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2017

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Il Lavoro n. 5 del 30 marzo 2017 Il Lavoro n. 6 del 13 aprile 2017
Il Lavoro n. 7 del 4 maggio 2017
Con la revisione dell’assicurazione contro la disoccupazione del 2011, sono state drasticamente ridotte le prestazioni. I giovani in cerca d’impiego sono stati particolarmente toccati, ciò ha portato un forte incremento del numero di chi esaurisce il diritto alla disoccupazione. Inoltre, l’accento posto sulle sanzioni, provoca un aumento dei rapporti di lavoro instabili. Travail.Suisse chiede dunque un’analisi più precisa degli effetti della riforma della LADI.
Durante la crisi finanziaria del 2008, l’AD si è ritrovata in una situazione economica critica e nel 2010 ha chiuso con un debito di oltre 7 miliardi sopra il limite fissato dalla legge. Una revisione era dunque necessaria.
Tranne l’aumento dell’aliquota contributiva e il contributo di solidarietà applicato ai redditi più elevati, ci si è chinati anche sulle spese dell’assicurazione, in altre parole le indennità rilasciate. Sono innanzitutto i più giovani (meno di 25 anni) a essere stati toccati dallo smantellamento delle prestazioni. Il periodo d’indennità è stato ridotto da 18 a 9 mesi, mentre per i disoccupati iscritti appena terminata una formazione, si è passati da 12 a 4 mesi. In più, sono state soppresse le eccezioni del periodo di attesa alla fine di una formazione cosicché tutti i giovani cercatori di impiego hanno ora 120 giorni di periodo di attesa prima di ricevere le indennità.
La revisione ha pure rafforzato la messa in atto delle sanzioni concernenti le ricerche di lavoro. Per verificarle, il numero di ricerche stabilito per ogni mese, deve essere documentato nel relativo protocollo e presentato all’ufficio competente al più tardi il quinto giorno del mese seguente. Il mancato rispetto di queste regole comporta delle sanzioni da 5 a 10 giorni di indennità in generale. Prima della revisione, si poteva disporre ancora di un successivo avviso prima di incorrere in sanzioni.
Un nuovo studio dell’IZA (Institut zur Zukunft der Arbeit è un centro di ricerca tedesco sull’economia del lavoro, con sede a Bonn) concernente  la revisione della LADI del 2011, ha messo l’accento sulla riduzione della durata del diritto alle indennità sui disoccupati più giovani e gli effetti dell’inasprimento delle sanzioni per quanto concerne le ricerche di lavoro.
 
Più persone a fine diritto, più posti di lavoro meno remunerati e meno sicuri
Un primo risultato dello studio mostra che la riforma ha fatto diminuire di circa 10 giorni la durata media della disoccupazione nel primo anno dopo la perdita del posto di lavoro. Questo è uno dei fattori principali che spiega la diminuzione delle spese dell’AD. Bisogna però anche sottolineare che la probabilità di uscire dal sistema dell’AD è aumentata del 35% nell’arco di un anno. Allo stesso tempo, un’uscita dalla disoccupazione con un nuovo impiego ha mantenuto la stessa probabilità di prima della revisione. Nonostante vi siano vari fattori che possono spiegare, nei più giovani, l’uscita dall’AD (ritorno dai familiari, migrazione, formazione continua) gli autori concludono che la quarta revisione della LADI ha aumentato in modo consistente il rischio di arrivare a fine diritto.
Uno sguardo nella statistica del mercato del lavoro della Confederazione, conferma il forte aumento di chi giunge a fine diritto (minori di 25 anni) dopo la revisione.
Nonostante il numero di persone giunte a fine diritto sia continuamente diminuito negli ultimi dieci anni passando da circa 25’000 a circa 20’000, si constata che al contrario vi sia un netto incremento nella categoria 15-24 anni. Prima della revisione, 2’000 giovani disoccupati arrivavano a fine diritto ogni anno; questo numero è più che raddoppiato negli ultimi due anni, arrivando a circa 5’000 unità (vedi grafico nell’immagine).
Un secondo risultato concerne i redditi. Lo studio dimostra che la revisione avrà, almeno a corto termine, un effetto negativo sui livelli salariali di chi ha trovato un nuovo impiego. La pressione esercitata tramite la riduzione delle prestazioni implica per i disoccupati di accettar posti di lavoro molto meno remunerati che prima della revisione. Questo effetto varia secondo le caratteristiche demografiche, ma è più forte tra gli uomini non qualificati. Lo studio, purtroppo, non può dimostrare se questo effetto sia passeggero o durevole.
Il terzo risultato dello studio risulta dalla modifica del regime di sanzioni riguardante le ricerche di lavoro. Non è sorprendente che la soppressione del termine supplementare per la consegna della documentazione delle ricerche di lavoro abbia condotto a una più alta probabilità di sanzioni. Queste sanzioni più severe aumentano la probabilità che un disoccupato trovi lavoro. Ma bisogna relativizzare questo effetto positivo guardando meglio la qualità del posto di lavoro trovato. Gli autori mostrano che gli impieghi trovati rapidamente sono instabili e possono condurre a un ritorno rapido in disoccupazione. La probabilità che i disoccupati sanzionati abbiano ancora un impiego dopo un anno e mezzo è scesa del 6%.
 
Sono necessarie altre analisi ed eventuali correzioni dell’ultima revisione
La revisione era certamente necessaria, poiché dopo la crisi economica, il numero di disoccupati aveva subito un’impennata creando così un debito di 7 miliardi. Il consolidamento finanziario è riuscito: a fine 2015 il debito era ancora di 2,5 miliardi. All’incirca 6 anni dopo l’entrata in vigore, un’analisi degli effetti appare necessaria. Per Travail.Suisse è in particolare l’incremento dei giovani a fine diritto a essere un problema. Anche se il proseguimento della carriera di queste persone non è chiaro, si può affermare che il ritorno nel mercato del lavoro non è possibile o avviene solo con grande fatica. Ne risulta che, dietro la cifra fornita prima, non si nascondono solo dei destini individuali problematici ma anche un problema economico di natura generale in un periodo di mancanza di personale qualificato. 
È importante far notare come la revisione abbia messo troppo l’accento sugli aspetti quantitativi tralasciando purtroppo quelli qualitativi. Bisogna osservare con occhio critico le spinte verso un rientro il più veloce possibile nel mercato del lavoro con dei salari bassi e uno status di precario.
Travail.Suisse sostiene l’elaborazione di un rapporto sugli effetti della quarta revisione della LADI, come chiede il postulato del Consigliere nazionale Marco Romano (16.4038) e condanna che il Consiglio federale abbia respinto questo postulato.
 
Gabriel Fischer, Responsabile politica economica di Travail.Suisse
Trad: G.Donini, Ocst