Due importanti rivendicazioni sidacali
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L’assemblea annuale 2006 del sindacato OCST dei docenti ha proposto di nuovo l’esigenza di una politica dipartimentale volta a riqualificare la professione del docente sul piano delle condizioni di lavoro e della politica salariale, investendo su di lui, mantenendo appetibile e competitiva la professione sul mercato del lavoro, attirando e trattenendo nella scuola giovani fra i migliori. Anche in Ticino appaiono segnali allarmanti che confermano come la più grave emergenza con cui pure il nostro paese è confrontato sia quella educativa.
Il comitato del sindacato OCST della scuola ha successivamente approfondito le due proposte scaturite dall’assemblea e ha deciso di presentarle agli altri sindacati dei docenti in funzione della imminente trattativa con il Consiglio di Stato.
1. La condizione dei giovani docenti
Il sindacato OCST si è battuto su due piani: la riduzione del precariato, ottenendo negli scorsi anni il consolidamento del rapporto d’impiego di alcune centinaia di docenti incaricati e il riconoscimento degli scatti di anzianità per i docenti assunti negli ultimi dieci anni, chiedendo con un’azione legale al Tribunale amministrativo, purtroppo respinta, lo stesso trattamento riservato agli impiegati. Ora, preso atto della decisione negativa del tribunale, l’OCST ritiene che il trattamento salariale dei docenti deve essere tema di trattativa tra governo e sindacati.
Il giovane docente è tuttora penalizzato dalla decisione di sottrargli, per quanto riguarda il salario d’entrata, due classi di stipendio: decisione dapprima fatta passare come transitoria e che invece è ingiustamente resa definitiva.
Le recenti statistiche pubblicate dall’Ufficio federale dimostrano come in Ticino i salari dei dipendenti pubblici siano inferiori rispetto a quelli versati negli altri cantoni: in particolare i salari degli insegnanti ticinesi risultano i più bassi nel confronto intercantonale in tutti gli ordini di scuola. Il sindacato OCST chiede urgentemente la collocazione dei giovani docenti sin dall’inizio nella scala prevista dalla legge e una revisione della classificazione salariale in tutti gli ordini di scuola.
2. La condizione di docenti anziani
L’OCST ha spesso richiamato la condizione di docenti anziani, che fanno fatica a reggere gli impegni di lavoro nelle nuove non facili situazioni. L’emergenza educazione manifestata da più parti in tutti i paesi, compreso il nostro, richiede forte investimento intellettuale e psichico agli insegnanti. Consapevole che i casi di burn-out, di docenti cioè che hanno dovuto abbandonare perché non ce la facevano più, sono sempre più numerosi, il dipartimento ha deciso di approfondire il fenomeno e predisporre certi strumenti di intervento. Il disagio degli insegnanti non è certo, dopo di ciò, diminuito: anche perché subiscono sempre più spesso “decisioni sulle quali non hanno praticamente nessun potere”, e viene tuttora sottovalutata la “somma di energia mentale e affettiva che deve dispensare un insegnante per ottenere l’interesse degli allievi, tenere correttamente i corsi, mantenere la disciplina, eccetera” (cfr. i rapporti della Organisation Internationale du Travail). Per il nostro sindacato è urgente affrontare le modalità di partecipazione alle decisioni degli insegnanti ticinesi e le loro condizioni di lavoro. La diminuzione dell’orario di insegnamento in classe (eventualmente con l’attribuzione di altri compiti in sede) è realtà da molti anni nella maggioranza dei cantoni svizzeri.
Il sindacato chiede una riduzione dell’orario settimanale dei docenti con più di cinquant’anni in tutti gli ordini di scuola, riprendendo, con la forza di nuove argomentazioni e in circostanze più gravi, una proposta già avanzata in passato.




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