Frontalieri

L'Ufficio Frontalieri OCST dal 1984 è il principale riferimento per tutti i frontalieri attivi in Ticino. La sua utilità, riconosciuta anche dalle imprese e dagli organi istituzionali italiani e ticinesi, si estende a diverse attività:

- consulenza ai lavoratori e alle imprese in materia di coordinamento dei sistemi nazionali di sicurezza sociale (status fiscale, previdenziale ed assicurativo dei frontalieri, assegni familiari, disoccupazione, Regolamenti UE e Convenzioni bilaterali tra Italia e Svizzera, ecc.);

- tutela della salute del lavoratore con convenzioni mediche appositamente studiate;

- coordinamento degli attivisti iscritti all’OCST nei vari paesi di frontiera;

- consulenza agli organi istituzionali svizzeri e italiani per la definizione della legislazione riguardante i lavoratori frontalieri.

Gli iscritti all'OCST possono godere dei servizi offerti dalla CISL e di tutte le convenzioni previste per i soci CISL.

A partire da settembre, l’INPS ha arbitrariamente sospeso la validità della legge 147/97, che per anni ha regolato le indennità di disoccupazione dei frontalieri rimasti licenziati in Svizzera. Il sindacato OCST è tuttora attivo sul campo affinché vengano ristabiliti i criteri previsti dalla suddetta legge (360 giorni di indennità al 50 per cento dell’ultimo salario),

Come più volte scritto su questo giornale, stampato a caratteri ben visibili sulla Petizione che è stata distribuita in frontiera,

Abbiamo intervistato Giancarlo Bosisio, Responsabile dell’Ufficio frontalieri OCST, in merito alla questione della Disoccupazione dei Frontalieri.

Il Senato discute le modifiche

Ci sembra opportuno segnalare anche i piccoli passi con cui procede al Parlamento italiano la discussione sulle modifiche alla legge 147/97.

Il diritto d'opzione rappresenta l'obbligo che hanno i lavoratori frontalieri di scegliere se mantenere l'iscrizione al Servizio Sanitario Italiano o se iscriversi ad una cassa malati svizzera.

Mancano solo quindici giorni al termine ultimo, 31 dicembre 2011, concesso ai ritardatari per l'esercizio di tale diritto. L'ufficio competente dell'Istituto delle Assicurazioni Sociali di Bellinzona (IAS) ha accertato che circa la metà dei lavoratori frontalieri interessati non ha ancora provveduto a ritornare il modulo ufficiale TI 1. Tale modulo è stato trasmesso tramite lettera raccomandata con ricevuta di ritorno in data 14 settembre 2011 a tutti questi lavoratori ritardatari.

In ragione del grande numero di casi tuttora pendenti, si sollecitano tutte le persone che ancora non hanno dato seguito alla richiesta di provvedere al più presto a stretto giro di posta.

Rendiamo attenti che, se il lavoratore frontaliero non risponde alla lettera raccomandata esercitando il diritto d'opzione per rimanere assicurato nel paese di residenza, sarà assoggettato obbligatoriamente a una cassa malati svizzera per la copertura delle cure medico-sanitarie, con costi più elevati rispetto al sistema sanitario italiano.

Se entro il 31 dicembre 2011, (termine ultimo fissato dal Parlamento ticinese) i lavoratori frontalieri interessati non risponderanno alla raccomandata, a loro non sarà più possibile esercitare il diritto d'opzione e, come detto, verranno obbligatoriamente assicurati, compresi i familiari a carico, ad una cassa malati svizzera.