Priorità all’occupazione dei residenti

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Disoccupazione

Riportiamo il testo dell’interrogazione parlamentare presentata il 4 aprile da Gianni Guidicelli


In questo periodo preelettorale il tema dell’occupazione - disoccupazione è al centro dell’attenzione e ripreso da molti interventi di candidati al Consiglio di Stato e al Gran Consiglio, sulla stampa e nei dibattiti. Quasi tutti sono concordi nel ritenere che si debba far in modo che le aziende abbiano a privilegiare l’assunzione di personale residente in Ticino prima di ricorrere a manodopera estera. La stessa direttrice del DFE Laura Sadis si è espressa in tal senso durante un dibattito televisivo.


Ricordo al proposito che nella seduta del 24 marzo 2010 il Gran Consiglio ha accolto all’unanimità una mia iniziativa parlamentare generica del 17 settembre 2007, che chiedeva una modifica della Legge per l’innovazione economica (L-inn) con l’obiettivo di sostenere prioritariamente le aziende innovative che creano posti di lavoro interessanti sia dal profilo della formazione sia della retribuzione. Chiedevo inoltre che gli aiuti siano versati, o eventualmente graduati, a dipendenza del contributo che le aziende danno alla creazione di posti di lavoro per i residenti in Ticino.

Mi sembrava, e mi sembra tuttora inopportuno, che lo Stato aiuti ditte che creano posti di lavoro a basso reddito e poi debba intervenire con prestazioni integrative del reddito per permettere a questi lavoratori il sostentamento familiare. Non ha nemmeno senso sussidiare aziende che assumono quasi esclusivamente personale proveniente dall’estero, essenzialmente frontalieri, lasciando a carico della disoccupazione, e quindi della collettività, lavoratori residenti che hanno le necessarie qualifiche professionali.
Nonostante probabili difficoltà di ordine giuridico, legati al rispetto degli accordi bilaterali, la Commissione della gestione nel suo rapporto sulla mia iniziativa parlamentare concludeva pronunciandosi a favore dell’adozione parziale della stessa e invitando il Consiglio di Stato a preparare un testo conforme che tenga anche in considerazione gli aspetti legati alla formazione e alla sostenibilità ambientale.

Il Gran Consiglio, come già detto in precedenza, ha accolto all’unanimità queste conclusioni.
A distanza di un anno, e nonostante il fatto che la problematica legata all’occupazione dei residenti rispetto all’aumento dei frontalieri si sia ulteriormente amplificata, il Consiglio di Stato non ha ancora dato seguito alla decisione del Gran Consiglio.


Chiedo pertanto al Consiglio di Stato:
1. Per quale motivo non ha ancora dato seguito alla decisione del Gran Consiglio del 24 marzo 2010?
2. Quando intende presentare un messaggio per la modifica della L-inn che tenga in considerazione quanto espresso nelle conclusioni del rapporto della Commissione della gestione sulla mia iniziativa parlamentare?

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