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2017

Il Lavoro n. 1 del 26 gennaio 2017 Il Lavoro n. 2 del 9 febbraio 2017
Il Lavoro n. 3 del 23 febbraio 2017 Il Lavoro n. 4 del 16 marzo 2017
Il Lavoro n. 5 del 30 marzo 2017

Prima pagina

 

Dall’Assemblea del Sindacato dipendenti e pensionati dello Stato è stata ribadita l’opposizione alla riforma LORD. Interessante il dibattito tra Giovanni Jelmini, Sergio Morisoli e Mario Branda sul ruolo della funzione pubblica.

 

Dopo aver inviato a tutte le Società che gestiscono stazioni di servizio per la vendita di carburanti una lettera con cui si chiedeva un miglioramento delle misure di sicurezza, si è svolto un incontro tra il nostro sindacato e Piccadilly SA. Anche City Carburoil ha risposto all’invito con una lettera.

Nell’enciclica Caritas in veritate, si identifica  nella sostituzione  del classico «imprenditore» con il «manager» uno dei cambiamen­ti più caratteristici nel mondo dell’economia e del lavoro.
Infatti, nel paragrafo 40, que­ste due figure vengono delineate quasi come stereotipi e contrap­poste l’una all’altra: mentre il profilo dell’im­prenditore si caratterizza per i suoi rapporti personali con i suoi dipendenti e per la sua responsabilità quasi paterna nei loro confronti, il manager corrisponde soltanto ed esclusiva­mente ai parametri del profitto, dettato dagli azionisti.


 

In occasione del Congresso il segreta­riato cantonale dell’OCST ha realizzato un’intervista con il professor Stefano Zamagni, consulente della Pontificia commissione Justitia e Pax, su alcuni temi proposti dall’enciclica «Caritas in veritate».


La crisi economica in atto non è passegge­ra; è piuttosto lo specchio di uno squilibrio profondo. Quali indicazioni si trovano nella «Caritas in Veritate» per affrontare i proble­mi strutturali che hanno generato la crisi?
La crisi in atto è una crisi di tipo entropico, dunque è diversa dalle crisi che si chiamano di tipo dialettico. Qual è la differenza? La se­guente: che le crisi dialettiche nascono da un conflitto fondamentale che la società, per una ragione o per l’altra, non riesce a risolvere.
Le crisi si chiamano di tipo entropico quando nascono invece da una perdita di senso, quan­do cioè la società perde il senso del proprio in­cedere, del proprio agire in ambito economico come in altri ambiti, ecco che entra in crisi.
Quella di oggi è una crisi di tipo entropico  che è dunque più grave di quella di tipo dialettico. La Caritas in veritate ha questa caratteristica, quel­la di offrirci una chiave di lettura della presente crisi che tenga conto della sua specificità. La letteratura che oggi esiste, ed è ormai diventata enorme sulla crisi in atto, focalizza l’attenzione solamente sulle cause prossime della crisi, non su quelle remote. Ebbene la Caritas in veritate compie esattamente questo sforzo. Questa è la ragione per la quale questa Enciclica sta aven­do, in giro per il mondo, un successo che non si era mai riscontrato con nessuna altra Enciclica, almeno dei tempi recenti.


 

La felicità si realizza in un ambito nel quale si dedica attenzione alle persone e questo vale anche sul posto di lavoro. Dal punto di vista etico, un’azienda non si deve sottrarre.

L'azienda non è certo responsabile della felicità dei suoi dipendenti. La felicità la trovino altrove!» – così disse il direttore di una grande azienda ticinese, durante una conferenza stampa. Un’affermazione in controtendenza rispetto ai più recenti sviluppi, si potrebbe pensare, dato che leggiamo sempre di più dei programmi «di felicità» attuati nelle medie e grandi aziende.

Sotto questo titolo molto ambizioso vengono intese le strategie ed i servizi di benessere per i propri dipendenti: attrezzature negli uffici, palestre, punti relax, asili nido, lavanderie aziendali, assistenze mediche ecc., fino alla creazione del ruolo di «direttore della felicità».