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Il Lavoro, periodico dell'OCST, da decenni è un punto di riferimento per le informazioni sui contratti, le nuove normative, la previdenza, il mondo del lavoro, la formazione.

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2017

Il Lavoro n. 1 del 26 gennaio 2017 Il Lavoro n. 2 del 9 febbraio 2017
Il Lavoro n. 3 del 23 febbraio 2017 Il Lavoro n. 4 del 16 marzo 2017
Il Lavoro n. 5 del 30 marzo 2017 Il Lavoro n. 6 del 13 aprile 2017
Il Lavoro n. 7 del 4 maggio 2017 Il Lavoro n. 8 del 18 maggio 2017
Il Lavoro n. 9 del 1. giugno 2017

Prima pagina

Il 25 ottobre è stata lanciata la prima piattaforma nazionale d’informazione per le persone che, oltre a lavorare, si prendono cura dei loro parenti: www.info-workcare.ch. È la risposta di Travail.Suisse, organizzazione mantello delle lavoratrici e dei lavoratori, al problema della conciliazione del lavoro e della cura («work and care»).
Il sindacato OCST trasmette ai propri associati il comunicato pubblicato dalla CISL, coinvolta da lunedì 24 ottobre come partner italiano nelle trattative per la definizione di uno Statuto dei lavoratori frontalieri.
«Si è insediato presso il Ministero degli Affari Esteri, su iniziativa del CGIE (Consiglio generale degli italiani all’estero) il tavolo interministeriale sulle tematiche del lavoro frontaliero.
Molti lavoratori hanno richiesto chiarimenti alla nostra Organizzazione in seguito l’approvazione in Canton Ticino dell’iniziativa dal titolo «prima i nostri», proposta dal partito UDC e dalla Lega dei Ticinesi.
La votazione di fatto non produce alcun effetto concreto.
Lo scorso sabato 24 ottobre si è tenuta a Bellinzona una mattinata di studio a vent’anni dall’introduzione della Legge federale sulla parità dei sessi (LPar), organizzata dalla Commissione consultiva per le pari opportunità fra i sessi e dalla Delegata per le pari opportunità fra i sessi del Canton Ticino in collaborazione con FaftPlus.
La modifica del Codice delle obbligazioni sul rinnovo agevolato dei contratti normali di lavoro, voluta dalla Commissione tripartita cantonale e per essa dalle parti sociali, è stato un traguardo importante per il Ticino. Si trattava, in modo particolare, di assicurare una base giuridica più solida alla procedura. Con questa decisione cambia, di fatto, il margine di apprezzamento e sarà possibile prolungare un contratto normale quando «vi è motivo di credere che possano verificarsi nuovi abusi», cioè salari inferiori a quelli usuali in una professione priva di un contratto collettivo di lavoro.