Frontalieri

L'Ufficio Frontalieri OCST dal 1984 è il principale riferimento per tutti i frontalieri attivi in Ticino. La sua utilità, riconosciuta anche dalle imprese e dagli organi istituzionali italiani e ticinesi, si estende a diverse attività:

- consulenza ai lavoratori e alle imprese in materia di coordinamento dei sistemi nazionali di sicurezza sociale (status fiscale, previdenziale ed assicurativo dei frontalieri, assegni familiari, disoccupazione, Regolamenti UE e Convenzioni bilaterali tra Italia e Svizzera, ecc.);

- tutela della salute del lavoratore con convenzioni mediche appositamente studiate;

- coordinamento degli attivisti iscritti all’OCST nei vari paesi di frontiera;

- consulenza agli organi istituzionali svizzeri e italiani per la definizione della legislazione riguardante i lavoratori frontalieri.

Gli iscritti all'OCST possono godere dei servizi offerti dalla CISL e di tutte le convenzioni previste per i soci CISL.

Dopo l’ok del Senato, anche la Camera dei Deputati ha confermato la fiducia al Governo sul «decreto proroga» relativo alla voluntary disclosure (D.L. 153/2015). Il Decreto, oltre a rinviare il termine ultimo di scadenza della voluntary disclosure a fine dicembre, contiene due passaggi molto importanti elaborati dai sindacati Cisl e OCST in collaborazione con il Sen. Mauro Del Barba.

Dopo mesi di lavoro e di parziali delusioni, il Senato italiano ha approvato le proposte scritte dal Senatore Mauro del Barba in collaborazione con i sindacati OCST, Syna e Cisl. Si tratta di due importanti emendamenti inseriti nella legge-proroga della voluntary disclosure, ovvero la pratica di riemersione dei capitali non dichiarati detenuti da cittadini residenti in Italia.

Facendo seguito all’articolo riportato nel precedente numero del Lavoro, presentiamo qui la seconda parte della panoramica dedicata ai numerosi temi sorti di recente che riguardano i lavoratori frontalieri.

I mesi che hanno preceduto le ferie estive sono stati animati da numerose novità. Fisco, sanità, nuovi accordi bilaterali, estratto del casellario giudiziale, e chi più ne ha più ne metta. Il dibattito si è così infervorato per il sovrapporsi di diverse voci, alcune ufficiali, altre solamente ufficiose, generando non poca confusione tra i nostri lettori. È quindi giunto il momento di ripercorrere ciascun tema, cercando di riordinare i fatti in un quadro chiaro. Vista la lunghezza del dettato, dividiamo il discorso in due parti.

Con la Circolare 30/E pubblicata lo scorso undici agosto, l’Agenzia delle Entrate ha fornito un chiarimento importante che riguarda le rendite previdenziali erogate dall’AVS e percepite da soggetti residenti in Italia; in particolare l’Agenzia ha precisato che le rendite AVS accreditate su conti elvetici restano tassabili tramite un’imposizione sostitutiva del 5%.