Dottrina sociale della Chiesa

Pubblichiamo quanto è emerso da due incontri con Monsignor Valerio Lazzeri, vescovo della Diocesi di Lugano, durante i quali abbiamo approfondito alcuni temi centrali per chiunque voglia indagare le ragioni del proprio impegno quotidiano.

Nel recente discorso ai partecipanti alla plenaria del Pontificio consiglio della giustizia e della pace, il Santo Padre ha ripercorso alcuni temi dell’Enciclica «Caritas in Veritate» (CV) e dell’Esortazione apostolica «Evangelii gaudium» (EG) che sono di grande rilevanza economica e sociale.

Già Adam Smith insegnava che il lavoro è stato uno dei fattori principali del progresso moderno: la divisione del lavoro, la retribuzione salariale e la separazione del lavoro dalla vita privata sono stati fattori centrali della rivoluzione economica e sociale moderna.

La Caritas in veritate prende sul serio le difficoltà reali che i sindacati affrontano in una società segnata dal liberalismo galoppante che individualizza e de-solidarizza sempre di più i rapporti di lavoro tramite le nuove esigenze di mobilità e di deregolamentazione che hanno prodotto per il lavoratore un’«incertezza endemica» (CV 25).

Inoltre, la globalizzazione con le sue nuove dinamiche di delocalizzazione, competizione radicalizzata tra gli Stati e deregolamentazione nel mondo del lavoro recano serie difficoltà ai sindacati. In questa chiave, la crisi attuale ci rende consapevoli che la globalizzazione, tematizzata per la prima volta dalla Populorum progressio, ormai ha prodotto una nuova «questione sociale».

Provo a dire qualcosa su questo impegnativo tema, da semplice militante sindacale e storico che non si sente certo al «di sopra» della mischia.

La prima convenzione collettiva implicante la pace del lavoro è stata firmata nel 1937 tra sindacati e associazioni padronali dell’industria metallurgica. Nel dopoguerra i contratti con questa clausola si sono generalizzati e quindi la pace sociale, insieme ad altri elementi, ha costituito la base di quel patto sociale tipicamente svizzero basato sulla ricerca del dialogo, della trattativa e del compromesso che ha permesso alla nostra nazione di operare un forte sviluppo dell’economia, grazie anche all’aiuto fondamentale dei lavoratori immigrati.