attuale fase congiunturale. Per allontanare queste nubi minacciose è necessario mettersi in rete, condividere idee, esperienze e risorse, innovare, adottare buone pratiche e, soprattutto, continuare a formarsi e a formare! Oltre a ciò, anche le condizioni quadro dovranno essere migliorate, senza aver paura di tornare a un sano, moderato e pragmatico protezionismo.
 
gad