Frontalieri

L'Ufficio Frontalieri OCST dal 1984 è il principale riferimento per tutti i frontalieri attivi in Ticino. La sua utilità, riconosciuta anche dalle imprese e dagli organi istituzionali italiani e ticinesi, si estende a diverse attività:

- consulenza ai lavoratori e alle imprese in materia di coordinamento dei sistemi nazionali di sicurezza sociale (status fiscale, previdenziale ed assicurativo dei frontalieri, assegni familiari, disoccupazione, Regolamenti UE e Convenzioni bilaterali tra Italia e Svizzera, ecc.);

- tutela della salute del lavoratore con convenzioni mediche appositamente studiate;

- coordinamento degli attivisti iscritti all’OCST nei vari paesi di frontiera;

- consulenza agli organi istituzionali svizzeri e italiani per la definizione della legislazione riguardante i lavoratori frontalieri.

Gli iscritti all'OCST possono godere dei servizi offerti dalla CISL e di tutte le convenzioni previste per i soci CISL.

La recente pubblicazione dei dati sulla manodopera frontaliera ha innescato un’ampia ridda di valutazioni e commenti. Non poteva d’altronde essere altrimenti se si considera che si è registrato un aumento consistente: circa 2’000 unità rispetto al primo trimestre dell’anno e quasi 4’000 unità rispetto a un anno fa.

Trattative fiscali
Dopo anni di tensioni più o meno esplicite, i Governi di Italia e Svizzera sono tornati a sedersi ad un tavolo comune con l’intento unitario di giungere a una intesa chiara in materia fiscale; le trattative si protraggono ormai da diverso tempo, soprattutto a causa dell’instabilità politica che ha contraddistinto la realtà italiana degli ultimi anni.

In Italia è da poco entrata in vigore la nuova legge 50/2014 in materia di monitoraggio fiscale. Tra le novità previste vi è un’importante modifica che interessa anche i frontalieri poiché riguarda la dichiarazione del conto corrente detenuto in Svizzera.

La votazione sull’iniziativa «contro l’immigrazione di massa», che il Ticino ha ampiamente plebiscitato, ha portato a galla le fondate preoccupazioni della popolazione. Soprattutto nella nostra regione, attorniata da un bacino economico e occupazionale di dimensioni nettamente più voluminose che tende a esercitare un’acuta pressione sul mercato del lavoro locale, sono andate germogliando distorsioni esplosive.

Sono trascorsi ormai già due anni da quando l’Inps ha cessato di erogare la disoccupazione per frontalieri così come previsto dalla legge 147/97 (12 mesi di sussidio al 50% dell’ultimo salario).